Adis: «Tecnologia, oculatezza e professionalità per la difesa del suolo»

Alessandro Biancardi

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Adis: «Tecnologia, oculatezza e professionalità per la difesa del suolo»
ABRUZZO. «I dissesti idrogeologici hanno evidenziato negli ultimi anni l’esigenza e l’importanza sociale ed economica di strategie efficaci per la prevenzione di emergenze ambientali e territoriali, tanto che la difesa del suolo è oggi considerata dal Governo una “grande opera” prioritaria per il Paese». Con queste premesse nasce la Tavola Rotonda dell’A.Di.S. che pone l’attenzione sulla difesa del suolo in Abruzzo, intesa come strategia complessiva rivolta non solo alla protezione del territorio, ma anche al mantenimento in loco della popolazione ed all'incremento delle attività produttive. IL NOSTRO APPROFONDIMENTO
L'evento si svolgerà il 1 dicembre nella sala convegni dell'aeroporto.

«Per ottimizzare gli investimenti sulla sicurezza ambientale», spiega il presidente nazionale Carlo Frutti, «è prioritaria la crescita di professionalità e di figure specificatamente formate, sia tra i progettisti, liberi professionisti e di enti pubblici, che tra i tecnici e gli operatori delle imprese, per l'attuazione di misure di prevenzione e mitigazione dei danni, sempre attenti a coniugare le risorse disponibili con le esigenze di tutela ambientale e la sicurezza dei cittadini.
Occorrono competenza e qualità, che, in un campo relativamente nuovo e complesso come quello in esame, si ottengono con una attenta e qualificata formazione, un costante aggiornamento, nelle università, tra i progettisti, negli enti, nelle imprese, anche avvalendosi
delle esperienze maturate sul territorio e nei vari ambiti della ricerca, professionali ed aziendali».
L' A.Di.S. ritiene che vadano privilegiate le professionalità locali, ma ciò non può avvenire a scapito della qualità dei progetti e dell'efficacia degli interventi, principi inderogabili ai quali soprattutto la pubblica amministrazione, dalla Regione al piccolo Comune, dovrebbero sempre ispirarsi anche individuando nella qualità e nella formazione specifici percorsi premianti nelle scelte progettuali ed esecutive, nonché potenziando lo studio del territorio, il censimento e lo stato delle opere realizzate negli anni, le azioni e gli strumenti di monitoraggio e di manutenzione delle opere.
«Non è importante solo l'aspetto quantitativo dei fondi erogati e delle opere realizzate», continua Frutti, «ma sono fondamentali “il dove” e “il come” ed aggiungerei “il quando” si fanno determinati interventi. Questa consapevolezza deve crescere tra gli amministratori ed i professionisti, ma soprattutto, nelle popolazioni locali, tra la gente, tra i cittadini elettori anche grazie ad una informazione sempre più diffusa e corretta, sostenuta dall'attenzione costante e meno sensazionalistica della Stampa, dal dibattito civico, dalle associazioni e dagli educatori; si operi tutti insieme affinché cresca la coscienza e l'impegno per la tutela del territorio, e che in essa la difesa del suolo, costituisca l'investimento più significativo al quale chiamare la pubblica amministrazione, individuando le vere esigenze, gli interventi indispensabili e preventivi, ma rifuggendo da sterili egoismi e campanilismi.
In alcuni casi sarebbe doveroso ripensare ad opere costruite in passato, spesso per mere scelte geopolitiche, che si sono rivelate inutili, inidonee, inopportune, se non peggio dannose, di scarsa durabilità, costose nella realizzazione e nella manutenzione».
Una recente ricerca nazionale sull'attenzione delle amministrazioni locali al problema della difesa del suolo e sulla qualità degli interventi pone in fondo alla classifica Abruzzo, Calabria e Sardegna; i Comuni non sembrano ancora pienamente attivi per rendere meno fragile il
territorio, anche se tanti esempi positivi e coraggiosi, soprattutto nelle opere di prevenzione, dimostrano come una gestione diversa sia possibile e lungimirante.
L'A.Di.S. ha chiesto agli amministratori ed ai tecnici pubblici, ai rappresentanti del mondo delle professioni, alle imprese ed alle aziende, all'Università di aderire alla iniziativa con lo spirito di chi vuole ascoltare e dare seriamente il proprio contributo per individuare e
condividere le linee strategiche e le azioni necessarie da mettere in campo per affrontare, sinergicamente, le questioni che attengono alle criticità ed alle vere priorità del “sistema territorio” regionale.
L'adesione è stata quasi unanime.

28/11/2006 7.53