La ristrutturazione ospedaliera partirà il prossimo 9 gennaio

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (15.55) ABRUZZO. Il clima comincia a surriscaldarsi e quando si parla di sanità la temperatura sale molto più in fretta. L’occasione questa volta è data da una nuova delibera di giunta che mira al riordino dei posti letto per ottemperare e adeguarsi ad una norma nazionale che prevede un tetto massimo di 4,5 posti letto per mille abitanti. Ma nel riordinare, mischiando le carte, qualcuno ci guadagna e qualcuno ci perde. Inoltre sembrerebbe assodata la riduzione delle Asl da 6 a 4. TICKET DI 1 EURO MASSIMO A RICETTA DAL PRIMO GENNAIO EDILIZIA OSPEDALIERA: 30 MILIONI PER 14 STRUTTURE


AGGIORNAMENTO (15.55)


ABRUZZO. Il clima comincia a surriscaldarsi e quando si parla di sanità la temperatura sale molto più in fretta. L'occasione questa volta è data da una nuova delibera di giunta che mira al riordino dei posti letto per ottemperare e adeguarsi ad una norma nazionale che prevede un tetto massimo di 4,5 posti letto per mille abitanti. Ma nel riordinare, mischiando le carte, qualcuno ci guadagna e qualcuno ci perde. Inoltre sembrerebbe assodata la riduzione delle Asl da 6 a 4.


TICKET DI 1 EURO MASSIMO A RICETTA DAL PRIMO GENNAIO

EDILIZIA OSPEDALIERA: 30 MILIONI PER 14 STRUTTURE




Tutto questo mentre lontano dai riflettori la guardia di finanza continua ad indagare sul nuovo filone di scandali, regali e mazzette girate al mondo della sanità aperto dopo le risultanze emerse dallo scandalo Fira. L'occhio è puntato sul ruolo della Fira in campo sanitario, alla cartolarizzazione e ad i soldi finiti eventualmente illecitamente nelle tasche di privati o amministratori, soldi che di volta in volta assumono sembianze diverse.

Approderà il prossimo 9 gennaio all'esame della Giunta regionale la proposta di ristrutturazione della rete ospedaliera elaborata dall'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca.
Lo ha annunciato in tarda mattinata il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, che ha parlato di «atto politico indispensabile per il risanamento della spesa sanitaria regionale», sottolineando che il provvedimento «pone al centro della discussione la salute dei cittadini».
Le linee generali della ristrutturazione della rete ospedaliera, che è parte integrante del Piano sanitario regionale 2007-2009 che sarà approvato nel corso del 2007, sono state illustrate dal direttore dell'Agenzia regionale sanitaria, Francesco Di Stanislao.
«Non chiudiamo nessun ospedale - ha chiarito l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca - ma non possiamo lasciare le cose così come le abbiamo trovate».

Il Piano prevede il rientro negli standard nazionali (4,5 per mille) dei posti letto, che si traduce in una riduzione di posti letto, nelle strutture pubbliche e private, da 6480 a 5948, pari all'8,2%. In particolare, per il pubblico la riduzione è del 6%, per il privato del 16,7% , di questi il 9,2 per il riabilitativo e 21% per gli acuti .

Verranno chiusi tre punti nascita nel pubblico e due nel privato; i distretti sanitari verranno ridotti da 74 a 24, mentre il Piano guarda con attenzione alle cure domiciliari, alla rimodulazione del numero delle Rsa e al potenziamento dell'assistenza domiciliare.
Il taglio consistente riguarderà le prestazioni sanitarie dei privati. Secondo le stime contenute nel Piano, le Regione ridurrà nei prossimi tre anni da 60 a 40 milioni di euro l'acquisto delle prestazioni da privato, riducendo così la spesa complessiva del privato da 129 (dato 2005) a 100 milioni.

«L'approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera - ha detto Mazzocca - è necessaria per firmare l'accordo con il ministero del Tesoro e dunque per sbloccare i 529 milioni di euro che lo Stato ci deve. Inoltre, tale accordo ci permette di accedere al fondo globale di un miliardo di euro che lo Stato ha messo a disposizione per le regioni in difficoltà. Mi sembra dunque un atto politico e amministrativo importante, al quale la Giunta non si è sottratta».

LA SANITA' «EVERSIVA» SECONDO DEL TURCO

«Il Piano di riordino della rete ospedaliera che presentiamo è un atto politico 'eversivo' nel senso positivo del termine».
È quanto affermato dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, commentando la proposta di riordino della rete ospedaliera che verrà presentata in Giunta il prossimo 9 gennaio.
«E' un atto politico importantissimo - ha aggiunto - che cambia la filosofia della politica sanitaria in Abruzzo, legata finora agli equilibri politici del singoli territori. Ora cambia tutto e al centro vengono posti i reali bisogni di salute dei cittadini abruzzesi. Questo provvedimento - ha sottolineato Del Turco - è frutto di un intenso lavoro di concertazione e rappresenta il primo atto di un processo di rivisitazione della politica sanitaria. Contiamo già nel pomeriggio del 9 gennaio, di sottoporre all'esame del Ministro del Tesoro, Tommaso Padoa Schioppa, e del Ministro della Salute, Livia Turco, il piano di riordino della rete ospedaliera, che è parte integrante del piano di rientro sul quale gli stessi Ministri hanno espresso giudizi positivi».
«Questo è un Piano - ha proseguito il presidente della Regione - che avvia il processo di riequilibrio dell'offerta sanitaria tra le zone interne e quelle della costa abruzzese. In questo senso - ha concluso Ottaviano Del Turco - chiederemo agli industriali e imprenditori impegnati nel settore della sanità di adattarsi alle novità che propone la Regione, nella convinzione che nel processo di risanamento della sanità abruzzese tutti i soggetti, pubblici e privati, debbano assumersi le proprie responsabilità».

29/12/2006 16.01



LA CONTRARIETA' DI DANIELA STATI (FI)

«Secondo una proposta – ha detto oggi la consigliera di Fi, Daniela Stati, -varata dall'Agenzia Sanitaria Regionale (ASR) i posti letto assegnati alla ASL Avezzano-Sulmona sarebbero il 3,9 con compensazione al 4,5 in ambito provinciale. In altre parole se alla ASL Avezzano-Sulmona vengono attribuiti 3,9 posti letto per ogni mille abitanti ed in ambito provinciale vengono compensati al 4,5 per mille, significa che ad altri territori della provincia vengono assegnati posti letto ben oltre i 4,5 previsti dalle norme togliendoli dai territori della nostra ASL».
Nella stessa proposta si intuirebbe come ci si avvii verso una ridefinizione del numero delle ASL della nostra regione passando dalle attuali 6 a 4 coincidenti con i territori delle 4 province.
«Tutto ciò – aggiunge Stati - in aggiunta alla classificazione dei presidi ospedalieri che vede solo quelli delle quattro città capoluoghi di provincia come ospedali di riferimento (o di fascia A che dir si voglia) con tutti gli altri relegati al ruolo di ospedali minori. Questo è estremamente penalizzante per la nostra gente – precisa la Stati - Noi crediamo che: la zona Marso-Peligno-Sangrino non possa perdere la ASL, unica istituzione autonoma presente in un territorio troppo spesso penalizzato solo per il fatto di non essere provincia anche se aspira a diventarlo ormai da decenni. In ognuna delle sei attuali ASL vi debba essere un presidio ospedaliero di riferimento (o di fascia A) perché il cittadino ha diritto di essere curato quanto più possibile nella propria terra e non essere sottoposto a continui viaggi della speranza, dove che i posti letto vadano ridistribuiti secondo il criterio degli abitanti presenti nelle attuali ASL e nell'ambito delle zone omogenee di queste ultime e non in ambito provinciale con sperequazioni tra zona e zona».
«Nell'ambito dei criteri sopra elencati», conclude Stati, «crediamo debba essere vista con favore ed interesse la proposta di costruire un nuovo ospedale in Avezzano che possa diventare punto di riferimento non solo della nostra ASL ma anche dei territori confinanti delle province di Rieti, Frosinone e Roma, rifiutandoci di pensare anche solo per un momento che possa essere solo un mezzo per distogliere la pubblica opinione nel momento che la Giunta Regionale si appresta a compiere scelte in materia sanitaria che ad oggi sembrerebbero fortemente penalizzanti non solo per Avezzano ma per l'intera ASL Avezzano-Sulmona».

29/12/2006 12.29

TICKET DI 50 CENTESIMI DAL PRIMO GENNAIO

Dal prossimo primo gennaio verrà reintrodotto il ticket sui farmaci.
La delibera che dispone il ticket è stata approvata dalla Giunta regionale.
Il ticket previsto è di 50 centesimi a farmaco per un massimo di un euro a ricetta.
«Il provvedimento - ha spiegato l'assessore Mazzocca - prevede una serie importanti di esenzioni. Sono esenti dal pagamento del ticket i 230 mila abruzzesi affetti da patologie croniche, i detentori di pensioni sociali che ammontano a 23 mila e le famiglie con reddito annuale inferiore a 10 mila euro. Saranno fuori ticket, inoltre, i farmaci equivalenti. In totale - ha proseguito l'assessore alla Sanità - saranno 250 mila gli abruzzesi che non pagheranno il ticket, un quarto della popolazione regionale».
L'introduzione del ticket di 50 centesimi sul farmaco, che il presidente Del Turco ha definito «il più basso tra quelli previsti dalle altre regioni», si è resa necessaria per lo sforamento della spesa farmaceutica registrato nel 2005 che si è fermata al 13,7% a fronte del 13 stabilito per legge nel fondo globale. «Secondo la normativa nazionale - ha precisato Mazzocca - lo sforamento dello 0,7% deve essere compensato dalla Regione con 4 milioni di euro e dal Sistema sanitario nazionale con 22. In termini assoluti, la spesa farmaceutica in regione è di 300 milioni di euro l'anno (un milione al giorno) e siamo sulla buona strada per fermarci al 13%».
L'assessore ha poi annunciato che «la Giunta regionale ha già deliberato che dal primo febbraio prossimo torneranno nelle farmacie i medicinali per diabetici e per i pazienti affetti da Alzheimer. In precedenza se ne prevedeva la distribuzione solo nelle farmacie degli ospedali».


EDILIZIA SANITARIA: 30 MILIONI PER 14 STRUTTURE

Quattordici interventi per un totale di investimento di circa 30 milioni di euro. Sono questi i numeri più importanti dell'accordo di programma dello stralcio 2004 relativo all'edilizia sanitaria che stamane il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, hanno presentato nel corso di una conferenza stampa.
«Si tratta di interventi - ha spiegato Mazzocca - che vanno a potenziare e migliorare l'offerta ospedaliera pubblica sia in termini strutturali con alcuni importanti interventi su ospedali, sia in termini infrastrutturali come la dotazione di macchinari per migliorare la prestazione sanitaria pubblica. Il provvedimento, che è già stato licenziato dalla Giunta regionale, interessa molti ospedali abruzzesi. L'intervento più importante - ha concluso l'assessore alla sanità - riguarda il completamento del Dipartimento di cardiologia e cardiochirurgia dell'ospedale di Chieti che impegna la cifra di 12 milioni 136 mila euro».
Nel dettaglio gli interventi inseriti nell'accordo di programma sono:
-adeguamento e messa a norma ex Centro Polio di Avezzano (258 mila euro),
-completamento arredi blocco operatorio (un milione 291 mila) e ristrutturazione
-pronto soccorso (un milione 316 mila) ospedale di Avezzano,
-completamento Dipartimento cardiologia e cardiochirurgia ospedale di Chieti (12 milioni 136 mila),
-ristrutturazione pronto soccorso ospedale di Lanciano (un milione 328 mila),
-completamento prevenzione incendi (un milione 239 mila) e realizzazione
-collegamenti funzionali (866 mila) ospedale dell'Aquila,
-completamento distretto sanitario di base di Scafa (258 mila),
-realizzazione distretto sanitario di base e poliambulatorio di Montesilvano (un milione 252 mila),
-ristrutturazione reparti di Rianimazione e Anestesia (3 milioni) e nuovo pronto soccorso (2 milioni 840 mila) ospedale di Pescara,
-realizzazione di poliambulatorio a San Nicolò a Tordino (723 mila),
-interventi su Rsa di Catilenti e Colonnella (929 mila),
-potenziamento e adeguamento struttura tecnologica ospedale di Sulmona (un milione 989 mila).

29/12/2006 15.28