Parco Gran Sasso-Laga: «una flora da primato europeo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Completata dal Centro floristico la banca dati della flora vascolare: tra tutti i parchi europei quello del gran sasso custodisce la maggiore quantità di piante. E’ stato annunciato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Barisciano, dal Presidente Mazzitti e dal direttore del Centro Floristico dell’Appennino, Fabio Conti: il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga è in assoluto il Parco europeo con la maggiore biodiversità vegetale.
La scoperta è il risultato di un complesso lavoro di raccolta e schedatura di dati svolto, nell'arco di tre anni, dai botanici del Centro Floristico, struttura dell'Ente Parco gestita in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino, e reso possibile dal finanziamento da parte della Regione Abruzzo di un progetto di realizzazione di una grande banca dati della flora abruzzese.
Per quanto riguarda il territorio del Parco sono state censite 2364 piante: dalle più arcaiche, le felci, alle più evolute, le orchidee. E' un numero che desta meraviglia fra gli addetti ai lavori, consapevoli di quanto sia elevato per un territorio relativamente ristretto come quello del Parco, se confrontato peraltro con quello dei dati relativi all'intero territorio regionale, il quale conta 3432 piante note e con quello italiano che ne conta 7600: dai confronti si comprende che la flora del Parco costituisca ben un terzo di quella nazionale. Anche nel paragone con i parchi italiani più estesi il divario è enorme: quelli del Cilento e del Gargano possiedono rispettivamente meno di 2000 entità, solo 1000 ne detiene il Parco delle Dolomiti Bellunesi.

Nel corso dell'imponente lavoro condotto dall'équipe del prof. Conti, sono stati raccolti e schedati circa 20.000 record bibliografici e 10.000 campioni di erbario, che hanno fatto emergere anche dei nuovi ritrovamenti per l'Abruzzo, il Lazio e le Marche, ovvero relativi a specie finora sconosciute per l'Italia o addirittura in assoluto per la scienza, endemiche e rarissime come una ginestra che vive solo al Passo delle Capannelle e una pinguicola, piccola pianta carnivora di ambienti umidi che vive sul Gran Sasso.

«Una flora da primato dunque – come sottolinea con soddisfazione il Presidente dell'Ente Parco, Walter Mazzitti - che si aggiunge alle tante eccellenze espresse in diversi campi dall'area protetta. Grazie al lavoro qualificato e costante del Centro Floristico dell'Appennino, è stato possibile assicurare un lavoro scientifico di grande rilevanza per la regione Abruzzo e per il Parco. Un ulteriore finanziamento del GAL Arca Abruzzo permetterà di portare avanti ed intensificare l'esplorazione di quelle aree del Parco - e non sono poche - che risultano a tutt'oggi poco conosciute dal punto di vista della flora.»


27/11/2006 14.24