Sanità, il piano sanitario non piace ai sindacati

Alessandro Biancardi

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Sanità, il piano sanitario non piace ai sindacati
ABRUZZO. Si fa sempre più duro lo scontro sulla sanità, i suoi numeri, i suoi debiti ed i troppi punti oscuri sui quali sembra che non tutti vogliano fare chiarezza. Ed è strano come da anni si vada dicendo che la voce che assorbe più soldi pubblici sia quella inerente le spese della sanità che è poi anche quella al centro delle inchieste della magistratura che indaga anche sulla Fira, il cui presidente, Giancarlo Masciarelli, ha avuto anche campo libero proprio nella sanità.
Un caso? Sta di fatto che i dati non sono mai stati disponibili, i conti pubblici pubblicati a singhiozzo e smentiti da altri che li contrastavano. E così la Regione si attrezza con nuove operazioni finanziarie presentate come «successo» ma che hanno alla base un unico fattore scatenante: i debiti.

IL PIANO DI RIORDINO


La Giunta ha completato con una delibera formale l'intero piano di riordino del sistema sanitario regionale.
«La delibera approvata», fanno sapere dall'assessorato alla sanità, «contiene analiticamente le cifre relative ai risparmi che potranno produrre il raggiungimento della parità tra entrate e uscite del sistema sanitario entro il 2009. Tutto ciò consentirà di recuperare quegli stanziamenti statali che dal 2001 sono stati resi inaccessibili dal disordine amministrativo e dai debiti che la sanità abruzzese ha accumulato. La parte più impegnativa dell'operazione riguarda la necessità di cogliere contemporaneamente il risultato politico e finanziario del pareggio del bilancio ed il miglioramento dell'offerta sanitaria in tutto il territorio abruzzese eliminando sprechi, disordine amministrativo e bandendo per sempre "la politica delle mance" che ha fatto crescere una "mostruosità amministrativa e finanziaria"».
«Dopo l'approvazione della proposta di legge ora all'esame del Consiglio regionale sulla rete ospedaliera con questo atto - ha commentato il presidente Del Turco -la Giunta completa l'iter legislativo forse più importante del mandato ricevuto dagli abruzzesi. E' stato quasi un anno di lavoro senza soste, in mezzo a mille difficoltà e a qualche incomprensione di troppo. Alla fine siamo riusciti a varare l'atto politico più significativo dell'intera legislatura».


SI FANNO SEMPRE PIU' ASPRE LE CRITICHE DELLA CISL

«Il disastro finanziario ereditato dal passato e che persiste, non puo' essere sanato con la tassazione già in atto, dell'Irap, dell'addizionale regionale Iperf, dell'introduzione dei tickets sui farmaci, che va celermente rimosso come da impegni presi sia dall'Assessore regionale alla Sanità sia dalla maggioranza di Governo della Regione. La Cisl Abruzzo continua ad esprimere la massima contrarietà su ulteriori aumenti previsti o minacciati già da aprile 2007».
E' quanto ha espresso la delegazione di Cisl Abruzzo, guidata dal segretario generale Maurizio Spina e composta dal Segretario regionale FNP-Cisl Lucio De Mattheis e dal segretario generale FP-Cisl Biagio Celi in occasione della consultazione promossa dalla V^ Commisisone ‘ Affari Sociali' del Consiglio regionale sulle ‘Linee guida per la redazione del Piano Sanitario'. 2007/2009 e piano di riordino della rete ospedaliera'.
Secondo La Cisl Abruzzo «il rischio di un mancato controllo dell'evoluzione della spesa della sanità va assolutamente evitato. Pur con le modifiche e le correzioni che si renderanno necessarie,il Piano di riordino va celermente approvato, per evitare il rischio di perdere le risorse nazionali aggiuntive e quelle a saldo,per circa 1 miliardo di euro indispensabili per evitare una situazione di ingovernabilità dell'intero settore. Infine appare indispensabile l'immediato passaggio dalla redazione delle linee guida alla predisposizione del 3^ Piano Sanitario Regionale 2007-2009».

LE OSSERVAZIONI DELLA CISL

1. Il raccordo tra linee per piano sanitario e piano di riordino ospedaliero è insufficiente;

2. il numero delle ASL e il loro ambito di riferimento , pur se annunciati, non sono previsti. Una loro eventuale diminuzione, rispetto alle attuali sei, determinerebbe un diverso impatto sulla riorganizzazione della rete ospedaliera.

3. l'avvio delle aziende miste ospedaliere a L'Aquila e a Chieti, non trova spazio né nel piano di riordino della rete ospedaliera, né nelle linee piano sanitario regionale.

4. il piano della rete ospedaliera, realista nel conservare tutti i presidi esistenti, non dà la dovuta rilevanza e scelte operative per avere ospedali appropriati e tecnologicamente avanzati per l'assistenza ai pazienti acuti.

5. la organizzazione della rete ospedaliera non dà certezze di risparmio, né garantisce uno spostamento di risorse dall'ospedale al territorio ed, inoltre, non definisce l'assegnazione di 82 posti letto di alta riabilitazione.

6. politiche territoriali: per una efficiente e razionale riorganizzazione e riqualificazione della rete ospedaliera è indispensabile anticipare da subito il riordino ed il potenziamento dei servizi territoriali, a partire dai distretti socio- sanitari e la loro corrispondenza con gli ambiti sociali, dalla prevenzione collettiva e sicurezza sui posti di lavoro.

7. la sanità gestita dalle cliniche private va riordinata e resa più rispondente alle necessità delle ASL, sia per gli acuti che per i cronici, anche eliminando le spese non necessarie e le inappropriatezze.

8. nelle linee guida per le redazioni del PSR è indispensabile prevedere una norma che obblighi, nell'assegnazione delle direzioni sanitarie, una selezione comparativa per titoli professionali, risultati acquisiti, ecc., così come va resa esecutiva la norma esistente che prevede il licenziamento dei manager che non chiudono il proprio bilancio in pareggio.


UGL:«IMMEDIATO RITIRO DEL TICKET»

Da giorni ormai il sindacato lo sta dicendo attaccando apertamente la giunta regionale.
«Sui ticket la UGL», spiega il segretario Geremia mancini, «dopo una serie interminabile di inviti a recedere da un provvedimento assurdo scelse di manifestare con centinaia di lavoratori il proprio dissenso e successivamente anche CGIL CISL e UIL fecero altrettanto il 10 febbraio. Successivamente ci furono enunciazioni di vari partiti di maggioranza che annunciavano provvedimenti favorevoli al ritiro dei ticket, da allora però solo silenzio. Come solo silenzio sull'intero pacchetto sanità, silenzio sulla necessità di cambiare per davvero le regole, silenzio sulla opportunità di rimuovere amici incapaci, silenzio sulla necessità di capire le vere cause che hanno favorito un debito causato negli anni da una incapacità assolutamente trasversale a tutti e che ora si vorrebbe far pagare agli Abruzzesi. Silenzio, silenzio ed ancora assurdo silenzio. Contro questo atteggiamento che non favorisce di certo né la chiarezza né tanto meno il portare la Sanità verso il miglioramento dei servizi e l'ottimizzazione dei costi , contro questo non è possibile rimanere inerti. Anche perché nel frattempo si è aperta anche una forte discussione all'interno della Sanità privata che vede tutti “l'un contro l'altro armati”, con accuse pesanti che testimoniano lo stato assoluto di disordine e di poca, pochissima chiarezza».

26/02/2007 10.09