Pio Rapagnà scrive a Mastella:«urge ispezione sulla mafia in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'ex deputato ha sollecitato il Guardasigilli alla creazione della commissione antimafia in Abruzzo e una rapida nomina del Procuratore della Repubblica di Teramo, posto al momento ancora vacante. IL PRIMO APPELLO DI RAPAGNA'   «LA GIGANTESCA CUCCAGNA ABRUZZESE»
A Teramo la poltrona del Procuratore della Repubblica è ancora scoperta. Dopo il prepensionamento anticipato di Cristoforo Barroso non si è ancora proceduti alla nuova nomina. A questa grave mancanza, secondo Rapagnà, bisogna aggiungere anche «la sconfortante assenza di risultati concreti nelle indagini sull'efferato delitto dell'avvocato Libero Masi e della sua compagna Emanuela Cheli avvenuto nella loro abitazione di Nereto in Provincia di Teramo la notte del 2 giugno 2005».
I due episodi, sostiene l'ex deputato Rapagnà «confermano ed approfondiscono il disagio, l'angoscia e la preoccupazione di tutti coloro che amano e rispettano la giustizia e si impegnano quotidianamente per la tutela della vita, della incolumità e della sicurezza personale dei cittadini e della protezione pubblica della comunità locale, dei soggetti istituzionali e figure professionali a rischio».
Rapagnà ha più volte invitato gli organi inquirenti di competenza, ad essere disponibili a fare in modo che le indagini «vengano portate avanti unitariamente ed in maniera coordinata anche da inquirenti "specializzati" che, per la gravità e l'efferatezza della violenza inflitta alle vittime fossero più preparati ed esperti specialmente in materia di possibili infiltrazioni malavitose e di stampo mafioso, alla luce della terribile realtà dei fatti accaduti a Nereto ed in altre situazioni similari in Abruzzo, che si sono concluse purtroppo con un nulla di fatto e che potrebbero dunque verificarsi di nuovo in futuro».
Come ex parlamentare ha chiesto più volte, «ma senza esito», la convocazione a Nereto del Comitato Provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico, dichiarando anche la propria disponibilità a parteciparvi per dare un contributo.

«SERVE UNA ISPEZIONE»

Rapagnà ha chiesto quindi al ministro della Giustizia Clemente Mastella «una visita conoscitiva ed ispettiva in Provincia di Teramo della Commissione Bicamerale Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, scongiurare e bloccare sul nascere possibili tentativi di infiltrazione nella nostra realtà territoriale, economica e sociale di soggetti od organizzazioni con finalità malavitose o di lobby a fini speculativi, corruttivi, di riciclaggio di denaro sporco e di lucro ai danni di persone, società ed istituzioni locali».
La stessa Commissione arrivò in Abruzzo nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 ottobre 1993, e, ricorda Rapagnà, «alcuni risultati preventivi e dissuasivi furono immediati ed evidenti. Intendo essere ascoltato in qualità di ex-Deputato informato di fatti attinenti al mandato parlamentare svolto nella 11^ Legislatura, ed auspico che siano convocati anche i precedenti Presidente e Vice-Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Ottaviano Del Turco e Nichi Vendola, (attualmente Presidenti delle Regioni Abruzzo e Puglia), e che venga ascoltato l'allora Procuratore presso il Tribunale di Pescara Enrico Di Nicola oggi Procuratore a Bologna, certamente più di me aggiornati e a conoscenza della attuale "realtà tendenziale", economica e di possibili insediamenti criminogeni in Abruzzo, in Provincia di Teramo, nella fascia costiera adriatica e nella Val Vibrata».

14/12/2006 12.26