Parco eolico in mezzo al mare: 30 giorni per fermarlo

Alessandro Biancardi

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Parco eolico in mezzo al mare: 30 giorni per fermarlo
AGGIORNAMENTO (16.15)  TERMOLI. Un grande parco eolico off-shore, in mezzo al mare con torri alte oltre 80 metri, una foresta artificiale che servirebbe per rispettare l’ambiente non producendo anidride carbonica e altre sostanze inquinanti. Ma la bellezza della costa al confine con l’Abruzzo sarebbe totalmente stravolta. Ed è già polemica tra Molise e Abruzzo. UNA SELVA DI PARERI CONTRARI E QUALCHE INCONGRUENZA
Scempio al largo.
Imponenti torri che svettano tra le onde.
Potrebbe presto cambiare il paesaggio costiero del Molise, ventisei chilometri di litorale in più punti martoriati dal cemento e che custodiscono già una centrale turbogas, che terrorizza la popolazione, e diverse rischiose aziende chimiche.
Adesso, nelle pieghe delle brezze primaverili, spunta un progetto della ditta Effeventi srl, con sede a Milano e che ha scelto questo fazzoletto d'Italia per realizzare il primo parco eolico d'Italia.
Un tratto d'Adriatico costellato di... pali d'acciaio.
L'impianto coprirebbe, in maniera devastante, uno specchio acqueo di 25 milioni 527mila e 500 metri quadrati, di cui 3 milioni 150 mila di area demaniale e sorgerebbe dirimpetto alle spiagge del piccolo centro di Petacciato (Campobasso), tra tre e cinque miglia dai lidi di Termoli e Campomarino, a sette dal bagnasciuga di Vasto (Chieti), a un paio da quello di Montenero di Bisaccia – paese del ministro Antonio Di Pietro - e a 21 dalle isole Tremiti. Andrebbe, quindi, a incastonarsi nei pressi dello splendido arcipelago pugliese e in un sito rinomato e frequentato per i caratteristici fanghi generati da una slavina naturale.
Cinquantaquattro le turbine da installare, della potenza complessiva di 162 megawatt e che dovrebbero produrre annualmente energia elettrica per 450 milioni di chilowatt.

30 GIORNI PER PROPORRE OSSERVAZIONI

Il ministero dei Trasporti ha autorizzato l'istruttoria, avviata da un paio d'anni, ordinando, qualche settimana fa, alla Capitaneria di porto di Termoli, la pubblicazione all'albo pretorio del Comune degli atti con i quali si dà avviso del progetto tanto “originale”.
Ciò vuol dire che sono scattati i 30 giorni utili alla presentazione delle osservazioni al piano. Trascorso questo periodo - e resta ormai poco tempo - non sarà accettato alcun reclamo e si darà ulteriore corso alle pratiche, già a buon punto. L'iter per i permessi e lo studio d'impatto ambientale, infatti, sarebbero quasi ultimati.
Secondo l'azienda lombarda che vuole realizzare il parco off-shore – così viene tecnicamente chiamato -, la mega struttura, per la quale è stata chiesta una concessione demaniale di sessant'anni, sarebbe “salutare” per il territorio.
Questi i benefici elencati «per il mancato consumo di 90 mila tonnellate di idrocarburi»: 420 mila tonnellate in meno di anidride carbonica immessi nell'atmosfera in un anno, 600 tonnellate di anidride solforosa, 800 di ossidi di azoto e 43 tonnellate di polveri sottili.
«La società Effeventi – spiega l'avviso che occhieggia dalle bacheche del municipio di Termoli – preparerà il fondale, erigerà i pali di fondazione mediante una nave speciale munita di gambe d'appoggio e dotata di gru a martelli idraulici».
I “piloni” avranno un diametro di cinque metri e saranno inseriti ad una profondità di 50 metri. Seguiranno i lavori di posa dei cavi, anch'essi invadenti, e d'interconnessione.
Diversi fili si allacceranno ad una cabina di trasformazione piantata sulla terraferma e ad una linea “volante” che si andrà a collegare alla rete elettrica nazionale.
«Il montaggio – affermano ancora i documenti - verrà completato sistemando la torre eolica con la gondola contenente il generatore e successivamente il rotore e le pale».

TORRI ALTE 80 METRI

Le torri metalliche si innalzeranno per circa 80 metri al di sopra del livello del mare.
Si staglieranno possenti e ingombranti. Inutili per questo pezzetto di Sud, a tratti ancora povero e che, nonostante le proteste, ha dovuto accogliere una centrale a ciclo combinato che non voleva e che teme. A cui sono state regalate industrie alle quali, secondo una recente ricerca dell'Istituto superiore di sanità, potrebbe essere collegato l'incremento delle malattie tumorali, che si aggira mediamente intorno al 17 per cento e sfiora, in alcune zone, addirittura il 42 per cento.
Dei 25 mila ettari di pali eolici la Regione, guidata da Michele Iorio, era a conoscenza, dato che l'avvio della procedura amministrativa è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale del 16 dicembre 2005.
Ma ha glissato il problema.
Un disastro annunciato, contro cui l'amministrazione provinciale di centrosinistra, «pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte di enti», è scesa in campo esprimendo «sgomento e disapprovazione».
«Netta contrarietà – rincara il presidente Nicola D'Ascanio – anche per ciò che riguarda il metodo, contrassegnato da elementi di clandestinità procedimentale. L'iter potrebbe portare ad un insediamento eolico assolutamente deleterio».
Per i piccoli pescatori che tirano avanti con fatica e reti e per le attività turistiche, economiche e sociali che stentano.
«Un impianto rovinoso - tuona Luigi Lucchese, responsabile di Legambiente del Basso Molise - che annienteranno la vita marina e creeranno degrado in luoghi che, con sforzo, stiamo cercando di tutelare e valorizzare».
Mobilitata la marineria che sarà imbavagliata. Sul piede di guerra anche i comuni di Vasto e San Salvo e la Regione Abruzzo che, tramite l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, fa sapere: «Attueremo le iniziative necessarie per preservare e proteggere il nostro litorale».
L'associazione ecologista Patria riflette sul “parco delle brutture” che “andrà a crocifiggere il Molise”.
Che potrebbe ritrovarsi con gli arenili caratterizzati da dune, fiori rari e vista… pali.
Un ecomostro, altro che favola blu.

Serena Giannico



REGIONE ABRUZZO: «FAREMO IL POSSIBILE PER TUTELARE LA COSTA»

Ma il dibattito ieri alla comparsa della notizia sui giornali è subito divampato.
Così l'assessore all'ambiente della Regione Abruzzo ha detto che il discorso «non deve essere visto come una querelle tra il partito dell'ambiente e quello dell'energia. I due aspetti, la ricerca delle fonti alternative di energia e la tutela del nostro patrimonio ambientale devono andare di pari passo. Difatti nelle linee guida per il piano eolico regionale, predisposto dall'Università di Pescara per conto della Regione Abruzzo, i due aspetti non sono visti come ambiti disgiunti».
Ha poi aggiunto di non conoscere i particolari del progetto che ha ricevuto il via libera dalla stessa regione Molise e del Ministero.
«Mi auguro», ha concluso Caramanico, «che siano state fatte tutte le valutazioni necessarie per evitare le conseguenze di un impatto paesaggistico per la costa adriatica. Quel che posso dire, è che da parte nostra provvederemo ad attuare tutte le misure per difendere e tutelare il nostro litorale».

REGIONE MOLISE: «ANCHE NOI SIAMO CONTRARI»

«La Regione è contraria alla realizzazione della centrale eolica al largo della costa
molisana e si attiverà perché l'impianto non si realizzi e si salvaguardi il futuro di un tratto di litorale molisano di grande pregio ambientale e di sicura vocazione turistica».
Lo ha annunciato il presidente della Regione Molise, Michele Iorio dopo la pubblicazione dei particolari del progetto che ha già superato buona parte dell'iter amministrativo.
«Il governo regionale - ha affermato Iorio - è deciso a mettere in campo ogni azione utile perché l'impianto eolico a mare non si realizzi. Invito dunque ogni ente o istituzione competente a muoversi in linea con tale indicazione e prenderò iniziative immediate in merito».

PROVINCIA CAMPOBASSO: CONTRARIA

In una delibera, la Giunta provinciale riafferma «la piena legittimazione della Provincia di
Campobasso a intervenire nel procedimento amministrativo» e chiede alla Regione Molise di «riconsiderare il parere favorevole già espresso, laddove ha riconosciuto la competenza
statale al procedimento per l'istruttoria della pratica».
Oltre ad avere specifiche competenze in materia, la Provincia intende pronunciarsi in quanto il progetto prevede «opere a terra» sul territorio di competenza.
La delibera è stata trasmessa, oltre che alla Regione Molise e ai Comuni molisani interessati, al Ministero dell'Ambiente, alla Provincia di Chieti e ai Comuni di Vasto (Chieti) e di San
Salvo (Chieti).
La conferenza dei capigruppo consiliari ha poi deciso la convocazione del Consiglio provinciale per lunedì prossimo, 12 marzo, alle ore 11: l'assemblea si occuperà delle problematiche connesse alla realizzazione dell'impianto eolico, nell'intento di ribadire la netta contrarietà all'insediamento, anche con l'integrazione di motivazioni intervenute a seguito dell'acquisizione dell'intero carteggio riguardante la centrale.

«SE NE OCCUPI IL MINISTRO DI PIETRO»

L'intervento del ministro delle infrastrutture, il molisano Antonio Di Pietro, é sollecitato dall'ex sindaco di Petacciato Angelo Greco, in carica all'epoca in cui fu avviato l'iter del progetto sul parco di energia eolica.
«Su questo argomento - afferma - non ha ancora detto una sola parola».
Greco - candidato anche alle prossime elezioni comunali - contesta «nella maniera più assoluta il metodo usato dal Ministero» e sostiene che «i dirigenti ministeriali non hanno chiesto nemmeno il parere dei Comuni interessati ed a noi questo sistema non piace affatto».
«Concordo con l'energia pulita - aggiunge - ma questa zona é stata già sacrificata con l'installazione a Termoli della centrale termoelettrica a ciclo combinato, per cui tornare ad interessare ancora la costa molisana da un altro impianto di produzione di energia, anche se completamente diverso e di altro tipo, francamente mi sembra troppo».

Insomma sembrerebbe di capire che oggi tutti siano contrari al progetto. Resta da spiegare come si sia arrivati fin qui.

07/03/2007 8.40

LA PROVINCIA DI CHIETI SCRIVE A QUELLA DI CAMPOBASSO

Il presidente della Provincia, Tommaso Coletti, ha scritto questa mattina al suo omologo di Campobasso, Giuseppe D'Ascanio, dicendosi preoccupato della iniziativa.
«L'immagine creata nel tempo dalla “Costa dei Trabocchi”», scrive Coletti, «è ormai diventata un patrimonio comune che ritengo trainante per le iniziative di valorizzazione del tratto di costa molisano, anch'esso di grande pregio naturalistico e ambientale. Andando oltre ogni valutazione specifica», conclude la nota del Presidente, «tra l'altro non suffragata dalla conoscenza progettuale di quest'opera, ritengo comunque utile una riflessione con il coinvolgimento anche delle Regioni nel pieno rispetto delle sovranità territoriali e decisionali».

07/03/2007 14.38

LEGAMBIENTE ABRUZZO: «SIAMO FAVOREVOLI»

«La realizzazione del parco eolico marino di Termoli è un'ottima occasione per la diffusione e l'uso delle energie rinnovabili. Un'occasione che le regioni Abruzzo e Molise dovranno affrontare di concerto per realizzarlo nel migliore dei modi, visto anche il forte ritardo che hanno accumulato nello sviluppo delle fonti pulite. L'opposizione degli enti locali preoccupati dell'impatto dell'impianto sul paesaggio è del tutto strumentale, dato che le pale saranno a due miglia dalla costa e quindi quasi invisibili. Per quanto riguarda gli impianti a terra, vanno seguite le indicazioni della commissione Via e vigileremo perché sia garantita la piena salvaguardia del sistema dunale».
E' questa la posizione ufficiale del Comitati Regionali Legambiente Abruzzo e Legambiente Molise sulla possibilità di costruire il primo parco eolico off-shore del nostro Paese al largo della costa molisana.

LEGAMBIENTE BASSO MOLISE: «SIAMO CONTRARI»

Ma è evidente che c'è confusione in queste ore dove ormai ogni particolare può essere buono per acquistare visibilità e magari provare a strumentalizzare.
Così accade che Legambiente Basso Molise, riunitasi d'urgenza ieri sera, si era già espressa in modo nettamente contrario al progetto.
«Il parco - sostengono gli ambientalisti molisani - avrebbe un forte impatto sulla costa, e i lavori di scavo e adattamento dell'impianto costituirebbe un problema per la flora e la fauna
marina. Inoltre, l'interramento dei cavi determinerebbe lo scempio di un sito di interesse comunitario a Petacciato dove, tra l'altro, vi è un dissesto idrogeologico molto grave».

IL MINISTRO DI PIETRO: «SONO CONTRARIO»

«E' un progetto che rischia di creare seri danni all'ambiente e all'economia delle aree costiere tra Abruzzo e
Molise». Questo il commento del ministro alle Infrastrutture,
Antonio Di Pietro. Per il ministro «la realizzazione andrebbe a impattare pesantemente su un territorio di rara bellezza. In questo modo, si determinerebbe un serissimo danno per l'economia locale, che sempre più sta spingendo sulle potenzialità dei luoghi per attrarre crescenti flussi turistici».
Per questo, Di Pietro ha promesso che chiederà al Ministro dei Trasporti Bianchi di «farsi carico di verificare la compatibilità del progetto con il territorio e lo stato approvativo del piano».

07/03/2007 16.50