Sanità, per risanarla il Governo punta sulle tasche dei cittadini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un nuovo anno tutto in salita per la Sanità abruzzese. Tra i resti di pandoro e panettoni non si è placata la polemica sulla spesa farmaceutica.
Infuocate come sempre le accuse del capogruppo dell'Udc Mario Amicone che promette battaglia in materia anche per i mesi a venire e definisce la distribuzione «fallimentare» dei farmaci e l'introduzione dei vari tickets, nazionali e regionali, una chiara mossa che coniuga in una botta sola «ingiustizia e disservizi che colpiscono proprio i meno abbienti».
Ma la giunta Del Turco ha spiegazioni per tutto, e l'assessore alla Sanità sostiene che la spesa farmaceutica territoriale netta sostenuta dalla Regione Abruzzo nell'anno 2005 è stata pari a 272.644.107,95 euro, determinando uno sfondamento assoluto rispetto al prefissato tetto del 13% pari a 11.480.000 euro.
Di conseguenza, la Regione Abruzzo «deve assolutamente ripianare il 40% del superamento - pari a 4.592.000 euro - attraverso l'adozione di specifiche misure in materia farmaceutica ».
Leggasi, tassazione per i cittadini.

E l'assessore Mazzocca ha cercato in questi giorni di spiegarlo in tutti i modi a chi ha contestato manovre e manovrine: «indipendentemente dalla Legge Finanziaria Nazionale per l'anno 2007, la Regione Abruzzo si è trovata dinanzi ad un chiaro obbligo».
E il ticket sui farmaci che non è andato giù a molti?
Spiegazione anche per quello: «i 0.50 centesimi per confezione fino ad un massimo di 1 euro a ricetta sono stati elaborati in base al numero di cittadini abruzzesi, al numero dei cittadini esenti, nonché al numero delle prescrizioni di farmaci equivalenti a livello regionale:
tali analisi consentono di affermare che in un periodo di tempo limitato (massimo sei mesi) si produrrà il ripiano atteso di € 4.592.000».

E Mazzocca non nega che il periodo è «molto delicato», ma assolve completamente la sua Giunta che dichiara apertamente la volontà di confrontarsi anche con le realtà sindacali.
E proprio i sindacati si domandano se non ci fosse un'altra strada da perseguire per appianare i debiti:«il governo regionale ha valutato, ancora una volta, che la via più semplice fosse quella di far pagare i cittadini»

08/01/2007 10.09