Mazzocca: «La delibera dei ticket sui farmaci non sarà ritirata»

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (18.01) ASL DI CHIETI, PRESENTATA AI SINDACATI LA PROPOSTA DI RIORDINO DEI POSTI LETTO
PESCARA. «La delibera sull'applicazione dei ticket sui farmaci non sarà sospesa, almeno fin quando non saranno trovate soluzioni alternative e su questa ipotesi sono pronto alla discussione, non abbassando la guardia su questo obiettivo».
Lo ha ribadito stamane l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, a conclusione dell'incontro tenuto nella sede dell'assessorato con i rappresentanti regionali delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl al tavolo di concertazione sul Piano sanitario regionale.
«C'è tempo fino al prossimo 28 febbraio per decidere sui ticket - ha precisato l'assessore - intanto sull'esito di questo incontro riferirò alla Giunta che tornerà a riunirsi lunedi prossimo».
Infatti l'assessore Mazzocca il 28 febbraio parteciperà al tavolo tecnico al Ministero della Salute comunicando i risultati del monitoraggio della spesa farmaceutica regionale.
I primi dati confortano le previsioni dell'assessore alla Sanità con un risparmio della spesa di 4 milioni e seicentomila euro tra il 2005 e 2006, effetto prodotto anche dalla delibera di Giunta regionale dell'ottobre 2006 riguardante la distribuzione dei farmaci.
«Tuttavia l'applicazione dei ticket è stata compiuta secondo criteri di equità - ha sottolineato Mazzocca - infatti più di un quarto dei cittadini abruzzesi sono esenti dal pagamento del ticket».
Presentando invece il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera l'assessore ha spiegato ai sindacati che «si sta lavorando per il risanamento puntando a dare regole alla sanità abruzzese, uscendo da una situazione da far west».
Mentre sui ticket la discussione si è aperta, sulla riorganizzazione della rete ospedaliera l'incontro è stato aggiornato e sarà probabilmente riconvocato entro i primi giorni della prossima settimana.

SINDACATI: «NON CI RESTA CHE LOTTARE»


«Sui ticket sui farmaci, pur essendo intervenuti chiarimenti che hanno reso esplicito come il provvedimento della Regione sia stato una decisione politica e non una scelta obbligata imposta dalla legge, l'Assessore non ha accettato la proposta del Sindacato di bloccare la delibera e procedere alla apertura di un confronto per trovare soluzioni alternative entro il termine del 28 febbraio fissato dalla finanziaria».
Sono deluse le organizzazioni sindacali che hanno affidato ad una nota congiunta la delusione generato dall'incontro di stamane.
I sindacati (compresi quelli dei pensionati) hanno chiarito che la cifra da coprire equivale allo 0,3 per cento della spesa farmaceutica del 2005; che le misure già varate dalla Regione lo scorso ottobre sulla distribuzione dei farmaci hanno consentito una rilevante correzione della spesa; che senza i ticket, dal 2002 la somma degli interventi nazionali e regionali ha portato ad abbattere di oltre 5 punti la spesa farmaceutica abruzzese determinando uno dei migliori risultati in campo nazionale, a dimostrazione che non sono i ticket lo strumento di contenimento della spesa.
«Ma soprattutto», hanno detto, «non è accettabile che di nuovo, dopo tasse applicate in quantitativi industriali sugli abruzzesi fino al 2009, per il risanamento della sanità, si scelga di scaricare sui cittadini nuovi ticket sui farmaci che si aggiungono a quelli del governo sulla specialistica e pronto soccorso (quest'ultimo preesistente in Abruzzo anche sul codice verde)».
I sindacati dei Pensionati, col pieno sostegno delle Confederazioni, avvieranno, come annunciato in precedenza, la mobilitazione con: presidi giornalieri di pensionati sotto la Regione, a partire da lunedì 29 gennaio; la convocazione dei direttivi unitari dei pensionati il 30 gennaio per la preparazione della manifestazione regionale che si terrà a Pescara il 10 di febbraio con la quale si porterà in piazza la protesta ed il malcontento degli abruzzesi.

23/01/2007 18.05




ASL DI CHIETI, PRESENTATA AI SINDACATI LA PROPOSTA DI RIORDINO DEI POSTI LETTO


CHIETI. La Direzione generale dell'Azienda sanitaria locale di Chieti ha presentato ai sindacati della Dirigenza medica la nuova mappa dei posti letto, così come saranno redistribuiti tra il Policlinico di Chieti e i presidi ospedalieri di Guardiagrele e Ortona. La stessa bozza sarà consegnata il prossimo 31 gennaio anche alle Rsu e alle organizzazioni sindacali del Comparto.
La proposta attua il Piano di riordino della rete ospedaliera approvato di recente dalla Giunta regionale, che assegna 726 posti letto alle strutture pubbliche della Asl di Chieti, rispetto agli attuali 787.
La principale innovazione è rappresentata dalla individuazione di cinque Aree funzionali omogenee (Afo): medicina (268 posti), chirurgia (251), terapia intensiva (38), materno infantile (80), riabilitazione e lungodegenza (89).
All'interno di ciascuna Afo (la cui consistenza numerica è stata definita dalla Giunta regionale) la Direzione generale della Asl ha indicato la distribuzione dei posti letto tra le singole unità operative, sulla base delle prestazioni effettivamente richieste dai pazienti negli ultimi anni e del tasso di utilizzo, delineando un'organizzazione del lavoro più moderna, che supera gli steccati nell'utilizzo del personale tra i singoli reparti, in un'ottica di dipartimento.
La disciplina dei posti letto nei presidi di Guardiagrele e Ortona sarà definita successivamente, quando il nuovo Piano sanitario regionale indicherà la vocazione delle due strutture.
In realtà, nelle 45 unità operative la riduzione dei posti letto è solo apparente, poiché la ripartizione sarà elastica, nel senso che potranno essere utilizzati a seconda delle necessità dalle diverse unità operative. Ad esempio, nell'area di medicina 35 posti resteranno a disposizione dell'intera Afo; a chirurgia ve ne saranno altri 64 a disposizione, creando così una sorta di «serbatoio» di posti letto, al quale le unità operative potranno attingere in base alle esigenze.
Quello dei posti letto «è un falso problema», sottolinea il direttore generale della Asl, Mario Maresca: «La loro diminuzione, necessaria per essere in linea con le leggi nazionali, è volta a raggiungere prestazioni e tassi di utilizzo appropriati, in un modello di organizzazione del lavoro che renda più agili ed efficaci i servizi sanitari. L'obiettivo finale è di ridurre i tempi di degenza media, oggi al di fuori degli standard. Il progressivo potenziamento dei servizi sul territorio, come hospice, Rsa, assistenza domiciliare, contribuirà a ridurre la permanenza dei pazienti in ospedale».
Diverse attività saranno svolte in regime di day hospital, day surgery e altre forme alternative al ricovero. Il personale potrà essere impiegato a seconda delle necessità nelle varie unità operative della stessa area funzionale, superando le attuali rigidità.
23/01/2007 14.31