Che fine ha fatto la questione morale?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Il 2006 ci lascia un’immagine di un Abruzzo che fatica ad uscire dal guado dove si è cacciato e dove rischia di impantanarsi. Ha difficoltà a raggiungere l’altra sponda e riprendere con vigore la strada dello sviluppo stabile e duraturo, attento alle mutate esigenze sociali della comunità regionale, agli effetti della globalizzazione sulla nostra economia e alle responsabilità derivanti dal Federalismo che delega compiti e funzioni alla Regione, ma che richiede capacità di gestione e progettualità».
Anche nel 2007 la Cisl di Mario Spina si dimostra piuttosta intransigente con l'operato della politica nostrana e della giunta regionale.
Per Spina esiste inoltre, «una sottovalutazione della questione morale emersa con le vicende, ancora aperte, che hanno interessato la Fira ed il Comune di Montesilvano. Accadimenti che non possono essere ricondotti a meri fatti personali e che rischiano di intersecarsi con i problemi che attraversano l'Abruzzo in questa fase. C'è bisogno di un salto di qualità da parte dei partiti e di chi è chiamato al servizio della collettività nelle istituzioni».
Per quanto riguarda invece aspetti economici «l'approvazione della finanziaria 2007, quale ultimo atto del Consiglio Regionale, se da un lato evita il rischio della gestione provvisoria, dall'altro contiene provvedimenti, in particolare quelli assunti sulla sanità e sul riordino di alcuni settori della struttura regionale, che la Cisl d'Abruzzo non condivide, in quanto la politica delle entrate non è accompagnata da un disegno organico di riordino condiviso e contestuale, scaricando sulla collettività, ed in particolare sui pensionati, i lavoratori ed i cittadini più bisognosi, il peso delle mancate scelte con nuove tasse».

Per la Cisl le difficoltà nell'apparato industriale vanno concentrandosi sulle piccole e piccolissime aziende del settore manifatturiero legate a produzioni tradizionali, mentre le grandi imprese presenti nella regione, Micron – Sevel – Honda , unitamente alle medie imprese specializzate, hanno ripreso la strada dello sviluppo, vincendo la sfida della competizione sui mercati mondiali e vanno sostenute con politiche mirate, a partire dall'alta formazione,da una rinnovata politica industriale che sia in grado di dotare la regione di una legge sulla ricerca e l'innovazione, di sostenere soprattutto le piccole e medie imprese sui mercati internazionali, avviare un serio riordino dei Consorzi e dei Distretti Industriali ed affrontare con il sistema bancario regionale le politiche del credito allo sviluppo.
Ma proprio ieri si è registrata una nuova cassa integrazione per un forlto gruppo di dipendenti della Denso.

E di questione morale continua a parlare in maniera molto preoccupata anche l'ex deputato Pio Rapagnà del movimento "Città per Vivere".
«Bisognerebbe intervenire con durezza, invertire il metodo amministrativo, cambiare a fondo la classe dirigente», sostiene, «rinnovare e riformare tutta la politica abruzzese: la cronaca registra invece una quotidiana e irresponsabile litania di annunci e iniziative fumose, senza programmazione e senza conseguenze verificabili, manca una visione strategica del futuro, e siamo in presenza di una “pesante zavorra” e di un netto rifiuto da parte dei soggetti competenti nel sottoporsi ad un rigoroso controllo. I costi sono altissimi, scadenti i risultati. Chi di dovere intervenga, e i Cittadini non stiano solo a guardare, ma scendano in campo».
Secondo Rapagnà alcune forme di criminalità legate a distorte modalità di gestione degli innumerevoli “enti strumentali”, società miste e partecipate, con oscure commistioni tra la politica e gli affari, avrebbe purtroppo «fatto breccia nella nostra Regione».
«Ciò si è verificato anche attraverso la realizzazione delle grandi opere pubbliche», ha spiegato Rapagnà, «spesso incompiute, della grande viabilità, smaltimento dei rifiuti e conseguente disastrosa gestione delle "discariche" Comunali e Consortili, dell'acqua e degli Acquedotti, della cementificazione dei fiumi e delle spiagge, delle scogliere frangiflutto e ricorrenti dannosi progetti di cosiddetto ripascimento, della Sanità Pubblica e privata, dell'Edilizia Residenziale Popolare e Cooperativa, dei Trasporti, del traffico e della mobilità delle merci e delle persone, della Formazione Professionale e dei cosiddetti interventi "a pioggia" a sostegno dell'occupazione e delle Aziende pubbliche e private, puntualmente in crisi, sotto procedimenti fallimentari e vittime di aste concordate e spesso pilotate.
La evidente, scandalosa, generalizzata e assoluta "mancanza di controllo" e di interventi forti di contrasto, di prevenzione e repressione da parte delle tantissime “Autorità competenti”, ha favorito ed incentivato un progressivo degrado del territorio, della qualità della vita e della coesione sociale: sono aumentati pertanto, come procurati da un destino cinico e baro, gli incidenti stradali e gli "omicidi bianchi" sui posti di lavoro, con infortuni ed invalidità permanenti, e si manifestano quotidianamente espressioni esasperate di "clamorose" proteste da parte degli utenti dei principali servizi, provocate da gravi disagi in settori vitali e primari quali la sanità, i trasporti, il traffico, l'acqua, la sicurezza, l'assistenza pubblica ed il mondo del lavoro e della produzione».
La speculazione edilizia e urbanistica degli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti ed ora si comincia a scoprire cosa realmente ci fosse dietro.
«Evidente è quindi lo stato di crisi economica e la perdita inarrestabile di posti di lavoro qualificati e tecnologicamente più avanzati», conclude rapagnà, «mentre in questi anni si è verificata una lunghissima e inarrestabile serie di “procedimenti fallimentari” con attività e immobili liquidati a prezzi irrisori ed acquisiti attraverso aste pubbliche, concordati e transazioni: Gruppo ex-Monti di Pescara, Montesilvano e Roseto, IAC, Malvin Gerber, SIT, New Tex, AB-AB, Primavera, Vela, Cover, Italianboy, Met-Eur, SAIG, Adrilon, VECO, Sebino Est, Satndartela, Maglificio Gran Sasso, Coop. La Paganese, Ortacoop; Ceramica del Vomano, Casal Thaulero Coop, Merker, Villeroy e Boch, Spea, Colaprico, IRA, Eurocarbo, ex-SARA, Fater, Facar, Ilca, Alenia, Fatme, Simens, Italtel, Optimes, SADAM, Texas Instrument Italia, Polo elettronico aquilano, Parco tecnologico teramano, Industrie Val Pescara, Industria Tessile di Val Fino e per ultimo il Pastificio Delverde».

09/01/2007 11.20