Cisl: «tassare i cittadini non risolverà i problemi della Regione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il segretario generale della Cisl Maurizio Spina sostiene che «l'aumento indiscriminato della tassazione rischia di nascondere i problemi che invece bisogna avere la capacità politica di affrontare». Anche Confcommercio contro il provvedimento.
La proposta di legge dell'assessore al Bilancio D'Amico, di anticipare al 2007 l'utilizzo delle aliquote massime previste dalla Finanziaria Nazionale per il 2008, non convince la Cisl e il suo segretario generale Maurizio Spina, non soltanto sul piano della legittimità, ma «soprattutto» sul versante della sottovalutazione degli effetti che questa può produrre sul versante politico ed economico regionale.
E si parla quindi di restrizione dei consumi che determina e del clima che genera e per gli effetti sulle piccole imprese gravate di ulteriore peso fiscale in una fase che richiede ben altre decisioni.

«L'unica soluzione per risanare il bilancio regionale», spiega Spina, «di 125 milioni euro previsti per il 2007, non può essere l'ulteriore inasprimento della pressione fiscale, oltre quella già gravemente imposta per il ripianamento del debito della sanità». Solo per quest'ultimo si interverrà prelevando dalle tasche degli abruzzesi 139 milioni di euro annui dal 2005 fino al 2009, così come previsto dal piano di rientro dal debito sanitario presentato al Governo.
«Con un livello di indebitamento della Regione che ha raggiunto 2 miliardi e 800 milioni di euro», continua il segretario Cisl, «diventa ineludibile porsi il problema di quale futuro l'Abruzzo intende costruirsi».
E la situazione sarebbe drammatica, secondo il rappresentante sindacale anche perché «in questi ultimi anni il Governo regionale ha sottovalutato le responsabilità e i doveri derivanti dalla modifica dell'articolo quinto della Costituzione che richiede un federalismo attento, solidale e responsabile».
Si è continuato a governare «attraverso il ricorso all'indebitamento senza affrontarne le cause, moltiplicando i soggetti intermediari, allentando i controlli, allargando l'intervento della politica nella gestione, e oggi i nodi vengono al pettine».
Il nuovo piano di sviluppo regionale e le risorse che deriveranno dai fondi strutturali europei per il 2007-2013 dovranno diventare, secondo la Cisl, «l'occasione di scelte fondamentali per il rilancio dell'economia regionale, a partire dalle innovazioni, dalla ricerca, dalla logistica e dalle grandi infrastrutture».
Decisioni forti vanno assunte sulla sanità, sul riordino degli enti strumentali, sui trasporti.

LA REAZIONE DELLA CONFCOMMERCIO

Abruzzo Confcommercio ha inviato al presidente della Giunta Regionale, Ottaviano Del Turco, ed all'assessore Regionale al Bilancio una nuova lettera per ribadire le conseguenze di eventuali aumenti di imposte regionali sulle piccole e medie imprese e sulle famiglie abruzzesi.
«Così si rischia solo di far chiudere i battenti a molte piccole e medie imprese», sostiene l'associazione di categoria, «che non riescono più a sopportare una pressione fiscale così alta». Da diversi anni che Abruzzo Confcommercio sta gettando un grido di allarme «sull'incidenza esorbitante e progressiva della spesa "Sanitaria" nel bilancio regionale ottenendo, a parole, consensi in ogni sede di confronto con gli Organi Regionali ma, in pratica, senza riuscire ad incidere sulla situazione. Una tale situazione sta ostacolando ed ostacolerà sempre più in futuro lo sviluppo nella nostra Regione, con effetti negativi non solo sull'occupazione, ma sulle stesse spese correnti e sociali che nel tempo sono state privilegiate».

30/11/2006 14.46