Abruzzo: 4.389 incidenti stradali e 128 morti nel 2005

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La maglia nera spetta a Teramo che ha fatto registrare, secondo i dati dell'indagine Istat, 37 morti. A Pescara, invece, si sono registrati nel corso dello scorso anno, il numero maggiore di sinistri: ben 1.329.

ABRUZZO. La maglia nera spetta a Teramo che ha fatto registrare, secondo i dati dell'indagine Istat, 37 morti. A Pescara, invece, si sono registrati nel corso dello scorso anno, il numero maggiore di sinistri: ben 1.329.



Nel 2005 in Abruzzo ci sono stati 4.389 incidenti stradali che hanno causato 128 morti e ben 6.661 i feriti. Numeri impressionanti a cui hanno contribuito soprattutto le città di Pescara e Teramo.
Al capoluogo adriatico, infatti, spetta il record regionale di incidenti su strada, con ben 1.329 sinistri, 1.783 feriti e 35 morti.
Seconda, nella triste classifica, Teramo che sebbene faccia registrare un numero inferiore di scontri tra veicoli, 1.182, regitra più feriti (1872) e più decessi 37.
Seguono Chieti con 992 scontri, 30 morti e 1.629 feriti e L'Aquila con 886 incidenti, 26 morti e 1.377 feriti.


IN ITALIA 617 INCIDENTI AL GIORNO

Nel complesso, nell'anno 2005 sono stati rilevati in tutta Italia 225.078 incidenti, che hanno causato il decesso di 5.426 persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità. Rispetto al 2004 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,8%), del numero dei morti (-4,7%) e del numero dei feriti (-2,7%), attribuibile anche in parte all'entrata in vigore della patente a punti e alle nuove regole in tema di codice della strada.
Nel complesso i dati dell'indagine Istat fanno emergere una costante riduzione della gravità degli incidenti, evidenziata dall'indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti) che si attesta al 2,4% del 2005 contro il 4,4% del 1991 e dall'indice di gravità che passa da 3,0 a 1,7 decessi ogni 100 infortunati

DOVE AVVENGONO GLI INCIDENTI

Le città si confermano i luoghi dove si riscontrano la maggior parte di incidenti e di feriti: nel 2005 sulle strade urbane se ne sono verificati 172.422 (il 76,6% del totale) che hanno causato 228.109 feriti (pari al 72,7% sul totale). Il numero dei morti sulle strade urbane è pari al 44,5% (2.417 in valore assoluto).






I MESI A RISCHIO

Il mese in cui si verifica il maggior numero di incidenti stradali è maggio (22.562 in valore assoluto) mentre giugno risulta essere il mese con la media giornaliera più alta (735). Febbraio costituisce, invece, il mese con il più basso numero di incidenti in valore assoluto (14.905) mentre gennaio è il mese avente la media giornaliera più bassa (503).
Per quanto riguarda il numero di morti, luglio costituisce il mese in cui tale valore risulta massimo: 603 in valore assoluto e 19 in media giornaliera. Analogamente, il valore più basso si colloca in corrispondenza del mese di febbraio in cui si registrano 357 morti per incidente stradale pari a circa 12 decessi al giorno.
Il tasso di mortalità più elevato si registra nel mese di agosto, probabilmente a causa del maggior tasso di affluenza dei veicoli in occasione degli esodi estivi.

LA DOMENICA RECORD DI INCIDENTI MORTALI

L'analisi dei dati effettuata per giorno della settimana evidenzia che venerdì è il giorno dove si concentrano il maggior numero di incidenti: 34.918, pari al 15,5% del totale. La frequenza più elevata di morti si osserva la domenica (1.014 decessi pari al 18,7%), mentre è il sabato il giorno in cui si registra il valore massimo dei feriti (48.871 pari al 15,6%).
L'indice di mortalità per giorno della settimana presenta il valore massimo (3,8%) la domenica mentre scende al 2,0% dal martedì al giovedì.




LA NOTTE: MENO INCIDENTI, MA PIÙ PERICOLOSI

E' la notte il momento in cui gli incidenti presentano il più elevato tasso di mortalità, anche se il numero di sinistri è più basso. In questo arco temporale, l'indice di mortalità registra il valore massimo intorno alle ore 5 del mattino (6 morti ogni 100 incidenti).
Nel 2005 nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6 si sono verificati 35.098 incidenti stradali che hanno causato il decesso di 1.529 persone (pari al 28,2% dei morti totali) e il ferimento di altre 54.873.
Gli incidenti del venerdì e sabato notte sono pari al 44,3% del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 45,0% e il 47,1%. Gli incidenti notturni rilevati negli altri giorni della settimana (fatta eccezione quindi per il venerdì e il sabato notte) costituiscono complessivamente il 55,7% di tutti gli incidenti della notte.
L'indice di mortalità degli incidenti avvenuti durante la notte è pari al 4,4% contro il 2,4% della media nazionale. Tale indice assume valore massimo in corrispondenza del venerdì notte (4,7%).

COME E PERCHÉ AVVENGONO GLI INCIDENTI

La maggior parte degli incidenti stradali è rappresentata da uno scontro tra due o più veicoli (76,7%); soltanto il 23,3% degli incidenti avviene tra veicoli isolati.
Nell'ambito degli incidenti tra veicoli la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (79.706 casi) con 1.388 morti e 113.257 feriti seguita dal tamponamento che registra 42.435 casi con 526 morti e 67.685 persone ferite.
Tra gli incidenti a veicoli isolati la fuoriuscita o sbandamento del veicolo rappresenta la maggior parte dei casi (21.637 incidenti) con 1.061 morti e 27.191 feriti.
Nell'ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata costituiscono da sole il 50% dei casi.
Lo stato psico-fisico alterato, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (2%), va segnalato per la gravità degli eventi ed il fatto che essi coinvolgono di più i giovani. Le cause principali che rientrano in tale categoria sono: l'ebbrezza da alcool (4.107 casi pari al 70% della categoria), il malore improvviso, l'ingestione di sostanze stupefacenti o psicotrope ed il sonno che con 1.551 casi pesano per il 26%.
Soltanto in 766 casi, che pesano per lo 0,3% sul totale, sono stati difetti o avarie del veicolo ad aver causato gli incidenti.




LE PERSONE COINVOLTE

Il 67,0% dei morti ed il 70,8% dei feriti a seguito di incidente stradale è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti, i passeggeri trasportati rappresentano il 20,0% dei morti ed il 23,2% dei feriti ed i pedoni, che costituiscono un'utenza debole della strada, risultano appena il 6,1% dei feriti ma ben il 13,0% dei morti.
Le differenze tra i livelli di rischio per le diverse categorie di utenti emergono più chiaramente dal rapporto tra numero di morti ed infortunati totali: nel 2005 ogni 100 conducenti infortunati si sono registrati circa 1,7 morti; tale rapporto si riduce a 1,5 per i trasportati, ma sale a 3,7 per i pedoni.

DAI 20 AI 39 LE PERSONE PIU' COLPITE

I conducenti morti a seguito di incidente stradale presentano il valore massimo in corrispondenza della fascia di età compresa tra 25 e 29 anni (504 decessi in valore assoluto), seguiti dalla fascia di età 30-34 anni (401 morti) e dalla fascia 21-24 anni (371 morti). Per quanto riguarda i conducenti rimasti feriti le fasce di età più colpite risultano quelle di 25-29 anni (31.859 feriti in valore assoluto), di 30-34 anni (30.952 feriti) e quella di 35-39 anni (25.572 conducenti feriti).

Anche per i trasportati infortunati le classi di età che presentano i valori massimi in termini assoluti corrispondono alla fascia 21-24 anni per i morti e alla fascia 25-29 anni per i feriti.
Come accennato, il pedone è certamente l'entità più debole fra le persone coinvolte. Il rischio di infortunio causato da investimento stradale è particolarmente alto per la popolazione anziana: la fascia di età compresa tra 75 e 79 anni presenta il valore massimo in termini assoluti per quanto riguarda i morti (91) e la fascia di età compresa tra 70 e 74 anni per i feriti (1.315).
Nel complesso, la fascia più colpita dalle conseguenze degli incidenti stradali è quella tra i 25 e i 29 anni, con 637 morti e 41.230 feriti.

27/11/2006 13.39