«60 associazioni di volontariato cancellate dall'Albo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1082

ABRUZZO. Nazario Pagano, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale chiede al presidente Del Turco di intervenire: «è una situazione grottesca»
Oltre sessanta associazioni di volontariato sono state cancellate dall'Albo regionale per non aver rispettato termini di presentazione di documenti. Depennate, cancellate, una via l'altra creando non pochi problemi alle associazioni stesse che di fatto non possono così partecipare più a bandi pubblici, causando anche la decadenza da normative fiscali, con un danno che ne pregiudica completamente l'attività.
«La normativa vigente», insorge Nazario Pagano capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, «non prevede tale sanzione. Mi sembra veramente grottesco che soggetti che andrebbero sostenuti in ogni modo dalle istituzioni, per il loro impegno in favore dei deboli e degli svantaggiati, vengano addirittura perseguite».
Anche Il Presidente del Centro Servizi per il Volontariato di PESCARA Mauro Moretti denuncia quanto accaduto: « Molte, troppe organizzazioni di volontariato sono state cancellate dall'Albo regionale per aver presentato documentazione in ritardo sui tempi stabiliti dall'Ufficio per il volontariato o per altri motivi amministrativi, e sappiamo che molte altre stanno per subire la stessa sorte»
Ma la legge 266 del 1991, approvata proprio per «riconoscere, valorizzare e favorire la crescita del volontariato», non prevedono alcuna sanzione per chi non presenta documentazione, né tanto meno fissano termini di scadenza perentori.
«A questa difficile situazione», spiega ancora Moretti, «si è giunti dopo che, due anni fa, l'ufficio di competenza ha deciso di cambiare politica nei confronti dell'albo assumendo decisioni sempre più "fiscali", come nel caso della cancellazione delle associazioni. Una situazione che non è cambiata neanche dopo che i Centri Servizi per il Volontariato di tutta la regione hanno tentato una mediazione per trovare soluzioni adeguate: l'Ufficio per il volontariato, infatti, è andato dritto per la sua strada, al punto che alcune associazioni escluse hanno deciso di ricorrere al Tar».
Moretti, come Pagano, chiede a Del Turco di intervenire «personalmente affinché venga rivista la situazione di ogni associazione tenendo conto solo di ciò che stabilisce la legge. Le chiediamo, inoltre, che, qualora si ravvisassero lacune normative, esse vengano sanate riscrivendo la legge stessa, mantenendo al centro dell'attenzione sempre e comunque chi, con tanta passione e senza remunerazione né vantaggio alcuno, lavora nel sociale a favore dell'intera collettività».

17/11/2006 12.16