Il riordino della sanità ed il malumore dei cittadini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Equilibrio territoriale e regole per offrire risposte adeguate a tutti i cittadini della Regione». Questo il monito ribadito dall'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, che è intervenuto sabato mattina, durante la giornata conclusiva del Convegno Internazionale "Salute e Disuguaglianze Sociali", nell'Auditorium "Petruzzi" del Museo delle Genti d'Abruzzo, a Pescara.
E' stata una tre giorni di lavori, organizzata dall'Ais (Sezione Sociologica della Salute e della medicina), che ad un anno dalla sua costituzione, ha inteso affrontare un tema emergente e trasversale sul quale i sociologi chiamano a confronto chi si occupa di disuguaglianze sanitarie, sulla base di prospettive disciplinari, differenti ma limitrofe.
Proprio poche ore prima in diretta su Rai Tre andava in onda uno dei più grossi paradossi della recente riforma sanitaria della Regione.
Una donna di Arsita è stata costretta a rivolgersi alla trasmissione “Mi manda Rai Tre” per denunciare i gravi problemi nel recarsi ogni giorno al più vicino ospedale (80 km) per cure obbligatorie quotidiane di insulina.
Altri grossi disagi riguardano moltissimi altri farmaci che non si trovano più nelle farmacie creando numerosi disagi soprattutto alle popolazioni dell'entroterra e dei piccoli comuni.
L'assessore Mazzocca è intervenuto promettendo la risoluzione del problema con la distribuzione di alcuni farmaci salvavita per canali alternativi. Il ritardo dell'accordo con Federfarma è però dovuto a questioni di costi.

DI STEFANO (AN) BACCHETTA

«L'assessore Mazzocca è stato chiamato a difendere la famigerata delibera n. 1086/2006 sulla distribuzione di alcune tipologie di farmaci direttamente nelle strutture ospedaliere. A questo punto – auspica il Consigliere di AN – visto che non erano bastate le polemiche e le richieste di revisione della delibera avanzate da Federfarma e da molti amministratori regionali e locali, speriamo che almeno la partecipazione al programma di Andrea Vianello serva ad indurre Mazzocca ad un ripensamento sulla scelta effettuata».
«Che la spesa farmaceutica vada calmierata – dichiara Di Stefano – è certamente un'esigenza della sanità abruzzese, ma è altrettanto evidente che le misure adottate sino ad ora dal governo regionale appaiono del tutto inefficaci. Ma soprattutto – sostiene Di Stefano – non si può perdere il senso sociale della sanità: se sacrifici vanno fatti è giusto che a farsene carico non siano le categorie più deboli quali anziani, malati cronici e residenti delle aree interne, come accade oggi in Abruzzo.
Penso piuttosto – conclude Di Stefano – che altre siano le spese da tagliare: a cominciare dalle consulenze, dagli incarichi e dai contratti a progetto elargiti a piene mani dall'attuale Giunta».

IL RIEQUILIBRIO SOCIOSANITARIO DEL TERRITORIO

«Il nostro obiettivo», ha spiegato l'Assessore, «è di riequilibrare il territorio abruzzese che, per le sue caratteristiche (esistono, ad esempio, centinaia di comuni "emarginati" )ha subito e subisce disservizi. E' fondamentale fissare delle regole, in un sistema, quello abruzzese, in cui la regola è la "non regola". Una sorta di far west, a cui dobbiamo dare uno stop. E' in questa direzione che ci stiamo muovendo», ha concluso l'assessore Mazzocca, «per offrire, alle domande di salute di tutti i cittadini abruzzesi, la medesima risposta».

L'INTERVENTO SUL SOCIALE: «C'E' ANCORA UNO STATO DI POVERTA' INCREDIBILE»

«Le disuguaglianze sociali, e quindi anche di salute, per quanto siano un tema di grande attualità, rappresentano una problematica che è sempre esistita. Ed è da tempo che si parla di integrazione socio-sanitaria. Ma le parole non bastano. Per noi integrazione socio-sanitaria, significa azioni a tappeto sul territorio regionale per combattere le inaccettabili disuguaglianze sociali e nello stato di salute tra differenti gruppi sociali».
Lo ha detto l'assessore alle Politiche Sociali, Betty Mura, che dopo l'intervento dell'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha preso parola al Tavolo di lavoro dell'Auditorium "Petruzzi".
«C'è ancora uno stato di povertà che è spaventoso», ha proseguito Mura, «ed è inconcepibile continuare a far finta di nulla, quando a pagarne le spese, a prezzi, troppe volte, molto cari, sono degli esseri umani. Ed è proprio dalla persona che noi partiamo», ha spiegato, «dalla sua storia, dalle sue condizioni di vita odierne, dal suo contesto sociale e dalle sue esigenze, per mettere in piedi un piano di intervento che risulti vincente».
Mura ha poi insistito sul concetto che la malattia non significa solo ospedale, ma come il soggetto può vivere il suo stato di salute.
«Per questo, nel nostro programma di lavoro», ha proseguito, «si punta anche dare massima attenzione e tutela a quelle figure che si occupano della cura dei malati. Questo convegno è utile al nostro lavoro, perchè si pone l'obiettivo di fornire stimoli per l'evoluzione della ricerca futura sul tema, cercando di approfondire e migliorare la qualità degli studi svolti finora e la loro effettiva spendibilità in termini di nuove e più efficaci strategie. Non è un compito semplice, quello che abbiamo iniziato a compiere», ha concluso l'Assessore, «ma è la nostra grande scommessa».

27/11/2006 8.58