La Regione:«Nessun inquinamento dal ripascimento della costa»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Non c'è alcun pericolo di inquinamento»
E' il Servizio opere marittime della Giunta regionale che precisa oggi quanto era stato messo in dubbio nei giorni scorsi da ambienti universitari su presunti pericoli di inquinamento e di alterazione della vita marina a causa dei lavori di ripascimento lungo le coste di Silvi Marina.
«Le sabbie sono state sottoposte a monitoraggio, analisi e verifica dall'Istituto centrale per la ricerca sul mare (Icram)», spiega il servizio opere marittime della Regione, «non solo sui principali metalli pesanti ma anche su tutti i possibili e potenziali inquinanti di origine chimica. La presenza degli estrogeni nelle acque marine non è mai stata segnalata da alcun organo ufficiale nazionale come il Ministero della salute o l'Istituto superiore di sanità, né dagli altri organismi scientifici che controllano le zone marine come Cnr, Icram, Apat e sistema delle Apat e Arta. Il ripascimento», sostengono alla Regione, «più che uccidere il placton può influenzare i livelli di vivibilità dello zooplancton e della frazione di benthos marino, legato al substrato infralitorale, che viene condizionato in maniera consistente dalla presenza di limi o peliti molto fini».
Inoltre sempre secondo la direzione marittima della Regione la tecnica di ripascimento «è richiamata e voluta nelle pratiche dell'Unione europea e dal consesso scientifico internazionale».
«Infine», conclude la nota, «i ricercatori che parlano di ripascimento anche se mostrano di conoscerne poco, dovrebbero sapere che più che dalla foce del Tronto le sabbie impiegate provengono da sabbie relitte di 20.000 anni fa, appartenenti al vecchio alveo del Po e prelevate a 50 chilometri dalla riva attuale, ad una profondità di 90 metri. Se i ricercatori fossero interessati potrebbero andare a controllare i resti malacologici presenti e verificarne la datazione».

13/12/2006 13.47

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7417]LA DENUNCIA DEI PERICOLI DI INQUINAMENTO[/url]