Turismo e buone intenzioni,«il nostro aeroporto sarà il terzo scalo di Roma»

Alessandro Biancardi

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 PESCARA. A due anni dalla prima edizione del Convegno, oggi si è tenuta la seconda edizione di "Il turismo e l'Abruzzo, le sfide del triennio 2007-2009". Un importante momento di incontro per ascoltare le istanze e le proposte che vengono dagli imprenditori del turismo. Interessante e ricca la relazione proposta dal presidente Federalberghi Abruzzo, Emilio Schirato, che ha analizzato le problematiche del settore e lanciato proposte. Tanti i punti toccati nel discorso, dall'aeroporto d'Abruzzo al rafforzamento del sistema autostradale.

 PESCARA. A due anni dalla prima edizione del Convegno, oggi si è tenuta la seconda edizione di "Il turismo e l'Abruzzo, le sfide del triennio 2007-2009". Un importante momento di incontro per ascoltare le istanze e le proposte che vengono dagli imprenditori del turismo.
Interessante e ricca la relazione proposta dal presidente Federalberghi Abruzzo, Emilio Schirato, che ha analizzato le problematiche del settore e lanciato proposte.
Tanti i punti toccati nel discorso, dall'aeroporto d'Abruzzo al rafforzamento del sistema autostradale.

«L'AEROPORTO D'ABRUZZO NON SI SPOSTA»

«L'allungamento della pista e, soprattutto, l'aumento del numero di parcheggi per gli aeromobili saranno sufficienti a farci affrontare adeguatamente tutte le problematiche trasportistiche aeree dei
prossimi 10 anni», sostiene il presidente Schirato. «Affermare che
oggi l'Aeroporto d'Abruzzo è insufficiente e perciò va dislocato altrove vuol dire fare pura demagogia». Secondo il rappresentante di Federalberghi i soldi pubblici che si spenderebbero per costruire l'aeroporto sul mare dovrebbero essere investiti «per far crescere l'industria del turismo che rimane ancora oggi relegata ad essere la cenerentola degli assessorati regionali».

E Schirato sostiene inoltre che «l''Aeroporto d'Abruzzo si potrebbe
convenientemente proporre come terzo Aeroporto di Roma. E'già
sporadicamente accaduto durante il Giubileo del 2000 per flussi diretti a Roma ma che possano trovare conveniente atterrare a Pescara e giungere alla Capitale dall'Abruzzo».
Per poter realizzare questo è imprescindibile «realizzare collegamenti autostradali e ferroviari rapidi ed efficaci fra Roma e Pescara» di cui la regione è totalmente sprovvista al momento.
E' anche vero, però, che nei giorni scorsi è stato dato via libera al progetto di realizzazione della viabilità complanare al raccordo autostradale dopo l'uscita dal casello di Roma Est, che velocizzerà i tempi di accesso alla Capitale dopo l'uscita dalla A14: «si tratta di un importante opera, fortemente richiesta dalla Confcommercio Abruzzo, che una volta completata avvicinerà notevolmente Roma e l'Abruzzo. E anche sul porto Federalberghi ha le idee chiare: «i due porti di Pescara e di Ortona vengano considerati come un unico polo e come tale va gestito e sviluppato».

IL TURISMO BALNEARE

Che futuro per il settore del turismo balneare? Per Schirato ci sono ancora «ampi margini di crescita», e puntare su determinati periodi in cui l' Abruzzo non sa farsi valere, come «nei mesi di maggio che settembre sono ben al di sotto della media nazionale». Inoltre va studiato «a fondo» il problema della mucillagine «coinvolgendo tutte le Regioni dell'Adriatico con un progetto, che possa attingere a finanziamenti europei, con lo scopo di individuare chiaramente le cause e poterne contenere gli effetti».

IL TURISMO MONTANO

«La montagna invernale è il nostro secondo prodotto regionale e dobbiamo caparbiamente continuare a puntarci». Anche per questo settore Schirato ritiene che la regione sia «ben lontana da una reale fruibilità turistica dei territori a Parco, ed è arrivato il momento in cui o cominciamo a dialogare con i Parchi in modo più costruttivo riscontrando una vera apertura al turismo, oppure è meglio che cambiamo strategia di comunicazione e ci dimentichiamo l'Abruzzo come "Tutta la tua Natura" o "la Regione verde d'Europa"»

TURISMO RELIGIOSO E L'ENOGASTRONOMIA-ARTE-CULTURA

Negli ultimi anni queste nuove tipologie di turismo stanno prendendo piede in tutta Italia e anche l'Abruzzo ha deciso di seguire la scia.
«Sul segmento religioso», commenta il presidente di Federalberghi, «bisognerà lavorare per unificare le varie eccellenze regionali, superare i localismi e presentare un unico prodotto sul mercato» e sul fronte dell'enogastronomia, arte e cultura «sono in programma workshop» per definire tutti i dettagli.

«SEGNALI PREOCCUPANTI DAL NOSTRO SISTEMA RICETTIVO

Negli ultimi due anni, secondo i dati forniti da Federalberghi, «8 alberghi sono stati chiusi fra Silvi e Tortoreto. E il segnale diventa ancor più grave quando si verifica che a chiudere siano stati hotel fronte mare di oltre 100 camere». Il vero problema secondo l'associazione di categoria è che «oggi è sempre meno redditizio fare
l'albergatore con imposte Ici, Tarsu, Irap, canoni acqua e costo
insostenibile del personale». Schirato ha così annunciato che si chiederà di migliorare la legge regionale 77/2000, sotto il profilo del sostegno agli investimenti. «E' necessario», ha sottolineato, «semplificare le procedure di accesso al credito per chi vuole avviare una nuova attività, avere regole certe sulla percentuale di suddivisione dei fondi fra categoria ricettiva e non ricettiva, snellire in Regione le procedure burocratiche di analisi delle
pratiche pervenute e raddoppiare la dotazione finanziaria della
Legge».

«L'APTR COME BRACCIO OPERATIVO»

A tutto questo anche l'Azienda di Promozione Turistica Regionale deve dare il suo contributo e «deve sempre di più profilarsi come entità tecnica, vero "braccio operativo" delle politiche regionali, che adotti sempre più logiche e procedure lavorative tipiche dell'imprenditoria privata».
La Federalberghi Confcommercio Abruzzo propone che la nuova Azienda di Promozione Turistica sia comunque unica sul territorio regionale, «abbia forma giuridica di Agenzia a capitale misto Pubblico – Privato e che annoveri nel suo Consiglio di Amministrazione rappresentanti di categoria delle Confederazioni maggiormente rappresentative sul territorio». Inoltre, in qualità di agenzia "tecnica", «deve essere guidata da "tecnici", salvaguardare l'univocità dell'immagine dell'Abruzzo. Allo scopo di contenere i costi la gestione potrebbe essere affidata, per esempio, ad un'associazione pubblico – privata».

02/02/2007 15.05