Bilancio e tasse spiegate (tra le polemiche) dall’assessore regionale D’Amico

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (16.01) L’AQUILA. Il bilancio di previsione 2007 e il disegno di legge finanziaria 2007 è stato illustrato alle parti sociali e alle organizzazioni sindacali dall'assessore al bilancio Giovanni D'Amico, nel corso di un incontro al quale ha partecipato anche il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.
«Il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2007», ha spiegato il responsabile del bilancio, «presenta un quadro delle risorse disponibili pari ad 2.865.542.034,12 euro la cui previsione è formulata considerando l'aumento dell'1% dell'Irap e dello 0,50% dell'addizionale Irpef».
«Tale aumento ha compensato, in gran parte, rispetto allo scorso esercizio finanziario, il decremento delle previsioni da entrate straordinarie di circa 82 milioni di euro e da una riduzione di circa 4 milioni di euro della previsione relativa alla tassa automobilistica in considerazione del trend di accertamento registrato nel corso del 2006».
Secondo D'Amico, l'incremento ha consentito di compensare la riduzione delle maggiori entrate tributarie registrate nel corso dell'anno 2006 in virtù degli intervenuti accordi per il riparto delle risorse in applicazione dei criteri definiti dalla Conferenza dei Presidenti del luglio 2005.
Nel bilancio di previsione non sono stati indicati, invece, gli stanziamenti relativi alla generalità dei trasferimenti dello Stato e dell'Unione Europea: «tali stanziamenti», ha spiegato l'assessore al bilancio, «verranno iscritti al momento dell'effettiva insorgenza del presupposto giuridico mediante lo strumento della variazione al bilancio così come previsto dalla legge di contabilità regionale con riferimento ai trasferimenti aventi ad oggetto fondi a destinazione vincolata».
L'analisi della spesa per Funzioni Obiettivo (cioè per i vari Settori di intervento regionali) evidenzia una spesa caratterizzata fondamentalmente dall'intervento 'Protezione e tutela della salute' che assorbe rilevanti risorse disponibili.
Tra i settori di intervento riportati nei due dispositivi, D'Amico ha sottolineato lo stanziamento di ulteriori 18 milioni di euro per il completamento degli interventi investimentali DOCUP 2000-2006; l'istituzione di un fondo parzialmente rotativo di 2 milioni per il sostegno degli investimenti per i piccoli comuni per la realizzazione di opere pubbliche; l'istituzione di un fondo di 2 milioni di euro per il sostegno delle famiglie monoreddito; l'istituzione di un fondo per agevolare l'accesso al credito per i lavoratori precari; la previsione di un fondo rotativo di 10 milioni di euro per il sostegno delle politiche per il lavoro; lo stanziamento di 5 milioni di euro per le fonti di energia rinnovabili; lo stanziamento di 5 milioni di euro per la creazione di un fondo rotativo per la bonifica dei siti inquinati al fine di prevenire sanzioni comunitarie per una procedura di infrazione.

13/12/2006 9.03


I SINDACATI ANCORA SCETTICI

Per Cgil Cisl Uil Abruzzo «le scelte della Regione con nuove tasse vanificano i benefici previsti dalla Legge Finanziaria nazionale in materia di ripristino della progressività del sistema fiscale, di misure ridistributive del reddito nonché di sostegno alle imprese, aggravando così complessivamente le condizioni del mondo del lavoro e della produzione abruzzesi».
Le forze sindacali parlano chiaramente di «scelta di segno iniquo e marcatamente regressiva, che di fatto scarica sulle spalle dei contribuenti abruzzesi i costi del mancato risanamento della spesa sanitaria regionale fuori controllo dal 2001, ma che nel 2006 si aggrava ulteriormente. Tale scelta di pesanti inasprimenti fiscali è tanto più inaccettabile a fronte del carente rigore amministrativo che ha caratterizzato la gestione dell'insieme delle risorse regionali da parte della Giunta».
Per Cgil Cisl Uil Abruzzo «il Piano di risanamento finanziario e di riorganizzazione della sanità abruzzese predisposto dalla Giunta Regionale non risolve i nodi strutturali della sanità abruzzese e affida l'obbiettivo del pareggio di bilancio da conseguire nel prossimo triennio alla conferma anche per il 2008 e 2009 delle misure di inasprimento di IRPEF regionale e IRAP adottate a decorrere da aprile 2006».

LE IMPRESE TURISTICHE DI CONFESERCENTI: «NO AL SALASSO»

Per l'ufficio studi Confesercenti Abruzzo: 1.500 euro in più di media per ogni impresa solo per l'Irap.
Le imprese turistiche di Confesercenti Abruzzo dicono no all'aumento di Irap ed Irpef.
Lo ribadisce con forza Armando Cipriani, presidente di Asshotel, l'associazione di rappresentanza delle imprese ricettive del sistema Confesercenti.
Secondo l'esponente dell'associazione di categoria, che cita dati dell'ufficio studi di Confesercenti Abruzzo, infatti «siamo di fronte ad un aumento di 1.500 euro per impresa ogni anno solo dall'Irap, il che vuol dire sottoporre le aziende ad un salasso che rischia di mettere in ginocchio l'economia».
A rendere più grave la situazione c'è il fatto che «non si tratta di un aumento occasionale ma di tre anni fino al 2009, con la possibilità di intervenire ulteriormente finché non si sia ripianato il debito sanitario. Ma gli imprenditori» sottolinea Cipriani «hanno bisogno di certezze e di essere sostenuti nella necessità di programmazione, e non certo di scarsa chiarezza sugli aumenti di tasse. L'Abruzzo ha bisogno urgentemente di uscire dal fosso della spesa sanitaria, che non può continuare a divorare l'80-82 per cento del bilancio degli abruzzesi, e soprattutto di risorse da destinare allo sviluppo». Da questo punto di vista, il presidente di Asshotel-Confesercenti, che è anche sindaco di Roccaraso, ribadisce il valore della scelta compiuta dalla giunta regionale «di non tagliare le spese per la promozione turistica» e di riattivare i finanziamenti derivanti dalla legge 77. «Le imprese abruzzesi chiedono fatti nuovi» ribadisce Cipriani, «e non di nuove tasse che metterebbero in ginocchio il tessuto produttivo regionale ed anche la capacità di concorrere».


GIORGIO DE MATTEIS (ITALIA DI MEZZO): «MA IL DISAVANZO QUAL E'?»

«Il Consiglio regionale, compresa l'intera maggioranza di centrosinistra, non sa quale sia il disavanzo 2005 e 2006, non sa quale sia il piano di risanamento e il piano di riordino dei posti letto ospedalieri, non sa quale sia il Documento di programmazione economica e finanziaria, che doveva essere presentato oltre due mesi fa. A fronte di tutto questo, senza nessuna concertazione con le forze produttive e con il silenzio totale dei sindacati, il centrosinistra approva un forte aumento delle tasse che colpirà le piccole imprese, gli artigiani e tutte le famiglie abruzzesi. Ed è grave che la Giunta regionale abbia comunque ammesso che tale aumento non abbia ancora una formalizzazione, vale a dire si salassano le tasche degli abruzzesi senza sapere e senza dire a cosa servirà questo salasso. E' questo il buongoverno della sinistra?»


13/12/2006 9.10


CONFARTIGIANATO: CRITICHE SULLA LEGGE FINANZIARIA

«Così gli artigiani come tutti i cittadini» dice Carmine Di Censo, Presidente di Confartigianato Abruzzo «devono essere vittime dei disservizi e pagare anche i costi di questi disservizi. La Confartigianato, naturalmente, ha fatto e continuerà a fare di tutto perché cessi la tendenza a scaricare sulle classi produttive e sui cittadini i costi della politica, ma questi problemi sono aggravati dalla legge finanziaria nazionale, che rappresenta una vera stangata per il comparto artigiano».
Intanto, assieme alle nuove imposte, la Giunta Regionale ha presentato la legge finanziaria 2007, che è passata all'esame del Consiglio regionale.
«Anche in questo caso» continua Di Censo «dobbiamo lamentare grosse carenze sulla concertazione: le convocazioni sono inviate ad horas, penalizzando le Associazioni piccole e con pochi addetti; in proposito, la Confartigianato apprezza l'inversione di tendenza della Giunta, che quest'anno ha stanziato maggiori risorse per l'Artigianato, anche se dobbiamo rilevare, con amarezza, che questo non compensa di certo l'aumento delle imposte, che ci colpisce come artigiani e come cittadini. Inoltre dobbiamo rilevare che la categoria avrebbe potuto concertare, se consultata preventivamente, una più razionale distribuzione delle risorse disponibili».

13/12/2006 15.39


LA CNA: «STOP AUMENTI DI IRPEF E IRAP»

«Il Consiglio Regionale valuti la nostra proposta che raggiunge gli stessi risultati: il pareggio di bilancio e il graduale rientro del deficit sanitario, senza sottrarre preziose risorse alle imprese ed ai cittadini abruzzesi. La proposta di aumentare le aliquote di Irap e Irpef (Ire) per coprire il deficit del bilancio regionale 2007, dovuta al dissesto del settore sanitario, trova la nostra ferma e netta contrarietà». E' quanto scrive il presidente regionale della Cna, Franco Cambi, in una lettera indirizzata ai consiglieri regionali, in cui contesta gli annunciati aumenti di tasse contenuti nel testo della manovra finanziaria regionale per il prossimo anno.
«Si tratta – ricorda ancora Cambi - di una posizione che abbiamo ribadito in più occasioni, ed in tutti i tavoli di concertazione cui abbiamo partecipato. In una situazione di oggettiva difficoltà dell'economia regionale e di ristagno dei consumi, un ulteriore aumento della pressione fiscale produrrebbe effetti fortemente negativi per l'Abruzzo. Tanto più che, già a giugno di quest'anno, famiglie e imprese hanno dovuto fare i conti con un analogo inasprimento fiscale imposto dalla finanziaria nazionale alle Regioni la cui spesa sanitaria aveva superato i tetti assegnati».
A detta della Cna, le somme complessive ipotizzate per coprire il deficit sanitario sono ingenti: infatti, mentre il gettito del 2006 è stato di oltre cento milioni di euro, nel 2007 si pensa di incassare 139 milioni di euro. E di questi quasi cento milioni arriveranno dall'Irap, con un prelievo diretto e pesantissimo sulle imprese, che per la maggior parte in Abruzzo di piccole dimensioni.
Nel 2001 - ricorda ancora la Cna abruzzese - la spesa sanitaria era di poco inferiore ai 1600 milioni di euro, mentre si prevede di chiudere il 2006 intorno a 2mila e 200 milioni di euro: una progressione devastante che non ha alcun risconto con l'aumento dell'inflazione.
Secondo l'associazione degli artigiani, la ricetta per riportare sotto controllo i conti della sanità è fatta di «rigido e inderogabile rispetto dei budget assegnati alle Asl, riduzione e razionalizzazione dei posti letto, ridimensionamento della sanità privata, riconversione dei reparti doppione e dei presidi ospedalieri meno efficienti. Un processo che deve salvaguardare il diritto dei cittadini ad usufruire di prestazioni sanitarie qualificate e diffuse sul territorio attraverso il potenziamento delle strutture di base».

CONFESERCENTI ABRUZZO: 10 MILIONI DEI NUOVI INTROITI VADANO AL SOSTEGNO DELLE PMI

La delegazione di Confesercenti Abruzzo ha ribadito il suo no all'imposizione di nuove tasse, nel corso dell'audizione con le organizzazioni produttive tenutasi ieri pomeriggio con il presidente Ottaviano Del Turco e l'assessore al bilancio Giovanni D'Amico. L'associazione di categoria ribadisce quanto scaturito dalla convention svoltasi ad Avezzano alcune settimane fa, e dove alla presenza di oltre 300 imprese artigiane, commerciali e turistiche d'Abruzzo, Confesercenti ha chiesto la riduzione della spesa sanitaria per i privati e di non imporre nuove tasse. «La linea dell'organizzazione» spiega il segretario regionale Enzo Giammarino «resta ancorata a queste due necessità, e si arricchisce di una proposta che abbiamo formulato ieri alla giunta: destinare 10 milioni di euro di quanto incassato dalla Regione grazie agli aggravi delle imposte, ad un fondo regionale aperto alla compartecipazione delle banche, e che sia destinato allo sviluppo delle piccole e medie imprese commerciali, artigiane e turistiche».

13/12/2006 16.07