«Abruzzo e Molise ancora insieme per ammortizzare le spese»

Alessandro Biancardi

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SULMONA.Una proposta che ha l'antico sapore di qualcosa di già visto.
Abruzzo e Molise di nuovo insieme, come era fino al 1964 per dimezzare le poltrone degli amministratori e per riunire, in fin dei conti «un numero di abitanti pari ad un paio di quartieri di Roma»
Se Sulmona non riesca a diventare provincia autonoma, forse, è meglio tentare la carta del Molise.
La proposta è seria e fa pensare ad un trasloco in piena regola.
«Se Sulmona non ha saputo lottare per crescere in questi anni in prestigio ed ottenere la provincia SU», sostiene Giovanni Pizzocchia, membro del direttivo "Associazione Insieme per il Centro Abruzzo") , «è comprensibile che i comuni dell'Altosangro oggi aspirino a soluzioni alternative, come quelle offerte da Isernia che prevede addirittura il passaggio alla regione Molise».
«I leader politici di entrambi gli schieramenti», sostiene ancora Pizocchia, «non hanno mai lottato convinti per questo obiettivo perché ormai era già subentrato lo sconforto, il senso della sconfitta».
E se a "traslocare" deve essere Sulmona, perché non portarsi dietro tutto la regione? La proposta ha il sapore di antico e per qualcuno non sarà proprio originalissima, ma tant'è che è arrivata e avrebbe anche i suoi lati positivi. «Perché non valutare di riunire l'Abruzzo ed il Molise? Così forse in un'economia di scala (dimezzando già subito le poltrone per i parlamentari regionali, visto che il Centro Abruzzo non viene neanche rappresentato) i conti potrebbero meglio quadrare. In fondo gli abitanti di queste due regioni corrispondono poco più ad alcuni quartieri di Roma messi insieme»
Chi rischia di perdere la poltrona potrà mai promuovere questa legge? I dubbi ci sono.
05/03/2007 9.49