Verdi, «una tassa regionale per chi estrae sabbia dai fiumi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2282

Verdi, «una tassa regionale per chi estrae sabbia dai fiumi»
PESCARA. 44 milioni saranno dedicati dalla Regione Abruzzo per interventi di ripascimento costiero e ricostituzione degli arenili. 44 milioni che usciranno nuovamente dalle tasche dei contribuenti e che non serviranno a risolvere il problema erosione, secondo quanto sostiene Walter Caporale, capogruppo dei Verdi in Regione che ha presentato una interpellanza urgente per fermare il progetto Sicora. RIPASCIMENTO, LA REGIONE E' TRANQUILLA, GLI ESPERTI NO-  122 MILIONI PER CEMENTIFICARE LA COSTA-  «NESSUN INQUINAMENTO CON IL RIPASCIMENTO»-  EROSIONE EFFETTO DELLA COSTRUZIONE DEI PORTI
«E' l'ennesimo pannicello caldo usato per curare una malattia cronica». Basta questa affermazione per capire che la situazione è tragica. E Walter Caporale, spiega inoltre che la Regione è costretta «ad intervenire con queste opere perché l'uomo ha rotto gli equilibri naturali che esistevano. I fiumi in condizioni normali portano i sedimenti al mare e le correnti lungo costa li distribuiscono per formare le spiagge. L'uomo banalizzando l'ecosistema fluviale con dighe, sbarramenti, briglie e argini oltre a modificarne la vita e le capacita depurative naturali ha fatto si che i sedimenti al mare non arrivino più nelle quantità necessarie».
Le soluzioni che poi vengono adottate come le barriere frangiflutto e i pennelli, essendo elementi rigidi alterano anch'essi le dinamiche lungo costa e non risolverebbero nemmeno il problema.

I Verdi, che sono per una rinaturalizzazione dei corsi fluviali si stanno mobilitando, insieme ad un nutrito gruppo di cittadini, per opporsi a questo progetto che preoccupa molto.
«Chiediamo la sospensione e la rimodulazione degli interventi», spiega Caporale, «oltre al Documento sull'analisi del rischio. Non possiamo prevedere un Parco Nazionale per la Costa Teatina o una Riserva Marina a Cerrano per poi ingessare la fascia costiera con queste opere. In molte zone per esempio dove esistono valenze naturalistiche forti, come le dune di Casalbordino, ci può essere un danno ambientale gravemente pesante visto che si interviene con mezzi pesanti come ruspe e camion direttamente in spiaggia, cosa che è già accaduta ahimè tra Punta Opera e Punta Vignola a Vasto, in un sito di importanza comunitaria».

I Verdi chiedono inoltre l'applicazione della Direttiva Quadro sull'Acqua la 2000/60/CE, in particolar modo per la parte riguardante le acque marine-costiere, un nuovo piano di utilizzazione del demanio marittimo, «che sia partecipato, sostenibile e che tratti parimenti tutti i fruitori dei beni comuni mare e spiaggia», spiega Mario Camilli, presidente regionale dei Verdi, « oltre all'istituzione di una ecotassa regionale per chi estrae sabbia e ghiaia dai fiumi, per chi li blocca con le opere rigide come le dighe. Non è giusto come sempre accade che pochi si arricchiscano e che la comunità debba pagare i costi ambientali per costoro». Le opere di difesa dall'erosione marina sarebbero così finanziate da chi sottrae sedimenti alle spiagge, applicando il principio europeo "chi inquina paga".


09/01/2007 10.02