Sanità e debiti: i "virtuosismi" nella regione con «ospedali da schifo»

Alessandro Biancardi

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Sanità e debiti: i "virtuosismi" nella regione con «ospedali da schifo»
AGGIORNAMENTO (17.00) ABRUZZO. «Firmando l'accordo con il Governo sulla sanità abbiamo dato prova di credibilità». Con questa dichiarazione il Presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, è tornato stamane sul recente accordo sottoscritto a Roma con i ministri Tommaso Padoa-Schioppa e Livia Turco e lo ha fatto durante la cerimonia di consegna dei diplomi universitari in Economia e Gestione della Moda, svoltasi a Penne. In questi giorni alla giunta Del Turco non spiace ripetersi ribadendo il punto di vista più volte espresso.
«Ai ministri abbiamo ricordato che i guai di questa regione hanno memoria lunga e responsabilità diffuse a destra, come a sinistra, chi infatti ritiene che tutte le responsabilità siano solo di una parte racconta balle - ha sottolineato il Presidente - l'azione da svolgere è quella di combattere l'idea che l'Abruzzo sia una piccola regione e non meriti quindi di migliorare e crescere e quindi agli abruzzesi va data anche una sanità migliore, è quello che stiamo facendo».

«… QUEI SINDACI CHE DIFENDONO OSPEDALI CHE FANNO LETTERALMENTE SCHIFO»

Il copione recitato da Del Turco anche in questo caso non è originale.
Ha ricordato così le resistenze suscitate dal disegno di riordino della sanità abruzzese ed ha criticato «quei sindaci che si sono battuti per conservare ospedali che fanno letteralmente schifo, sindaci che hanno urlato: guai a chi tocca l'ospedale, poi per un'operazione di ernia sono ricorsi ad ospedali delle Marche».
Così si è scoperto come la sanità sia fertile feudo per la propaganda politica ed il clientelismo più sfrenato a danno della qualità dei servizi e della salute di chi è costretto a farsi curare nell'ospedale più vicino e non può permettersi… le Marche.
Tutte cose che sembrano non sfuggire nemmeno all'attuale maggioranza.

«COMPORTAMENTI VIRTUOSI»

Per Del Turco «l'Abruzzo ora deve avere comportamenti virtuosi», ribadendo un fastidioso concetto espresso dall'assessore Mazzocca nei giorni scorsi.
Dove per “Abruzzo” dovrebbe intendersi (per logica) “classe politica abruzzese”; come se un politico o un amministratore eletto dal popolo avesse la possibilità di scegliere una condotta non virtuosa o fuori dalla legalità.
Una precisazione fuori luogo che dovrebbe essere scontata ma pare che nella regione degli scandali e delle tangenti non lo sia.
Ma allora a chi precisamente sta rivolgendo l'invito il presidente della giunta?

«NOI SIAMO STATI PIU' BRAVI»

Quindi Del Turco nella sua prolusione ha ribadito il fatto che la Regione non abbia ottenuto fondi per la sanità dal 2001 al 2005 è stata responsabilità di «quegli stessi che hanno sperperato risorse e in questi giorni hanno chiesto le mie dimissioni».
Un tema molto caldo quello delle “risorse sperperate” che tuttavia tra polemiche e strumentalizzazioni manca soltanto di “esempi virtuosi” (questi sì) da poter citare… mentre stipendi e consigli di amministrazione invece di diminuire o costare di meno, aumentano.

«PER LA SANITA' TUTTO CAMBIERA?»

Sulla sanità Del Turco ha poi ripetuto che «nessuna struttura sarà chiusa ma tutto cambierà».

ACCORDO SUI TICKET

Ed è sempre caldo il tema della tassazione e dei Ticket.
Proprio su questo fronte è stato raggiunto, questa mattina, a Pescara, nella sede dell'assessorato, l'accordo con il tavolo di confronto composto dai sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e dall'Ugl, dalle organizzazioni sindacali della medicina pubblica dipendente e convenzionata, nonché dai farmacisti ospedalieri.
L'assessore Mazzocca, accogliendo le osservazioni provenienti dal tavolo sindacale, presenterà, entro venerdì 23, la proposta di delibera contenente misure alternative ai ticket, aggiuntive a quelle già attivate nell'ambito degli strumenti previsti nel piano di rientro.
Il provvedimento sarà preventivamente sottoposto al confronto con le organizzazioni sindacali presenti all'odierna riunione.
«Si tratta di un'iniziativa che va vista nell'ottica della continuità con la firma dell'accordo appena sottoscritto con il Governo - ha affermato Mazzocca - e che sarà portata in tempi brevissimi all'approvazione della Giunta e del tavolo di monitoraggio».
Contestualmente, l'assessore si è anche impegnato a presentare, entro sabato 31, una proposta alternativa al ticket dei dieci euro sulla diagnostica e specialistica e sulla regolamentazione uniforme su base regionale dei ticket sul pronto soccorso.

NON MANCANO GLI ATTACCHI DI ALLEANZA NAZIONALE

«I cittadini abruzzesi si preparino a nuove tasse per coprire i debiti causati dalla finanza creativa del centro-sinistra» è quanto affermano i consiglieri regionali di AN Alfredo Castiglione e Fabrizio Di Stefano nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Pescara.
«Con la variazione approvata ieri – spiegano gli esponenti di AN – la maggioranza ha assestato l'ennesimo duro colpo alla credibilità dell'ente regionale esponendolo ad un ulteriore, pesantissimo, indebitamento e alla prospettiva che il bilancio risulti squilibrato, tanto che non è stata consentita la partecipazione ai lavori della commissione dei dirigenti del settore economico-finanziario della Regione».

AN:«PROVVEDIMENTO EQUIVOCO»

Castiglione e Di Stefano proseguono: «dopo le bacchettate ricevute dal governo nazionale – che, come da noi evidenziato in sede di discussione dei contestati aumenti di Irap ed Irpef, ha sottolineato che buona parte dei 139 milioni di euro rastrellati dalle tasche degli abruzzesi non sono stati utilizzati per coprire il disavanzo della sanità – la giunta è corsa frettolosamente ai ripari con un provvedimento equivoco e, per molti versi, preoccupante».
«Nel progetto di legge passato in commissione, infatti, la giunta iscrive in entrata 101 milioni di euro che dovrebbero provenire dalla dismissione del patrimonio delle ASL: immobili di cui non si conosce né la consistenza, né se rientrino nel novero del patrimonio inalienabile – solleva il dubbio Castiglione – perché già fatti oggetto di cartolarizzazione o perché impegnati nello scambio pubblico-privato previsto nella legge sui Giochi del Mediterraneo».
«La Regione – continua Castiglione – finirà per assomigliare a quelle famiglie che, nel dopoguerra, per mangiare impegnavano i beni di famiglia: quando saranno esauriti gli ultimi averi cosa porterà Del Turco al Monte di Pietà per racimolare qualche altra briciola?».
Fa eco Di Stefano: «probabilmente queste uscite garantite da entrate non certe e non verificabili saranno ripianate in due possibili modi: o saccheggiando altri capitoli, togliendo risorse all'agricoltura, alle attività produttive, al turismo, al lavoro e così via, o introducendo nuove tasse».
«Tanto più – sostiene ancora Di Stefano – che, con l'emendamento a firma Cesarone (Sdi) che finalizza, ogni anno, 136 milioni di euro alla sanità, il bilancio sarà ingessato e le spese di investimento quasi azzerate, cosa che lascia presupporre che dovrà essere incrementata l'entrata corrente attraverso l'inasprimento fiscale».
I due consiglieri di AN fanno anche rilevare come «nel parere dell'ufficio legislativo, si dice testualmente che “sembra che il piano straordinario di dismissione di immobili si vada a sommare alla procedura di alienazione già prevista nella finanziaria regionale per il 2007”».
Circostanza, quest'ultima, che fa dire a Di Stefano che «Del Turco e Mazzocca richiamano alla mente la gag di Totò e Nino Taranto che, nel film “Totòtruffa ‘62”, da abili compari, vendono ad ignari turisti la Fontana di Trevi di cui, evidentemente, non detengono la proprietà».

09/03/2007 13.52

AMICONE:«PIANO DI RISANAMENTO : FALSO D'AUTORE»

«Il Piano di Risanamento del deficit sanitario concordato col Ministero del Tesoro è un autentico falso d'autore che prevede due vergognose rapine: una nei confronti del Governo nazionale per "grattare"quel contributo statale di circa 1 milione di Euro ( 2001-2005) indispensabile per tenere in vita il nostro sistema sanitario e l'altra nei confronti dei contribuenti abruzzesi perchè saranno chiamati ancora a ripianare con altre tasse il deficit sanitario prodotto nel 2005 e 2006, abilmente tenuto nascosto a tutti con mirabile maestria tipica dei migliori furbetti di quartiere della cui pericolosità ci hanno edotti anche le recenti cronache abruzzesi».
Non risparmia nulla il capogruppo Udc Mario Amicone che torna all'attacco anche oggi.
«La Giunta Del Turco», aggiunge, «è stata costretta dal Governo a fare quello che noi abbiamo sempre denunciato sull'utilizzo dei proventi delle maggiori e nuove tasse esclusivamente per la sanità. E lo formalizzerà nel prossimo Consiglio quando rimedierà al buco di bilancio che si è creato con un altro falso da bancarotta fraudolenta».
«Mi auguro» conclude Amicone «che questa volta il Presidente possa avere la forza di dire la verità e di avvertire la collettività del rischio, se non vuole parlare di certezza, di nuove tasse e cioè che non è vero che il deficit sanitario del 2006 dichiarato di euro 130 milioni è inferiore del 40% di quello del 2005 certificato in euro 238 milioni, ma è vero invece che con la loro virtuosa gestione è aumentato del 70% ed è pari a euro 407.686 mila».
Secondo Amicone tale deficit molto probabilmente si confermerà anche per il 2007 per «la incongruenza e la vaghezza dei provvedimenti di contenimento della spesa messi in atto in due anni di sole chiacchiere».
Inoltre sempre secondo Amicone i tickets non saranno eliminati perché serviranno a ripianare le perdite aggiuntive «visto che il bilancio è praticamente ingessato tra oneri delle varie fasi di cartolarizzazioni, degli Eurobond sottoscritti a Londra per realizzare cattedrali nel deserto come l'aeroporto sul mare».
I conti sempre secondo quanto afferma il capogruppo Udc sarebbero stati artefatti «con previsione di entrate sovrastimate e di uscite sottostimate».

09/03/2007 15.09

LE CRITICHE DELLA UIL

«Il Governo», sostiene Roberto Campo della Uil, «ha di fatto bocciato la Finanziaria Regionale, perché ha disposto che le tasse introdotte per fare fronte al deficit della Sanità, alla Sanità rimangano. È quanto dice da mesi il Sindacato, che ha contestato il tentativo della Giunta di spostare su altri capitoli le somme introitate con le tasse e di chiamare una seconda volta i contribuenti a coprire il medesimo disavanzo della spesa sanitaria. A questo punto, è importante che il Consiglio Regionale approvi la variazione di bilancio che rimette al loro posto le somme derivanti dalle tasse, destinandole tutte alla Sanità. L'altra scadenza da non bucare è l'approvazione della nuova rete ospedaliera, entro il 31 marzo. Se effettivamente sarà scongiurato un ulteriore aumento dell'Irpef e dell'Irap oltre il tetto massimo, rimane il problema di rientrare, sia pure gradualmente, anche da questo tetto massimo, concordando tappe di riduzione della pressione fiscale correlate alle diverse fasi del risanamento».
Anche sul Piano Sanitario la Uil si dimostra critica
«L'opera di risanamento», spiega Campo, «chiama in causa anche i punti su cui finora la Politica non si è espressa, dalle aziendalizzazioni al numero della Asl. La Giunta Regionale deve dire compiutamente come sarà la nuova Sanità che vuole realizzare, quali servizi apriranno sul territorio, come si trasformeranno i piccoli ospedali. Le resistenze si battono parlando alla grande maggioranza dei cittadini, che hanno interesse al cambiamento. Bisogna passare dal solo risanamento alla riforma: è l'ora del Piano Sanitario. Ci battiamo contro l'accoppiata tasse-ticket, ma siamo anche contro i tagli, l'impoverimento e la precarizzazione dei lavoratori del settore. La Politica regionale tutta è chiamata a non mancare l'appuntamento con la riforma della Sanità abruzzese e la costruzione dei distretti socio-sanitari».

09/03/2007 17.08