C’è la consulta dei piccoli Comuni ma i sindaci disertano

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Convocati a palazzo dell'Emiciclo, i sindaci dei piccoli comuni dell'Aquilano hanno deluso. Era importante, ieri mattina, la riunione della Consulta, voluta dalla Regione, di concerto con la Provincia, per discutere le linee guida del disegno di legge regionale "Iniziative a sostegno dei piccoli comuni". Ma, all'appuntamento, di primi cittadini se ne sono presentati pochi e con le idee, a dire il vero, neanche troppo chiare.
Tanto che l'assessore regionale al Bilancio, Giovanni D'Amico, ha sottolineato come «la capacità consultiva debba essere ben maggiore di quella dimostrata in mattinata alla sede del Consiglio, se si vuole approdare a qualcosa di concreto».
Ogni Provincia abruzzese ha la sua Consulta di piccoli comuni (quelli con meno di 5.000 abitanti).
Ieri, l'assessore D'Amico ha incontrato le rappresentanze di Teramo. In precedenza era stata la volta di quelle di Pescara. Per l'incontro odierno al capoluogo erano attesi i sindaci di 108 Comuni dell'Aquilano.
Ma molti hanno disertato l'invito.
I presenti hanno sollevato problemi sociali, fiscali, sui rifiuti solidi urbani, sul ruolo delle Comunità montane, sull'importanza delle infrastrutture e quant'altro.
Soprattutto è stata evidenziata la necessità di distinguere le problematiche tipiche di comuni con migliaia di abitanti da quelli con poche decine di residenti.
L'assessore D'Amico ha ascoltato le istanze di ognuno, ma, forse, si aspettava suggerimenti più concreti per questa fase di elaborazione della Finanziaria regionale.
«Ciò che dobbiamo cambiare è l'approccio culturale con gli Enti che amministrano - ha esordito, quindi, l'assessore al Bilancio con delega agli Enti locali - Voi sindaci non dovete più presentarvi come creditori delle risorse regionali, ma come co-gestori di esse. L'amministratore non ha più solo funzioni sociali, ma anche funzioni imprenditoriali. Per questo - ha aggiunto D'Amico - la Consulta è importate per disegnare e per costruire il miglior Abruzzo di oggi».
Per l'assessore sarebbe una buona base partire con un fondo di 30-40 milioni di euro da destinare ai piccoli Comuni.
Ma ha suggerito tre forme di investimento: rafforzare le identità locali, rivitalizzare le Comunità montane, realizzare non solo strutture, ma strutture gestite.
A parte, il ruolo principale che devono rivestire le risorse umane. D'Amico ha annunciato che fino a venerdì della prossima settimana accetterà le proposte dei sindaci affinchè si possa passare all'elaborazione di uno strumento programmatico serio e vicino alle esigenze dei cittadini. A coordinare gli interventi dei sindaci è stata la Provincia, rappresentata all'Emiciclo dall'assessore Teresa Nannarone, con delega proprio ai piccoli Comuni.
«La legge che andremo ad elaborare insieme - ha detto - è indispensabile per tutti noi. L'assessore D'Amico sta svolgendo un lavoro di qualità nel metodo e nel merito e mi auguro che il decreto di legge regionale venga approvato in tempi rapidi perchè già nella prossima Finanziaria si possa avere l'adeguata copertura».

18/11/2006 9.27