Emergenza neve. Paolini:«Possiamo chiedere calamità solo a fine stagione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sì alla richiesta dello stato di calamità per l'emergenza neve, ma solo a conclusione della stagione invernale, quando si potrà procedere ad una valutazione reale del fenomeno. Lo ha deciso la “cabina di regia”, che comprende rappresentanti degli operatori economici, dei comuni e delle quattro province, convocata ieri a Pescara dal vicepresidente della Giunta regionale e assessore al Turismo, Enrico Paolini.
«Non sono né favorevole né contrario alla richiesta di calamità perchè non esiste una questione di principio», ha spiegato Paolini.
«Ricordo solo che la stagione invernale non è ancora conclusa e che non si può chiedere, da una parte la dichiarazione di emergenza e, dall'altra, che la Regione promuova una campagna per invitare i turisti a sciare in Abruzzo».
«Non è vero che tutti gli impianti sono chiusi - ha precisato il Vicepresidente - perciò bisogna consentire a chi non è stato coinvolto da determinati fenomeni atmosferici di concludere la propria attività, così come agli altri, eventualmente, di quantificare i danni».
Sulla base delle indicazioni fornite dal Vicepresidente, la cabina di regia ha approvato la proposta di attendere il mese di febbraio per ogni decisione sulla richiesta dello stato di emergenza e di procedere in accordo con il dipartimento regionale di Protezione civile.
«Anche in questo caso l'esperienza insegna che vanno evitate le generalizzazioni che colpiscono indifferentemente. Soprattutto - ha ammonito Paolini - bisogna imparare a gestire meglio la comunicazione sui nostri prodotti turistici perchè se qualcuno dice che la stagione turistica è finita lascia intendere che è finita per tutti. Una dichiarazione così ha fatto perdere all'Abruzzo, nel giro di 24 ore, centinaia di prenotazioni».
Paolini ha tuttavia preso atto dei "gravi motivi" che hanno indotto la provincia dell'Aquila a sollevare il problema.
Proprio ieri, lo stesso Paolini ha reso noto di aver ricevuto una richiesta ufficiale di stato di calamità dall'Associazione dei gestori degli impianti a fune, secondo cui sarebbe già ampiamente certificabile il danno economico sopportato in provincia dell'Aquila, non solo per i mancati introiti ma anche per le spese sostenute per l'innevamento artificiale.
Il vicepresidente, riconoscendo una fondatezza ai problemi posti dagli operatori economici, ha anche annunciato che la sua proposta di una conferenza nazionale sulla montagna, da svolgersi a marzo, è stata accolta dal ministro, Francesco Rutelli.
«Sarà quella la sede - ha detto Paolini - per cominciare a trattare le questioni con la dovuta appropriatezza. Soldi non ne avremo ma si potrebbero studiare strumenti di ristoro come sgravi contributivi, per esempio, o corsie preferenziali per accedere ai 50 milioni di euro destinati al turismo o anche ad una gerarchizzazione dei costi o della qualità delle forniture di acqua ed energia elettrica per alimentare gli impianti di innevamento artificiale».

CONFINDUSTRIA:«SIAMO SERI E GUARDIAMO LA REALTA'»

«Ma che significa fare demagogia? Se tutta Italia sta chiedendo lo stato di calamità, ci sarà una ragione reale e tangibile? Gli impianti sono fermi, la stagione turistica invernale praticamente non si è mai aperta, tutti gli operatori stanno facendo le spese di un tempo ingrato, anche gli agricoltori di tutto il territorio nazionale si appellano allo stato di calamità, e l'Aquila, con ben quattro comprensori di turismo della neve, starebbe a fare demagogia?».
Sull'argomento interviene anche Giancarlo Bartolotti, Presidente Anef Confindustria L'Aquila che assicura: «gli imprenditori della neve, artigiani e tutte le micro imprese del settore sono in sofferenza: non capisco perché ignorare una situazione di fatto della quale nelle altre ragioni si è già preso atto, senza tante polemiche».
Ma ce n'è per tutti.
«E poi, anche la polemica accesa dal Wwf mi sembra inopportuna e priva di fondamento», sostiene Bartolotti, «laddove si sostiene che i cannoni inquinano e depauperano le risorse idriche: quella del turismo della neve è un'industria come le altre, e le industrie tutte inquinano - chi più chi meno, che dire allora, solo per citare, degli stabilimenti balneari? A fronte di ciò si è forse mai pensato di fermare la produzione per diminuire l'inquinamento? Ben altre dovrebbero essere le politiche di contenimento delle immissioni inquinanti, non certo frenare la produzione. Quanto alle risorse idriche, mi pare che la neve ridiventi acqua e che la stessa, a sua volta, torni a rimpinguare le falde».
Di questo si è parlato nella riunione che l'Anef ha avuto presso Confindustria L'Aquila nel pomeriggio di ieri, ma l'assessore Paolini non era presente pur essendo stato invitato.

CONFESERCENTI: « FONDO PER LA LIQUIDITA' DELLE IMPRESE»

Un piano speciale in tre passaggi per salvare le imprese turistiche in difficoltà e rilanciare il prodotto-montagna in Abruzzo. Sono le richieste che il presidente di Confesercenti Abruzzo Beniamino Orfanelli ed il presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti Daniele Zunica avanzano all'assessorato regionale al turismo guidato da Enrico Paolini, per affrontare l'emergenza causata dalla mancanza di neve che, dopo cinque anni di abbondanti precipitazioni, quest'anno ha messo in ginocchio un intero comparto turistico e colpito migliaia di imprese e lavoratori.
La proposta di Confesercenti parte dalla richiesta di stanziare un fondo aggiuntivo di credito per sostenere l'abbattimento dei tassi di interesse nei prestiti alle imprese, fino al raggiungimento del tasso zero e consentire alle imprese di ottenere quella liquidità necessaria al proseguimento delle attività. Con lo stesso obiettivo Confesercenti propone lo slittamento delle prime scadenze contributive e, in caso di perdurante mancanza di neve, un ulteriore slittamento e rateizzazione delle scadenze fiscali fissate per i prossimi mesi.
Soluzioni-tampone alle quali l'organizzazione imprenditoriale propone di affiancare un piano straordinario di promozione turistica per la montagna abruzzese, da attuare nel corso del 2007 per rilanciare il prodotto-montagna.
«Quella che proponiamo è l'unica strada per sostenere le imprese in questo momento di grave difficoltà e per guardare anche oltre l'emergenza» spiegano Orfanelli e Zunica, «siamo convinti che la montagna abruzzese abbia grandi risorse e che occorra dunque pensare ad un suo ruolo decisivo nell'economia regionale, per la quale il turismo rappresenta una voce determinante. Noi vogliamo che lo sia sempre di più: dunque chiediamo alla Regione di intervenire in tempi rapidi a sostegno delle imprese e per il rilancio del settore».


20/01/2007 9.38