«Il nuovo palazzo del Consiglio regionale non è a norma»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2130

PESCARA. «Non escludo il ricorso agli organi di controllo contabile sulla vicenda dell’acquisto da parte del Consiglio del fabbricato ex Camera di Commercio». A minacciare il ricorso alla Corte dei conti è il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Tagliente, il primo a portare alla ribalta il problema dell’acquisto del palazzo di piazza Unione come nuova sede del consiglio regionale. Finora sembra sia l’unico a continuare ad interessarsi delle ipotetiche spese che investono la collettività.
Perché sotto la lente del consigliere vi sono non solo i 5,8 milioni di euro per l'acquisto dell'immobile ma anche le spese che saranno necessarie per rimettere a norma gli ambienti. E sembrerebe che non si tratti di spese di poco conto.
«Dalla documentazione finalmente consegnatami – spiega Tagliente – risulta che l'asta per il fabbricato era andata deserta, così come infruttuose sono state le trattative con la Rai, con i Beni culturali e “vari imprenditori privati”, finché, munifico, non è arrivato il Consiglio regionale a “fare l'affare” acquistando per 5,8 milioni di euro».
Secondo la perizia tecnica redatta dalla commissione voluta dall'Ufficio di Presidenza, si parla di numerosi lavori da fare poiché «l'edificio non risponde alla norme antisismiche, essendo stato costruito a fine anni ‘60».
L'immobile necessita delle seguenti «indispensabili lavorazioni»: «rifacimento impianti termico ed elettrico, sostituzione pavimenti in linoleum (potenzialmente cancerogeno), installazione vetrate antisfondamento, consolidamento e finitura civile della facciata in muratura, abbattimento barriere architettoniche, sostituzione impianto ascensori, eventuale realizzazione impianto di condizionamento (il fabbricato è notoriamente una graticola, per cui l'eventuale andrebbe cancellato)».
«Orbene – conclude Tagliente – tanto per non apparire un persecutore, vorrei solo sapere con quale e quanto personale verrà occupato il palazzo, visto che per Statuto la sede del Consiglio è all'Aquila; quanti soldi ancora ci vorranno per tali indispensabili lavori, senza contare quelli per arredi, mobili e suppellettili varie e soprattutto quanto tempo durerà il cantiere, vista l'incoercibile urgenza con la quale il fabbricato è stato acquistato il 28 di dicembre 2006 per far fronte alle “improcrastinabili esigenze del Consiglio” (che sta come sta da 30 anni), con il solo voto di Roselli, Pisegna e Aceto».

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7921]TUTTO SULL' "AFFARE" DELLA NUOVA SEDE[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=108]CHE COSA SONO I TRE "GRATTAEREI"[/url]
29/01/2007 14.50