Turisti in Abruzzo: pochi e poveri

Alessandro Biancardi

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    PESCARA. Lo stato del settore. Pubblicati i dati di uno studio commissionato dalla Regione. Poche le novità. Una delle cause del languore sarebbero i prezzi esorbitanti.  

 


 


PESCARA. Lo stato del settore. Pubblicati i dati di uno studio commissionato dalla Regione. Poche le novità. Una delle cause del languore sarebbero i prezzi esorbitanti.


 

Tra i turisti che arrivano in Abruzzo il 13,5% sono stranieri, contro una media nazionale che si attesta al 40,9%.
Ma non solo, una volta arrivati in regione spendono molto poco: 55 euro al giorno nel 2004, (solo il Molise fa peggio con 52euro), a fronte di una media nazionale di 88 euro Nel 2003 anche Basilicata, Puglia e Calabria presentavano una spesa media inferiore, ma nel 2004 è aumentata mentre in Abruzzo è rimasta costante.

L'assessore regionale al turismo Enrico Paolini, ha presentato questa mattina il 14° rapporto sul turismo italiano, elaborato dal professore Emilio Bacheri dell'Università di Firenze. Quello che ne deriva è un identikit che rivela qualche problema di troppo a cui porre rimedio urgentemente.

Il dato principale che emerge è la carenza di turismo internazionale. Diversamente, invece, si comportano gli abruzzesi all'estero che nel 2004 hanno speso fuori dall'Italia il 6,5% in più di quanto abbiano speso gli stranieri in Abruzzo.
«Questo è un dato assolutamente nuovo», commenta Paolini, «e per assurdo dimostra come mediamente il turista abruzzese che va all'estero sia più ricco rispetto ad uno straniero che viene nella nostra regione».
Per attirare i vacanzieri di tutto il mondo bisogna certamente potenziare i sistemi del trasporto.
«Stiamo rafforzando le linee aeree», spiega l'assessore. «Nei giorni scorsi l'opposizione accusava la Regione di tagli ai voli, ma smentisco categoricamente che ciò stia avvenendo».
Secondo il vice presidente della Regione, infatti, il ridimensionamento dei voli delle compagnie low cost in partenza da Pescara diretti a Londra, Francoforte, Parigi, è da addebitarsi esclusivamente su strategie interne delle aziende.
«Le compagnie low cost», spiega Paolini, «devono tenere presente il flusso di riferimento. Tre voli a settimana nel mese di novembre sono più che sufficienti. La Ryan Air», sottolinea, «regola i voli sulle base delle domande, questa elasticità è la nostra forza».

«Il turismo percepito», interviene Emilio Bacheri, «è diverso da quello reale. In questi anni stiamo vivendo soprattutto una crisi del turismo balneare. Offrire esclusivamente sole e mare», spiega Bacheri, «può sembrare una proposta vecchia se non si riesce a rinnovarla adeguatamente e l'Italia, purtroppo, soffre l'influenza di altri stati che sanno reinventarsi».
«L'elemento vincente», assicura il professore, «è il rapporto tra qualità e prezzo offerto, e sicuramente noi perdiamo sul fronte dei prezzi».
Se esiste una crisi balneare, si deve registrare però un aumento del +3% per il turismo dell'arte che usciva da uina fase di stagnazione profonda del 2002 e del 2003.

«Il momento più difficile per la balneazione», sottolinea Becheri, «è il mese di agosto, un periodo che negli anni passati faceva registrare il tutto esaurito. Molti desistono quando si trovano davanti a tariffe dieci volte superiore a quelle di maggio e giugno».

«L'Italia», assicura il ricercatore del rapporto sul turismo italiano, «è guardata con stima più di quanto si pensi».
Ma per l'Abruzzo qualche segnale di speranza. «I settori che si stanno riscattando sono quelli dei parchi e dell'ambiente. E' proprio su questa linea che l'Abruzzo, che dispone di importanti elementi, potrebbe investire, dirigendosi sulla linea benessere e termale».
Secondo Bacheri si deve delineare una nuova formula di vendita: «prima i flussi erano sempre regolati dal paese d'origine, adesso grazie anche ad internet ad ogni tipologia di domanda corrisponde una offerta».
E proprio Internet, secondo il professore, deve essere un mezzo per vendersi all'estero, pensando ai prodotti turistici con le tipiche ottiche di mercato e incrementando le sinergie tra operatori del settore e istituzioni.
«L'offerta a disposizione dell'Abruzzo», dichiara Bacheri, «non è inferiore alla media italiana, bisogna solo imparare a vendersi».

I DATI STRUTTURALI
La principale regione di provenienza dei turisti è il Lazio (20,3%), seguita da Lombardia (16,5%), Abruzzo e Campania (10,1%) e Puglia (7,35%). Prevale, dunque, senza dubbio il turismo di prossimità.

Le principali nazionalità di provenienza sono invece quella tedesca (26%), Regno Unito (9%), Sizzera (7%), Usa (6,7%).



FONDI ALLE IMPRESE TURISTICHE

La giunta regionale ha approvato proprio in questi giorni il programma di attuazione per l'anno 2005 che mette a disposizione delle imprese operanti nel settore turismo un fondo di dotazione finanziaria di 8 milioni di euro. Il programma finanzierà una vasta gamma di interventi come la realizzazione di nuove strutture di alberghi, l'ampliamento e la ristrutturazione delle strutture già presenti, e la realizzazione e l'ammodernamento di impianti tecnologici.
Saranno inoltre concessi contributi in conto interessi, convertibili, a richiesta, in conto capitale, fino ad un massimo di 100.00 euro in favore di iprese turistiche.

Alessandra Lotti 17/11/2005 15.59