Ecco chi è il nuovo vice presidente della Fira

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Fira ha un nuovo vice presidente. La designazione è caduta sul geometra Mario Falconio nome tutt’altro che nuovo nel panorama politico ed economico della nostra regione. E c’è già chi storce il naso.
Da qualche giorno è stata ufficializzata la nomina di nuovo vice presidente della Fira: a tenere le redini ufficialmente è Mario Falconio che va a coprire il gradino più alto della piramide gerarchica interna.
Oggi svolge a tutti gli effetti molte delle funzioni che un tempo erano demandate a Giancarlo Masciarelli, travolto dalla più grande inchiesta della nostra regione che ha scoperto nervi della politica nostrana.
Il suo nome era stato fatto già a febbraio dello scorso anno quando “volontariamente” Masciarelli decise di dimettersi da presidente ma solo dopo l'inizio delle indagini e le perquisizioni negli uffici di via Parini ed il sequestro di una mole ingente di documenti.
Proprio Falconio avrebbe dovuto prendere il posto di Masciarelli anche se poi non se ne fece più nulla.
E' entrato nella Fira grazie alla vecchia giunta regionale di Giovanni Pace.
Il Cda di Fira è infatti composto da 9 membri; 5 su nomina delle banche regionali (figuravano Tonino Di Berardino, Lino Nisi, Vincenzo Trozzi, Mario Falconio) e 4 della Regione (Claudio D'Alesio, Giancarlo Stringini, Augusto Di Luzio e Rossi Danilo).
Come si sa lo spoil system nella Fira ha avuto notevoli difficoltà ad attecchire e così il ricambio di nomi è stato praticamente vanificato quasi del tutto.
Ma oggi con la nomina di Falconio a vice presidente sembrano calare nuovi dubbi sulla gestione della finanziaria regionale (che dovrebbe essere rivista, cancellata, accorpata, secondo il presunto volere della maggioranza di centrosinistra).
Dubbi che derivano in gran parte dalla sua età anagrafica (74 anni) e da quella di grande militante politico; Falconio non è proprio un giovanotto e dalla sua ha sicuramente una grande esperienza alla spalle. Non sarebbe proprio il “nuovo che avanza” e quel cambio di rotta radicale che una inchiesta come quella denominata “Bomba” imporrebbe non sembra poterci essere con lui.
Immaginare una reale rottura con il passato in queste condizioni è praticamente impossibile.
Un'altra coincidenza è il luogo di nascita: Taranta Peligna patria di moltissime persone comparse a vario titolo nelle inchieste di Fira, DelVerde, cartolarizzazione e persino di straforo in quella di Montesilvano. Non per questo un comune da discriminare o da additare, ma la "coincidenza c'è.
Di Taranta Peligna è anche Giancarlo Masciarelli che aveva radunato intorno a sè parenti e amici e alle sue feste di paese invitava la politica che contava (e conta ancora).
Falconio ha sempre vissuto in paese e conosce praticamente da sempre Masciarelli, avendolo visto crescere ed in molti casi avviato e lanciato. E' stato spesso il suo consigliere e amico.
Per oltre un trentennio Falconio è stato Direttore del Consorzio di Bonifica che, fine a qualche anno fa, aveva sede a Palena.
In questa sua veste ha gestito per anni moltissimi soldi pubblici grazie all'appoggio della vecchia Dc, nella quale ha sempre militato.
Ottimi rapporti dunque con il veterano Remo Gaspari che pure di quelle zone è (Gissi non molto lontano da Taranta).
E' poi notorio come Falconio sia stato pupillo dell'ex onorevole Natali che all'epoca lo volle proprio al Consorzio di Bonifica.
Grazie al suo ex insegnante, il professor Zuccarini, ex presidente della Carichieti, da oltre un quarantennio ha ricoperto incarichi all'interno dell'istituto, dapprima nel collegio dei sindaci e successivamente nel Consiglio di Amministrazione.
Oggi è nella Fondazione sempre della Carichieti.
Tali incarichi si sa, più che strettamente legati ad una ipotetica professionalità, sono nomine politiche e politicizzate fino ad arrivare ai livelli più alti.
E' ovvio come ad ogni politico possa far comodo avere un proprio uomo in uno degli istituti bancari più influenti della regione.
Infatti il geometra Falconio non ha mai avuto conoscenze di natura finanziaria e bancaria se intesa come formazione di studi canoninci ma, probabilmente, la sua grande preparazione arriva dalla pluridecennale esperienza.
In paese è conosciuto con un soprannome che non gli rende evidentemente giustizia ma lui negli anni ha saputo bene dimostrare come in realtà conoscesse davvero molte cose e visto dove oggi si trova la sua scalata non è ancora terminata.
La pensione? C'è sempre tempo…
Così oggi la Fira è guidata da questo uomo nuovo di zecca che dovrebbe incarnare il new deal dell'Abruzzo.
Il nuovo corso della Fira e della Regione, della politica stessa, è tracciato tutto nelle rughe di questo altro grande vecchio abruzzese.
In attesa, ovviamente, che tutto cambi…

09/03/2007 10.41