«La Regione Campania pronta a finanziare Napoli 2009»

Alessandro Biancardi

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«La Regione Campania pronta a finanziare Napoli 2009»
NAPOLI. «I Giochi del Mediterraneo sono un’occasione che Pescara non può perdere. In ogni caso la Campania aspetta al varco». La dichiarazione arriva da chi, forse, dovrebbe augurarsi proprio il contrario. A PrimaDaNoi.it, parla Amedeo Salerno, Presidente provinciale del Coni Napoli.
La città partenopea era una delle candidate ad ospitare i Giochi. Solo al rush finale e per due punti ha dovuto cedere lo scettro alla città abruzzese.
Nelle scorse settimane Salerno si era dichiarato pronto a “riprendersi” l'evento nel caso in cui Pescara si fosse tirata indietro.

«I giochi del Mediterraneo», assicura Salerno, «sono una occasione importante, oltre al ritorno di immagine di quei giorni, favorisce tutta l'economia della città».
Il delegato provinciale parla con cognizione di causa, dal momento che Napoli ha ospitato l'evento nel 1963. Per lui infatti dopo l'attenzione mediatica dei gionri delle gare «qualcosa resta».
«I lati positivi di quella manifestazione», confessa Salerno, «li sentiamo e li viviamo ancora oggi. Napoli di quell'esperienza conserva risultati concreti, una piscina, un palazzetto dello sport e altri impianti che giovano all'intera area metropolitana e che rappresentano un bene prezioso».
Sulle possibilità che Pescara si faccia scappare questa opportunità Salerno è scettico.
«Dico ai pescaresi di stare tranquilli. I giochi ve li siete aggiudicati e sono sicuro che resteranno da voi. Non credo che Sabatino Aracu se li farà scappare. Non so in che condizioni si trovi Pescara e di quali bisogni impiantistici abbia necessità. Non so neanche dire, quindi, se i trenta milioni di euro stanziati dallo Stato siano sufficienti. Ma sono sicuro che il Governo “amico” di Aracu non permetterà questo dietro front».

Sulle diatribe politiche tra Comuni e Regione Abruzzo però
Salerno ha qualche perplessità.
«Non comprendo come si faccia a essere sfavorevoli ad un'occasione di questa portata. Se i giochi si fossero fatti a Napoli, le dico onestamente, avremmo avuto l'appoggio sia dalla Regione che dai Comuni, perché questi erano stati accordi presi durante la nostra stessa candidatura».
Certo è che le notizie sui litigi abruzzesi lasciano un po' di amarezza a chi ha visto il sogno sfumare.

«Noi avevamo già gran parte del lavoro avviato», spiega il delegato del Coni di Napoli, «e puntavamo sull'aggiudicazione della sede anche per ripristinare tutta una serie di impianti. Pensavamo di puntare su Bagnoli per creare la cittadella e di sfruttare le potenzialità dei nostri grandi alberghi. Ma forse ora è tardi per tirarsi indietro e anche per proporsi come possibili supplenti, ma non si sa mai. Probabilmente la Regione Abruzzo», continua Salerno, «deve capire che i soldi che si investiranno non saranno perduti, se non per la minima parte come quelli per il vitto e alloggio degli atleti. Per il resto è solo un investire su strutture e impianti che rimarranno per molto tempo».
Insomma sembra di capire che Napoli è lì e, se le cose da noi dovessero precipitare, fanno intendere che sarebbero disposti a fare salti mortali pur di recuperare il tempo perso e fare della manifestazione un evento utile.
Alessandra Lotti. 18/11/2005 9.33