«Stop a nuove autorizzazioni di cave in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Hanno lanciato un forte messaggio per una oculata politica delle cave sul territorio regionale. Archeoclub d’Italia, Ambiente e/è Vita, Ecoistituto Verde Abruzzese, Italia Nostra, Legambiente, WWF Italia, hanno richiesto ieri con forza una moratoria relativa al rilascio di nuove autorizzazioni. «Infatti», hanno protestato i sodalizi, «non solo non è stato ancora redatto il piano cave previsto dalla L.R. 54 del 1983, ma non è stato nemmeno predisposto il disciplinare provvisorio previsto dalla legge 15 del 2004 art. 168».

ABRUZZO. Hanno lanciato un forte messaggio per una oculata politica delle cave sul territorio regionale.
Archeoclub d'Italia, Ambiente e/è Vita, Ecoistituto Verde Abruzzese, Italia Nostra, Legambiente, WWF Italia, hanno richiesto ieri con forza una moratoria relativa al rilascio di nuove autorizzazioni.
«Infatti», hanno protestato i sodalizi, «non solo non è stato ancora redatto il piano cave previsto dalla L.R. 54 del 1983, ma non è stato nemmeno predisposto il disciplinare provvisorio previsto dalla legge 15 del 2004 art. 168».


Per aggirare il problema la Regione Abruzzo, con atto di estrema protervia, ha inserito recentissimamente nella L.R. 29 del 25 agosto 2006, l'art. 41 che consente il rilascio di nuove concessioni anche in assenza di regolamento.
Le associazioni hanno inoltre denunciato «l'assoluta mancanza di dati sull'attuale situazione estrattiva in Abruzzo, sul numero delle cave dimesse e non bonificate, sulla quantità di interventi di recupero ambientale forzosamente imposti dalla Regione Abruzzo».
Nonostante questa situazione di gravissime inadempienze e di caos, che hanno consentito un rilascio selvaggio e continuo di nuove autorizzazioni in quei territori non protetti da leggi specifiche, registriamo con estremo allarme il tentativo in atto di modificare ad hoc, su richiesta di una multinazionale del settore, il Piano Paesaggistico Regionale allo scopo specifico di consentire l'attività estrattiva anche nei territori vincolati, come in atto nel caso di Pescina .
«Le associazioni ambientaliste», si legge in un documento, «non si accontentano delle recentissime assicurazioni provenienti dall'assessore Valentina Bianchi circa l'avviata redazione del Piano Cave e del censimento di tutto l'esistente. Si vuole,infatti, sapere con quali mezzi finanziari, con quali strutture tecniche, con quale personale tutto ciò venga realizzato in quanto, sino ad oggi, la condizione degli uffici regionali è assolutamente inadeguata con una annosa e grave situazione che ci si domanda se voluta».

13/12/2006 8.54