Diffusi i dati dei morti sul lavoro ma c’è ancora molto da fare

Alessandro Biancardi

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Diffusi i dati dei morti sul lavoro ma c’è ancora molto da fare
ABRUZZO. Il numero degli infortuni mortali è diminuito: 39 casi nel 2004, 31 nel 2005. Inoltre, le ispezioni effettuate dalle Asl evidenziano un progressivo aumento delle Aziende ispezionate: dalle 1294 del 2000 alle 2340 del 2005, con un incremento degli accessi passati da 2.070 del 2000 a 3.744 del 2005. L'attività di vigilanza è arrivata a 2291 ispezioni nel I° semestre 2006, rispetto ai 1849 controlli dello stesso periodo del 2005. PERCHE' SI MUORE DI LAVORO IN ABRUZZO
«Stiamo lavorando nella direzione giusta ed è questo un bel modo di concepire la concertazione. Se si lavora tutti insieme, istituzioni, enti locali, sindacati, organizzazioni imprenditoriali e strutture sanitarie il fenomeno può essere contenuto». Con queste parole il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha introdotto i lavori del convegno per la presentazione del Rapporto 2005 sugli incidenti sul lavoro in Abruzzo che si tiene oggi, a L'Aquila, nella sala Michetti del Consiglio regionale.
Secondo le cifre fornite dall'assessorato alla sanità, infatti, è per lo più stabile il numero degli infortuni denunciati a fronte di un aumento occupazionale (23.463 casi nel 2004, 23.543 nel 2005).
Nei dati ovviamente non sono compresi i moltissimi lavoratori in nero.
Il Presidente ha sottolineato un dato importante emerso dalla relazione annuale e cioè, quello della diminuzione degli incidenti mortali.
«Sin dall'inizio - ha detto Del Turco - abbiamo voluto inserire, nei contratti dei nuovi manager delle Asl, proprio il compito di garantire una efficace prevenzione degli incidenti sul lavoro, uno dei punti cardini su cui vengono valutati alla scadenza dei 18 mesi di incarico. Ciò dimostra la sensibilità di questo governo regionale verso un problema particolarmente serio come il fenomeno infortunistico. Senza dubbio, - ha concluso - solo un'opera di concertazione sul territorio può produrre risultati interessanti».
«Gli infortuni denunciati», è stato invece i lcommento dell'assessore Bernardo Mazzocca, «risultano negli ultimi due anni sostanzialmente stabili, se si tiene conto dell'aumento degli occupati, mentre è diminuito il numero degli infortuni mortali. Si tratta di un andamento ascrivibile all'attività di vigilanza dei Servizi Tsal che, in attuazione di iniziative approvate dalla Giunta regionale, hanno incrementato l'attività ispettiva attraverso progetti di stimolo e di incentivazione».
«E' necessario aggiungere - ha spiegato l'Assessore - che la Giunta regionale ha approvato il "Piano di prevenzione infortuni sul lavoro", finanziandolo con 2 milioni e 400 mila euro e disponendo, al contempo, il trasferimento delle relative somme alle Asl per implementare le risorse umane dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro».

IL COMITATO DI COORDINAMENTO

Inoltre, l'Esecutivo ha consentito di assumere tre operatori della prevenzione per ciascuna Asl, nonostante il blocco delle assunzioni sancito dalla Finanziaria, e deliberato, nel novembre scorso, la seconda annualità del progetto per incrementare l'attività di vigilanza nei cantieri edili.
«Non bisogna dimenticare - ha ricordato l'Assessore - l'insediamento del Comitato regionale di Coordinamento degli interventi della Pubblica amministrazione in materia di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro».
Un organismo, quest'ultimo, ricostituito attraverso un decreto del presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e presieduto dall'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca.
Il Comitato è composto da una trentina di componenti appartenenti a vari Istituti, tra cui Inail, Ispels, e Psal, e da rappresentanti delle sei Asl, dei Vigili del fuoco, dell'Arta, dell'Anci e della Regione.

01/12/2006 16.39