Innovazione, un tavolo ad hoc per i problemi specifici dell’artigianato

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Lo sviluppo dell’innovazione, deve essere un processo fondamentale della crescita dell’economia Abruzzese». Lo ha ribadito ieri la Confartigianato, partecipando all’incontro promosso dalla Regione su tale argomento negli scorsi giorni, ha preso atto della corretta impostazione strategica della Regione nel voler programmare le iniziative per lo sviluppo dell’innovazione, ma ha messo in guardia contro il pericolo di incorrere in gravi omissioni e lacune nella realizzazione del programma.
«Va benissimo che la Regione finalmente non si accontenti di iniziative sporadiche e non coordinate» dice Carmine Di Censo, Presidente di Confartigianato Abruzzo « tuttavia, un sistema regionale programmato che faciliti lo sviluppo e l'adozione di innovazioni al fine di massimizzare i benefici economici e sociali per il territorio, non può prescindere dal coinvolgimento dell'Artigianato in questo processo». Nell'incontro si è fatto riferimento, come soggetti economici interessati, alle grandi, piccole e medie imprese; ma le piccole imprese sono quelle con meno di 50 dipendenti, mentre ben altra cosa sono le micro imprese, quelle con meno di 10 dipendenti.
Queste imprese sentono molto l'esigenza di innovazione, ma il tipo di innovazione, la sua comunicazione, l'applicazione della stessa, richiedono attenzioni e procedure diverse rispetto alle aziende più strutturate.
Del resto, non si tratta certo di un settore marginale: in Abruzzo rappresentano il 95,1% delle imprese, mentre le imprese artigiane rappresentano il 31,3% delle micro imprese Abruzzesi.
L'Artigianato partecipa al PIL con il 12,7% e contribuisce all'esportazione per il 17%. Cosa propone pertanto la Confartigianato nei confronti dell'innovazione? «Abbiamo chiesto alla Regione di predisporre, nell'ambito del programma per l'innovazione, un tavolo specifico per l'Artigianato» dice Bruno Vescio, segretario di Confartigianato Abruzzo.
«Questo tavolo dovrà acquisire una forte base di conoscenza dei bisogni innovativi, anche con la collaborazione delle Confederazioni artigiane; dovrà poi organizzare la promozione delle innovazioni nel settore, considerando che, proprio per la polverizzazione delle microaziende, la tempestività e la capillarità delle innovazioni è un grave problema. Proprio per evitare rischi di emarginazione», prosegue Bruno Vescio, «abbiamo chiesto inoltre una riserva per l'Artiginato negli incentivi economici all'innovazione che verranno varati».

01/02/2007 15.29