Del Turco: «C’è un Abruzzo della legalità ed io incarno il rinnovamento»

Alessandro Biancardi

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Del Turco: «C’è un Abruzzo della legalità ed io incarno il rinnovamento»
ABRUZZO. Cosa sta succedendo in Abruzzo? Le ultime indagini sulla Fira, la presunta corruzione a Montesilvano dipingono un quadro poco confortante della vita pubblica della nostra regione. O forse la domanda più giusta sarebbe: cosa non è successo dal 1992 (anno dell’arresto della giunta regionale, di mani pulite e della Prima repubblica?) ad oggi?
La politica stessa come sempre si interroga e si dà risposte alternando pareri e mezze verità.
Secondo il movimento Sfl.Innovazione europea di Lorenzo Valloreja «la tempesta che sta colpendo il mondo della politica regionale e non è lontana dal placarsi, non siamo che agli inizi. Il mondo dell'informazione sbigottita si chiede come si possa essere giunti a questo livello di malaffare nella pubblica amministrazione, ma si sa quando le istituzioni, compreso i mass media, arrivano a parlare di simili situazioni vuol dire che la misura oramai ha raggiunto il colmo».
Secondo Valloreja «tutti sapevano, ma nessuno osava parlare. Quante volte nei bar o in fila dal dottore avete sentito dire: “questi sono peggio di quelli di prima … se prima ti chiedevano il voto o i prosciutti adesso … questi … vogliono i soldi e ne vogliono tanti assai”, oppure chi di voi non ha mai sentito raccontare dall'amico di persone che per essere assunte devono dare le prime tre mensilità ai loro raccomandanti? E queste storie, queste situazioni le ascoltiamo o peggio le subiamo non da qualche mese o qualche anno, ma già da un decennio. Non posso credere che la magistratura, la polizia o chi per loro non ne sapesse nulla. Se fosse così sarebbe molto grave poiché avremmo dei tutori dell'ordine che vivono su Marte, al di fuori della società che li circonda».
Un ruolo decisivo per Sfl-Innovazione europea lo gioca anche il mondo dei media per cui lo stesso Valloreja si auspica «un nuovo corso del quotidiano Il Centro» che oggi vedrà l'insediamento del nuovo direttore, Luigi Vicinanza.

Ma il presente non è così nero ed il futuro sarà sempre più rosa è il tenore invece del presidente della Regione
Ottaviano Del Turco impegnato a vedere una regione che non è «tutta corrotta» ma c'è una parte buona, che francamente nessuno ha mai messo in dubbio.
«Non accetto l'idea di un Abruzzo in preda a sussulti di illegalità. Oggi mandiamo un segnale politico, culturale, istituzionale e, aggiungo, morale, di grande rilievo. I cittadini devono sapere che c'è anche un Abruzzo che può insegnare al mondo come perseguire la legalità. La strada che vogliamo intraprendere».
Lo ha detto ieri Del Turco durante la visita istituzionale al Centro operativo dell'Agenzia delle Entrate di Pescara, «per tentare di mandare un messaggio di pulizia e di rinnovamento».
Presentando la struttura inaugurata nel 2002 e che, unica in Ialia, si occupa di fiscalità internazionale, il Presidente ha osservato che «qualche mese fa questa visita sarebbe stata considerata mera routine, ma in questi giorni, in cui sembra che l'Abruzzo sia alle prese con sussulti di illegalità, essa appare segno di intelligenza. Da un luogo dove si persegue efficienza - ha insistito Del Turco - si testimonia che c'è un pezzo d'Abruzzo che insegna a perseguire la legalità in tutto il mondo».
Per il Presidente, che ha voluto indirettamente riferirsi alle vicende giudiziarie dell'ultimo periodo, dal momento in cui si vincono le elezioni «non è segno di maturità politica scegliersi i meriti e lasciare ad altri le responsabilità», ma, ha aggiunto, «è un dato che le inchieste sono partire un anno e mezzo fa, e da questo dato desumo che qualcuno ha capito che bisognava accelerare il processo di rinnovamento e di pulizia. C'è una coincidenza tra questo cambiamento e l'inizio del mio mandato».
Secondo Del Turco, «c'era qualcosa che non andava in questa regione, e lo si avvertiva. Ma per i reati penali - ha evidenziato - c'è bisogno di riscontri, e la ricerca scrupolosa dei riscontri è la preoccupazione fondamentale dei Magistrati e delle Forze dell'ordine, ai quali confermiamo tutta la nostra fiducia ed il nostro sostegno».
E solo ora da più voci e per mera opportunità, quando si intravedono nuove elezioni, si ritorna a parlare di “questione morale” un problema già grottesco di suo in un ambiente, quello della vita pubblica, che dovrebbe essere retto sempre e comunque proprio dalla morale, che invece viene puntualmente calpestata con i risultati sotto gli occhi di tutti.

18/11/2006 9.04