Emma Bonino:«Le nostre imprese devono consorziarsi per primeggiare»

Alessandro Biancardi

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SILVI MARINA. «L'Italia può mordere il mondo e può avere un ruolo primario nelle esportazioni». Lo ha detto il ministro del Commercio internazionale e per le politiche europee, Emma Bonino sabato a Silvi Marina al convegno “L'Abruzzo ed i mercati emergenti. Verso India 2007”.
Si è parlato di economia e dei problemi delle piccole e medie imprese e sulle strategie che l'imprenditoria, insieme alla pubblica amministrazione, possono e devono concretizzare per riuscire a «prendere il treno per l'India», il nuovo gigante economico che sta esplodendo anche nei mercati occidentali.
Il ministro Bonino intervenendo sulla questione dei rapporti commerciali con i paesi asiatici, ha affermato che «i nostri prodotti sono amati da tutti, ma nonostante questo, non riusciamo ad esportarli». Un paradosso, ad esempio, è rappresentato dal fatto che in Cina «si consuma più caffè che the, solo che il caffè non viene dall'Italia, bensì da una catena americana».
Stesso discorso per la pizza e per altri prodotti rigorosamente “made in Italy”.
Si tratta, dunque, di non perdere tempo?
«Sì – ha risposto la Bonino a PrimaDaNoi.it – soprattutto perché di tempo, finora, ne abbiamo già sprecato fin troppo. Dobbiamo agire in una direzione che ci consenta di operare al meglio, e il prima possibile».
Le Pmi, da tempo conducono la propria battaglia contro il “mostro” della Grande distribuzione, ma secondo la Bonino è opportuno consorziarsi perché solo con la sinergia a livello di servizi sia logistici che promozionali si può essere realmente competitivi, specie considerando che il tessuto produttivo italiano è una realtà differente da quella degli altri paesi.
Emma Bonino ha invitato, dunque, a “mordere” il mondo, lasciando intendere che il nostro Paese deve e può reagire ad una situazione non troppo positiva – verrebbe da dire, del “vorrei ma non faccio” – rafforzando la propria presenza sui mercati internazionali. D'altronde, a ben vedere, la qualità non ci manca di certo.
Questo discorso vale anche per Cina e India: queste nazioni, secondo il ministro, non devono rappresentare solo una minaccia (va ricordato che di recente c'era chi voleva chiedere addirittura un blocco delle importazioni cinesi), ma anche – perché no – una risorsa, cercando un dialogo con loro e puntando altresì ad una radicalizzazione sul territorio estero.
Dunque, sostiene la Bonino, «la parola d'ordine è “internazionalizzazione”».
In conclusione, Emma Bonino ha anche parlato, sollecitata dai giornalisti, dell'attenzione che la finanziaria riserverà alle piccole e medie imprese: in sostanza, «bisognerà lavorare in maniera tale che l'arretratezza delle nostre infrastrutture e la complessità di certa burocrazia vengano in qualche modo risolte, per permettere all'Italia di diventare un luogo strategico, dove possa essere interessante investire».

Massimo Giuliano 20/11/2006 7.47