Rapagnà: «La commissione antimafia venga subito in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’inchiesta sulla Fira, quella della presunta corruzione di Montesilvano, i debiti della sanità, i maxi investimenti nella nostra regione tra mega strutture, vecchi e nuovi centri commerciali, gestione dei rifiuti, un fiume di denaro ingente in una piccola e “tranquilla” regione come la nostra. Da una parte inchieste giudiziarie con accuse gravi di truffe e utilizzo improprio di fondi pubblici che chiamano direttamente in causa la classe politica, dall’altra, aspetti oscuri della vita della regione che potrebbero attirare l’attenzione della criminalità organizzata dalle molteplici facce.
C'è da preoccuparsi? La nostra regione sta cambiando? Nel silenzio c'è forse qualcosa che si sta radicando di cui dobbiamo avere paura e fermare a tutti i costi?
Domande che per ora non possono avere una risposta ma che l'ex deputato Pio Rapagnà, esponente della Lista Civica “Città per Vivere” di Roseto, Mia Casa e Solidarietà e Giustizia, vuole conoscere a tutti i costi anche con la richiesta ufficiale di un sopralluogo della commissione parlamentare antimafia in Abruzzo.
Intanto, domenica 3 dicembre 2006 prossimo, alle ore 11.00 in Piazza della Libertà di Roseto degli Abruzzi, si terrà una Manifestazione Pubblica di informazione politica ed amministrativa all'interno della quale verranno illustrate le motivazioni e le modalità della richiesta di un nuovo sopralluogo in Abruzzo, dopo quella precedentemente effettuata – sotto l'allora Presidenza dell'On. Luciano Violante - nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 ottobre 1993 - della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa e similare.
La richiesta sarà avanzata ufficialmente nei prossimi giorni dall'ex deputato Pio Rapagnà all'attuale Presidente della medesima Commissione, On. Francesco Forgione, recentemente ricostituita in base alla Legge n. 277 del 27 ottobre 2006.

«Il primo e l'ultimo sopralluogo della Commissione antimafia in Abruzzo si è avuta, su mia richiesta in qualità di Parlamentare abruzzese all'allora Presidente On. Luciano Violante che la accolse, nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 ottobre 1993», spiega rapagnà, «la delegazione della Commissione era composta dal Vice-Presidente Se. Paolo Cabras, dai Deputati Antonio Bargone, Romano Ferrauto e Romeo Ricciuti (ambedue abruzzesi) e dai Senatori Maurizio Calvi e Carlo Smuraglia la cui relazione venne approvata dalla Commissione plenaria il 13 gennaio 1994 e presentata alle Presidenze di Camera e Senato il 18 gennaio successivo. Della Commissione erano componenti anche i Deputati Ayala, Alfredo Galasso, Imposimato e Marco Taradash da me tutti personalmente sollecitati a sostenere la richiesta di sopralluogo specialmente dopo il “sorprendente” rifiuto, da parte della maggioranza dell'allora Consiglio Regionale d'Abruzzo, di accogliere la medesima proposta avanzata dal Gruppo Consiliare del PDS ed in particolare dal Consigliere Prof. Sergio Turone, dopo la drammatica vicenda dell'arresto dell'intera Giunta Regionale del 1992 e di altre clamorose inchieste e numerosi arresti di personaggi politici eccellenti».
«E' superfluo rilevare», spiega ancora Rapagnà, «che di tutte le osservazioni presenti nella relazione finale riguardante l'Abruzzo, nessuno tenne conto né per l'immediato e nemmeno negli anni successivi, salvo il sottoscritto e il compianto e dimenticato Prof. Sergio Turone (successivamente ambedue passati “inutilmente” con il Movimento La Rete di Leoluca Orlando e Victor Matteucci responsabile per l'Abruzzo), mentre continui e inascoltati restavano gli allarmi e le denunce pubbliche dell'allora Procuratore della Repubblica di Pescara Di Nicola, tanto da arrivare oggi alle vicende “allora previste e anticipate” che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, come se nessuno sapesse niente e di nulla si fosse accorto».

30/11/2006 14.30


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