«Prendiamo le distanze dai falsi imprenditori»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Lettera aperta dell'associazione la Radice di Mattia Giansante ai presidenti delle associazione degli imprenditori
I recenti di fatti di cronaca che hanno portato alla conoscenza dell'opinione pubblica le ipotesi di malefatte dei vertici dirigenziali della Fira e delle altrettanto ipotetiche ladronesche vicende della città rivierasca confinante con Pescara, stanno creando non pochi disagi agli operatori economici lontani dalle logiche di commistione.
Così è nata una proposta, sposata dall'associazione pescarese La Radice di Mattia Giansante e Nicola Cirelli, dipendente di "Impresa, economia e sviluppo" per fare in modo che i veri Imprenditori, si adoperino «per sottoscrivere un documento con il quale inserire i nomi degli impresari forse un poco troppo spregiudicati».
«Cosa può esserci di imprenditoriale in chi», si chiede Giansante, «improvvisando una qualsiasi attività supportata dalla pratica della tentata corruzione, ottiene di eseguire una serie di lavori dai quali ricavare un largo margine di contribuzione sperperato in spese che non producono alcun beneficio in termine di lecita ridistribuzione del reddito?» Ad avviso dell'Associazione Culturale "La Radice", nulla. Perciò ritiene opportuno un rapido incontro con tutti i Presidenti delle categorie imprenditoriali e sottoscrivere un documento di presa di distanza «dal marciume dilagante che, per cause maggiormente imputabili all'abuso del nobile termine "imprenditore", procura gravi danni alla nostra categoria di donne e uomini impegnati giornalmente nel difendere tenacemente le posizioni in un mercato impazzito, in cui il rampantismo, la corruzione, l'improvvisazione, la superficialità, la spregiudicatezza ed altro, stanno per sopraffare irrimediabilmente l'animo nobile "dell'Imprenditore" offendendone non solo il ruolo ma anche la dignità personale».

30/12/2006 9.36