Il rebus: sfondare o no il tetto per Irap ed Irpef?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il problema a questo punto è: come fare per ripianare tutti i debiti (della sanità)? La possibilità concreta di sforare i massimali Irap e Irpef è concreta ed era stata già illustrata da PrimaDaNoi.it, tuttavia l’assessore al bilancio Giovanni D’Amico ha escluso questa eventualità. «Dopo l’aumento dell’Irap e dell’Irpef decise con la finanziaria regionale 2007, sulla testa dei cittadini abruzzesi sta per abbattersi una nuova tegola: un ulteriore inasprimento fiscale che partirà dal prossimo mese» è il commento di Fabrizio Di Stefano, consigliere regionale di AN alla notizia della decisione della Giunta regionale di incrementare di nuovo l’addizionale Irpef e l’aliquota Irap.
«Questa nuova stangata per l'economia abruzzese è la dimostrazione lampante che, come avevamo denunciato a suo tempo, neanche un euro dei 139 milioni rastrellati con la manovra di dicembre sono stati utilizzati per far fronte al deficit della sanità ma si sono dispersi nei mille rivoli della spesa regionale» spiega Di Stefano.
«Il governo di centro-sinistra – è il paragone del consigliere di AN – sembra uno di quei signorotti feudali che, per mantenere il lusso delle proprie corti, non esitavano a far gravare sui contadini imposte e gabelle tanto odiose quanto immotivate».
«Così oggi – prosegue Di Stefano – Del Turco, pur di non intaccare privilegi, consulenze d'oro e carrozzoni vari non si fa scrupolo di far schizzare l'Abruzzo in testa alla poco onorevole classifica delle regioni che maggiormente tartassano i cittadini».

«La questione - ha chiarito l'assessore al Bilancio - è ora puramente tecnica. Il comma 9 della legge regionale 44/2006, prevedeva il ricorso alle imposte massime di Irap ed Irpef, in un momento in cui non avevamo dati certi sul deficit. Adesso, sapendo che il buco da coprire per il 2006 è di 101 milioni di euro, possiamo anche valutare soluzioni alternative che, modificando l'automatismo del comma 9, consentano alla Regione di avere entrate diverse da quelle derivanti da un maggior aggravio per imprese e fasce deboli».
Per valutare la validità di prelievi alternativi ad Irap ed Irpef, la Giunta ha deciso di organizzare, per il prossimo 12 marzo, un seminario con i responsabili delle direzioni Bilancio e Sanità. Le soluzioni più accreditate, sempre in funzione della modificabilità del comma 9, saranno poi sottoposte al vaglio del Consiglio regionale.

LE STRATEGIE LONDINESI

Il viaggio a Londra per la firma dell'emissione di un Eurobond da 138 milioni di euro con Bnl-Gruppo Bnp Paribas, ha rappresentato anche l'occasione per un approfondimento della situazione finanziaria della Regione.
L'Ente mostra un «recupero di credibilità indispensabile per le future scelte strategiche», hanno fatto notare dalla giunta, «lo sforzo finalizzato al risanamento dei conti, infatti, rende competitiva e affidabile la Regione».
E' quanto emerso «da una serie di incontri tenuti nella capitale inglese con il mondo finanziario», fanno sapere dalla Regione.
Si è parlato anche di smobilizzo di crediti sanitari e dell'interesse ad implementare infrastrutture (strade, reti ferroviarie e materiale rotabile) attraverso un'operazione di "finanza di progetto" per evitare di gravare sui conti del bilancio.
Gli esperti dell'istituto di credito Bnl hanno sottolineato, soprattutto, come «la capacità della Regione di sostenere i propri investimenti sia aumentata e come i segnali positivi si riscontrino in campo sanitario dove, attraverso una politica di contenimento della spesa e una manovra fiscale restrittiva, si sta tentando di tornare al pareggio di bilancio».
E per l'occasione il presidente della Regione, Del Turco, non ha perso l'occasione per ritornare a parlare dell'aeroporto sul mare ad Ortona capace di «trasformare in maniera radicale questa regione», ha detto dimostrando come oltre le critiche sempre sferzanti ed abbondanti su questo punto il governatore non è pronto a fare passi indietro.

IL DIGIUNO DI PIO RAPAGNA'

«Il Consiglio Regionale dell'Abruzzo ha preso l'impegno ufficiale per attuare una riforma e una riduzione degli Enti strumentali e delle Società partecipate, al fine di contenerne gli eccessivi ed ingiustificati costi e abolirne gli sprechi: ma fino ad oggi ben poco è stato fatto di concreto», ha ricordato Rapagnà, «per sostenere questa importante riforma, che si inserisce all'interno di una vera e propria “questione morale” per l'Abruzzo, in qualità di coordinatore di Città per Vivere ci stiamo preparando per mettere in atto da Giovedì 1° Marzo prossimo una prima forma di “digiuno”, il quale, nel caso il Consiglio Regionale ed il Presidente Del Turco non rispettino l'impegno solennemente assunto in Aula nella seduta straordinaria del 5 dicembre scorso, si trasformerà in sciopero della fame a rotazione ed a tempo indeterminato».

26/02/2007 10.28