Sindacati dei pensionati:«i ticket restano. Promesse non mantenute»

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (15.01)ABRUZZO. I sindacati dei pensionati inferociti. Ancora. Non sono bastati ultimatum, cortei e slogan, le proteste di piazza. Le segreterie regionali dei sindacati dei pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL esprimono oggi ancora una volta «ferma condanna del comportamento della Giunta regionale e della maggioranza che governa la regione» a proposito della vicenda dei ticket sui medicinali. UGL: «GUARDIAMO GLI SCHELETRI NEGLI ARMADI DELLA SANITA'»
Il motivo della indignazione dei pensionati è il fatto che nessuna delle promesse fatte sarebbe stata mantenuta.
«E' stato possibile accertare infatti, nel corso del Consiglio Regionale, svoltosi ieri», dicono i responsabili D'Aurora, De Matteis, Orsini, «che nessuna delle misure promesse per la eliminazione dei ticket è stata inserita nel piano di risanamento da presentare al Governo o decisa separatamente come misura che consentisse di eliminare il balzello sulle confezioni dei farmaci».
All'indomani della grande manifestazione di pensionati e cittadini del 10 febbraio scorso i segretari dei partiti della maggioranza annunciarono un accordo che prevedeva: «che non poteva essere ignorato il messaggio che veniva da quella manifestazione; che in realtà i ticket erano stati un errore; che bisognava procedere alla immediata sospensione degli stessi; che si potevano cercare strade alternative e/o coprire l'eccesso di spesa con fondi propri della Regione visto che nel frattempo erano già stati incassati 2 mesi di ticket e quindi rimaneva una cifra assolutamente gestibile».
Ma dopo i proclami i ticket non sono stati sospesi e parrebbe che non ci sia nemmeno l'intenzione di farli sparire.
Nessuna misura alternativa, come prevede la finanziaria, è stata presentata al vaglio del tavolo tecnico di oggi.
«Siamo in presenza di un comportamento gravissimo», dicono i sindacati, «che presume non solo il mantenimento di una misura ingiusta e non necessaria – in aggiunta al pesante fardello di addizionali Irpef presenti e future, per il ripiano della sanità - ma addirittura la presa in giro degli abruzzesi ai quali viene solennemente garantito il ritiro del provvedimento e puntualmente viene elusa la promessa in un balletto assurdo di responsabilità fra partiti e consiglieri regionali della maggioranza e assessori. Avevamo sperato che la grande e civile manifestazione del 10 febbraio, composta in grandissima parte dal popolo di centro-sinistra, potesse costituire un segnale critico ma salutare, in grado di correggere nel senso di una maggiore equità l'azione di risanamento portata avanti dalla Giunta Regionale e dal centro sinistra. Ci sbagliavamo».
«Se osserviamo», continuano i rappresentanti dei pensionati, «che di pari passo vengono mantenuti ticket e aumenti ai consiglieri regionali comprendiamo quale è il solco che si rischia di scavare fra politica e società civile. Agli abruzzesi non si risparmiano neanche i ticket che si potevano evitare e ai consiglieri si garantiscono privilegi che suonano come un insulto rispetto al rigore e ai sacrifici chiesti ai primi. Avevamo garantito sia alla Giunta precedente che alla attuale che avremmo portato in piazza la protesta degli abruzzesi e lo abbiamo fatto. Le scelte di questi giorni ci inducono a riprendere la lotta con maggiore incisività per difendere gli interessi dei cittadini. Noi le promesse le manteniamo».

28/02/2007 8.25

NUOVO APPELLO ANCHE DI CONFCOMMERCIO

Una nuova lettera di sollecito è stata inviata da Abruzzo Confcommercio alla presidenza della giunta regionale prendendo spunto dal buco della sanità che ammonta ad oltre 100 milioni di euro.
«Per coprire questo buco, se non si trovano altre soluzioni, si fa l'ipotesi di aumentare ancora una volta di mezzo punto l'imposta sulle attività produttive (IRAP) e di un altro punto l'addizionale IRPEF sulle persone fisiche. Diciamo subito», mette in evidenza Abruzzo Confcommercio, «che ormai non c'è più spazio per ulteriori aumenti di imposte regionali se non si vuole, come più volte affermato, da una parte provocare la moria delle micro, piccole e medie imprese, che già ora non riescono a sopportare una pressione fiscale così alta (tenuto anche conto dell'aumento delle imposte nazionali, comunali e dei servizi) e dall'altra ridurre ulteriormente i consumi delle famiglie, molte delle quali varcherebbero la soglia di povertà. La Regione deve decidersi, una volta per tutte», afferma Abruzzo Confcommercio, «ad imboccare altre strade, che vanno verso la riduzione della spesa pubblica, per riportare il bilancio in pareggio. L'opinione pubblica, ormai, si chiede quale sia il sistema per evitare che le pubbliche Amministrazioni chiudano il loro bilancio in passivo di anno in anno, determinando così un aumento del debito pubblico, che poi imprese e famiglie sono costrette a pagare, tenuto conto che il fenomeno si verifica indipendentemente dal colore politico che sta a governare».


28/02/2007 10.23

UGL: «GUARDIAMO GLI SCHELETRI NEGLI ARMADI DELLA SANITA'»

La Ugl ha richiesto l'immediato ritiro dei ticket e di ogni ulteriore iniziativa di inasprimento fiscale senza che prima non venga fatta chiarezza sulle motivazioni che hanno portato la nostra Regione ad avere un debito senza precedenti.

Per il segretario regionale della Ugl Geremia Mancini «sulla vicenda ticket, e più in generale sulla intera Sanità abruzzese, il sindacato ha mostrato sin troppa pazienza» ma adesso « è decisamente giunto il momento di non tollerare più un atteggiamento assolutamente colpevole e pesantemente vessatorio dei pensionati e dei lavoratori della nostra Regione.
«Oggi più che mai» la Ugl «ritiene indispensabile che prima di ogni ulteriore tipo di provvedimento si faccia chiarezza sul passato, si abbia il coraggio di aprire gli "armadi della Sanità", si faccia giustizia del passato, di chi ha prodotto un così devastante debito e poi si torni a parlare ai cittadini abruzzesi e magari chiamarli anche ad un sacrificio, ma un sacrificio che miri ad una definitiva pulita e professionale soluzione del tutto».
«Indispensabile» per questo, secondo il sindacato, « che si arrivi ad una "Commissione d'indagine" che metta in luce tutti gli aspetti e favorisca, non solo la verità, ma la credibile opportunità che nulla più abbia a ripetersi».

CGIL: «DOBBIAMO USCIRE DAL TUNNEL»

«Il costo della sanità abruzzese ha superato da tempo la soglia della sostenibilità economica e sociale divenendo l'impedimento principale di qualsiasi possibilità di sviluppo della Regione». E' questa l'opinione della Cgil Abruzzo che ha «più volte richiesto un confronto, su queste elementari esigenze di "trasparenza" e "volontà riformatrice", con le forze di governo e di opposizione alla Regione visibilmente più impegnate in una disputa sulle responsabilità della situazione, che al "voltare pagina" e misurarsi sul "che fare" per uscire dal tunnel».
Una vera e propria «fiera degli equivoci», secondo la Cgil, con un continuo «rimbalzare di esternazioni in tv e giornali da parte degli ex amministratori della Regione, costruttori irresponsabili dell'incalcolabile debito cumulato negli anni di governo e i nuovi amministratori che ad oggi non hanno ancora dato segni tangibili di effettivo rigore».
Ma una cosa è certa, secondo il sindacato: «il debito 2006 è praticamente certificato in 132 milioni di euro, di cui 101 milioni da coprire con risorse fiscali regionali e 31 milioni di euro dovranno pervenire dal fondo ministeriale».

28/02/2007 15.10

VENERDI' ACCORDO GOVERNO-REGIONE

È slittata a venerdì la firma dell'accordo Governo-Regione Abruzzo che regola i rapporti in ordine alla spesa sanitaria. La notizia è stata confermata questa mattina dopo un colloquio telefonico tra il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e il ministro della Salute, Livia Turco. I tecnici dei due ministeri (Economia e Salute) hanno infatti terminato solo questa mattina l'analisi tecnica dei documenti presentati dalla Regione. Lo stesso ministro Livia Turco ha poi confermato al presidente Del Turco che compatibilmente agli impegni parlamentari che attendono il governo nelle prossime ore, la firma dell'accordo sarà fissata per venerdì mattina.
28/02/2007 15.21