«La Regione è seduta sopra una montagna di fondi non spesi»

Alessandro Biancardi

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  ABRUZZO. La denuncia della Uil: «si faccia un'azione trasparente di ricerca e recupero». Solo nel 2004 a disposizione 4 miliardi di euro che potevano essere spesi ma che non sono stati utilizzati.  

 


ABRUZZO. La denuncia della Uil: «si faccia un'azione trasparente di ricerca e recupero». Solo nel 2004 a disposizione 4 miliardi di euro che potevano essere spesi ma che non sono stati utilizzati.


 


La Regione Abruzzo disporrebbe, secondo Roberto Campo, segretario regionale della Uil, di risorse ordinarie estremamente limitate per politiche di sviluppo, a causa del costo del suo (colossale) debito, della spesa sanitaria, di sprechi ed inefficienze.
Ma allo stesso tempo l'amministrazione regionale disporrebbe di una grande quantità di risorse non spese che il bilancio regionale si trascina dietro e vede lievitare anno dopo anno i residui passivi. In un periodo in cui si parla tanto di carenza di fondi appare tutto come una colossale presa in giro e il segretario Campo sostiene che sia una situazione che non può continuare ancora.

PERCHE' NON SI UTILIZZANO?

«Si racconta negli ambienti della Regione», sostiene il segretario , «che gli assessori non amino troppo i fondi vincolati, che non offrono i margini di discrezionalità delle altre risorse loro assegnate».
Ma forse, vista la grave carestia di questi tempi converrebbe interessarsene: «non possiamo più permetterci il lusso», continua Campo, «di stare seduti sopra un patrimonio di fondi non spesi, aumentare le tasse ai cittadini, lasciare a spasso per mancanza di soldi i ragazzi che chiedono formazione professionale per assolvere all'obbligo formativo, e non porci il problema di rastrellare e impiegare le ingenti risorse che sono sepolte tra i residui passivi».

«OLTRE 5 MILIARDI CHE POTEVANO ESSERE SPESI»

L'economista sulmonese Aldo Ronci, nei suoi lavori sui bilanci della Regione Abruzzo, ha evidenziato nel bilancio di previsione 2005 quasi 1 miliardo e 700 milioni di fondi vincolati, residui passivi perenti (cioè, somme impegnate e non spese che rimangono tali per più di 2 o 3 anni). «Se aggiungiamo a questi fondi vincolati», dichiara Campo, «la massa dei residui passivi accumulati al 31 dicembre 2004 (oltre 2 miliardi e 400 milioni), arriviamo ad un totale di 4 miliardi e 113 milioni di euro di spese che potevano essere fatte per l'Abruzzo e non sono state effettuate.
Nel bilancio di previsione 2006, i fondi vincolati (residui passivi perenti) salgono a oltre 1 miliardo e 706 milioni di euro, pari al 39,4% delle spese totali.
«Anche nel bilancio pluriennale, per il 2007 e il 2008», continua Campo, «si prevedevano importi equivalenti, una rinuncia ad affrontare il problema davvero inaccettabile».
«Nel documento di programmazione finanziaria regionale 2007-2009, però, leggiamo», prosegue il segretario Uil, «un'importante dichiarazione d'intenti: si riconosce la necessità di effettuare un attento monitoraggio di tutte le risorse assegnate nel passato dallo Stato e dalla U.E. Apprezziamo anche la sollecitazione del presidente della Commissione Bilancio della Regione, Angelo Orlando, a recuperare almeno una parte di queste risorse perenti. Nella documentazione fornita finora dall'Assessorato al Bilancio, il problema dei fondi vincolati viene trascurato: ci aspettiamo che già dal prossimo incontro la questione venga messa a fuoco come è doveroso».

IL TRISTE PRIMATO ABRUZZESE

L'Abruzzo ha il primato nazionale di accumulo dei residui passivi, come evidenzia l'indagine sui bilanci di previsione 2006 delle Regioni curata dalla Uil Nazionale. Tolte le uscite per l'attività istituzionale, le spese per lo sviluppo economico, i servizi alla persona, si concentri l'attenzione sulla voce "altri oneri", dove si annidano i fondi vincolati, che vede l'Abruzzo impegnarvi il 42,7% della spesa totale, a fronte di un dato nazionale medio del 12,8%. (Sardegna 36%, Lazio 25,4%, Emilia-Romagna 23,6%, Liguria 16%, Friuli V. G. 13,7%, Bolzano 12,7%, Lombardia 12,5%).

16/11/2006 10.01