Uil: «Un 2007 migliore del 2006: per l’Abruzzo una necessità»

Alessandro Biancardi

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Uil: «Un 2007 migliore del 2006: per l’Abruzzo una necessità»
ABRUZZO. «Le vicende FIRA e Montesilvano non hanno visto una reazione adeguata da parte della politica e delle Istituzioni, che vi hanno letto solo una somma di responsabilità individuali. Si è evidenziata un’incredibile assenza di meccanismi di controllo, di cui sono colpevoli, a diverso titolo, maggioranze e opposizioni, ma nessuno sembra sentirsi chiamato in causa. Se l’innalzamento della qualità della classe dirigente è stato il più ambizioso obbiettivo enunciato nella scorsa campagna elettorale regionale, è anche, ad oggi, quello più clamorosamente mancato».    
Sono le parole di augurio del segretario regionale Uil Roberto Campo che sostiene come non si sia avviata quella stagione di riforme che era lecito aspettarsi dal nuovo Governo regionale.
Anzi, alla scelta di non indicare un percorso per fare a meno, sia pure gradualmente, degli aumenti di IRAP ed IRPEF regionale scattati a fronte del deficit della Sanità, secondo Campo, si è sommata la scelta di aprire la strada ad ulteriori incrementi di queste stesse imposte.
«Una vera e propria strategia delle tasse», che oltre a tutti i danni che fa ai redditi dei contribuenti, alle imprese regolari, all'economia, minerebbe la credibilità del piano d risanamento della Sanità e allenta la tensione sul fronte del cambiamento.
«La quota per l'Abruzzo del Fondo Sanitario Nazionale è aumentata», ammette il responsabile della Uil, «anche se meno della media nazionale, ma le aspettative di raggiungimento del pareggio nei conti della Sanità si sono fatte sempre più incerte. Si è adottata nei fatti una politica dei due tempi, ma è chiaro che senza la trasformazione della Sanità abruzzese, con più territorio, più prevenzione e più integrazione socio-sanitaria, si fa fatica a portare a termine anche il solo primo tempo del risanamento. Per questa ragione il Sindacato ha fatto pressione affinché il nuovo Piano Sociale venisse approvato entro l'anno dal Consiglio Regionale: malgrado l'esiguità delle poste, indica la strada giusta per ridisegnare la politica regionale della salute».
Nel frattempo, anche in Abruzzo si sono manifestati alcuni segnali di ripresa dell'economia, cui si aggiungono i nuovi investimenti della Fiat e quelli annunciati dalla Micron: «è necessario fare scelte che valorizzino le prospettive di ripresa che questi fatti ci dischiudono», consiglia Campo, «da questo punto di vista, il 2006 è stato un anno perso, per quanto non è stato nemmeno avviato (legge regionale sull'innovazione) e per quanto è stato impostato male (alta formazione)».
«È l'ora che l'Abruzzo complessivamente inteso, Istituzioni e parti sociali, si doti di una sua politica industriale, superando remore incomprensibili da parte del Governo regionale, anche per meglio definire il suo ruolo in relazione alla politica industriale nazionale in via di definizione a partire dal disegno di legge “Industria 2015”. Il Presidente della Giunta Regionale ha proposto alle confederazioni sindacali e a Confindustria di dare vita da gennaio ad una fase intensa di concertazione, sollecitando l'indicazione di un'agenda dei primi temi da affrontare. Cgil, Cisl, Uil», conclude Campo, «hanno prontamente risposto per iscritto facendo le proprie proposte: ci auguriamo che effettivamente si realizzi dai primi del 2007 la svolta nel rapporto tra la Giunta Regionale e le parti sociali che è mancata nel 2006. Anche perché con il nuovo anno parte il ciclo 2007-2013 dei Fondi Strutturali Europei e del Fondo per le Aree Sottoutilizzate, l'ultima e la più importante occasione per l'Abruzzo per costruirsi un futuro migliore».

29/12/2006 11.21