Anci:«Vogliamo dire la nostra su turismo, sanità, territorio»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Un maggior coinvolgimento nelle decisioni politiche che riguardano il territorio regionale. E’ la richiesta dei sindaci dei comuni abruzzesi, che ieri si sono riuniti nell’assemblea dell’Anci, per verificare lo stato della politica regionale nei confronti degli enti locali.
Sono numerosi gli ambiti nei quali i sindaci richiedono una partecipazione condivisa con le scelte del governo regionale, e che riguardano direttamente i territori da loro amministrati. Nel corso dell'assemblea è stato deciso di porre le diverse questioni aperte sui problemi della società regionale, a circa due anni dall'insediamento del nuovo governo abruzzese, in un documento che sarà sottoposto all'approvazione di tutti i Consigli comunali della Regione, e discusso possibilmente con le approvazioni dei bilanci comunali (31 marzo).
Il primo nodo riguarda il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, e poi turismo, demanio marittimo, enti d'ambito, infrastrutture, il riordino degli strumenti di intervento in campo industriale, una maggiore attenzione per i problemi dei piccoli Comuni e la revoca della legge che blocca la candidatura dei sindaci al Consiglio regionale.
Questi i punti che l'Anci porteranno all'attenzione della Giunta regionale, e per i quali i sindaci ritengono opportuno il loro coinvolgimento nel varo dei provvedimenti.
«La questione più urgente riguarda la sanità» ha affermato il presidente dell'Anci, Antonio Centi «il piano sanitario regionale è stato approvato senza il coinvolgimento dei soggetti interessati, cioè i sindaci, noi siamo venuti a conoscenza dei tagli e del riordino dei posti letto a cosa fatta, non siamo stati interpellati in merito a questa questione. Stesso discorso per il provvedimento che consente la distribuzione dei farmaci salvavita solo nelle farmacie degli ospedali – prosegue Centi – noi siamo intervenuti immediatamente richiedendo alla Regione soluzioni diverse, ma da allora nulla o quasi è cambiato».
I Comuni chiedono quindi una maggiore concertazione con la Regione sui temi che riguardano lo sviluppo del territorio.
E' necessaria, secondo i sindaci dei Comuni abruzzesi, una sinergia tra gli enti locali e la Regione, una regia condivisa che sappia individuare le scelte per una concreta politica di sviluppo sul territorio e che sappia, allo stesso tempo, gestire i fondi comunitari.
Uno dei limiti dell'Abruzzo, secondo l'Anci, è stato proprio quello di non aver saputo fare sistema, di aver gestito le risorse in maniera separata tra i diversi assessorati regionali. Occorre, ora, dicono i sindaci, un grande piano strategico regionale nel quale strutturare il territorio, «noi – afferma Centi – possiamo rappresentare un valido supporto ai processi di innovazione messi in atto dalla politica regionale».
Ieri è stato deciso anche di preparare un “libro bianco” sui costi della politica abruzzese, scandagliando nel profondo tutti i livelli direttamente o indirettamente collegati con le istituzioni locali elettive, comprese le aziende pubbliche a cominciare da quelle collegate con la Regione.

Mara Iovannone 27/02/2007 9.08