Cigl, Cisl, Uil promuovono Finanziaria Prodi, bocciano quella di Del Turco

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Due provvedimenti fondamentali sono in discussione in questi giorni, la Finanziaria Nazionale, già approvata in prima lettura dalla Camera dei Deputati, e quella Regionale, in fase di elaborazione. Se i sindacati intravedono qualcosa di positivo in quella del governo Prodi, esprimono forte scetticismo per quella tutta abruzzese: tempi poco chiari e rischio di nuove tasse per i cittadini della regione»
La Finanziaria Nazionale è valutata abbastanza positivamente da Cgil, Cisl e Uil, «in quanto, oltre al risanamento finanziario, mostra segnali positivi verso una maggiore equità sociale e lo sviluppo produttivo». Va un po' peggio per la Finanziaria Regionale : «esprimiamo forte preoccupazione», sottolineano i sindacati, « in quanto nella stessa mancano ancora programmi chiari su come affrontare questioni rilevanti quali il rientro dal debito e un piano di azioni concrete per gli investimenti e le politiche di sostegno allo sviluppo».
Per la Finanziari al vaglio in queste settimane dal Governo Nazionale Cgil, Cisl e Uil «non possono non evidenziare anche alcuni aspetti critici, quali l'aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti dello 0,30, il permanere della differenza di trattamento fiscale tra lavoratori e pensionati, la dimenticanza degli incapienti, la possibilità per gli enti locali di aumentare le addizionali Irpef e la tassa ICI, l'ambigua risposta al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici».
C'è il rischio, secondo i sindacati «che l'aumento della tassazione locale comprometta, specie nel nostro Abruzzo, la ripresa dello sviluppo e penalizzi le fasce più deboli della società».
«Insoddisfacente appare», inoltre, «la norma per la stabilizzazione degli oltre 300.000 precari della pubblica amministrazione».

«NUOVE TASSE REGIONALI?»

Anche alla luce delle novità fiscali previste dalla Finanziaria Nazionale i sindacati abruzzesi si oppongono alla istituzione di nuove tasse regionali, compresa la tassa di scopo.
Uno dei settori più controversi resta quello della Sanità: «Contestiamo alla Regione la mancanza di un progetto di sviluppo della sanità abruzzese. Fissati i tagli delle spese, dei posti letto ospedalieri e l'aumento dell'Irap e dell'addizionale Irpef per il risanamento dal deficit, mancano ancora la quantità e la tempistica con cui verranno dirottate le risorse dall'ospedale al territorio, prefigurando la vecchia politica dei due tempi tra risanamento e tagli e riforme ed investimenti».
Altro aspetto negativo è la mancanza di un progetto chiaro di riforma dell'Ente Regione, della struttura burocratica e degli Enti strumentali.
«Rilanciamo la sfida», dichiarano i segretari sindacali, «la sfida al Governo regionale dichiarando la propria disponibilità a confrontarsi per trovare soluzioni concertate ai tanti problemi che attanagliano la società abruzzese, dichiarandosi comunque chiaramente insoddisfatti dell'attuale metodica di concertazione, considerata dai governanti più formale che sostanziale».
Per fare il punto su questi argomenti Cgil, Cisl e Uil hanno convocato un Attivo Regionale per giovedì 23 novembre 2006, alle ore 9,30, presso l'Hotel Serena Majestic di Monetsilvano (PE).

22/11/2006 10.46