Una trattenuta sugli incassi delle telefonate per aiutare i piccoli comuni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'obiettivo è aiutare le aree interne e di piccoli comuni che soffrono mali in grado di farli sparire pe rsempre. Ma le casse sono sempre più vuote, i finanziamenti che lo Stato gira loro sempre di meno mentre vengono tagliati servizi essenziali (trasporto scolastico, asili nido, farmacie, sportelli postali…)
Una proposta nuova continua a riscuotere consensi, è quella dell'assessore della Provincia dell'Aquila alla Montagna e alle Aree Interne, Celso Cioni, relativa all'assegnazione di una quota degli introiti delle società di telefonia mobile allo sviluppo delle zone interne.
Presentata nel corso degli Stati Generali della Montagna, svoltisi a Torino nei giorni scorsi, la proposta è stata sposata a pieno da Enrico Borghi, Presidente nazionale dell'Uncem, da Bruna Sibille, assessore regionale alla Montagna e alle Foreste del Piemonte, da Domenico Cavaretta, direttore dell'Ufficio per la Montagna della Regione Siciliana, da Rossana Interlandi, assessore al Territorio e all'Ambiente della Regione Siciliana, come ha riferito lo stesso Cioni.
La proposta dell'assessore provinciale, che ha lanciato l'idea di riservare una quota delle tariffe incassate dalle aziende di telefonia mobile ai piccoli comuni delle zone interne, nasce dalla considerazione che le stesse installano nei territori montani le loro antenne, spesso ad alto impatto ambientale, esponendo ai rischi nocivi i residenti, senza alcun risarcimento.
«La trattenuta sul traffico telefonico si tradurrebbe in risorse finanziarie per tanti comuni montani a rischio di spopolamento. Di tutto questo, ma non solo- ha commentato l'assessore Cioni- parleremo anche nel corso della Settimana provinciale della Montagna, che si svolgerà a L'Aquila, nel mese di dicembre. L'iniziativa ha già ottenuto il Patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero della Pubblica Istruzione».

23/11/2006 8.50