L’indagine semestrale di Confindustria Abruzzo: ottimismo a piene mani

Alessandro Biancardi

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  ABRUZZO. L’incremento del Pil nel primo trimestre (+0,6% sui precedenti tre mesi, +1,5% su un anno) e ancor più l’aumento della domanda finale, unitamente alle indicazioni complessivamente favorevoli per il resto dell’anno, segnalano una prospettiva sicuramente favorevole per le principali componenti del nostro sistema economico. L’evoluzione positiva dell’economia trova il suo elemento di traino soprattutto nell’industria, tornata, pur nell’alternarsi di frenate e accelerazioni, su un sentiero sostanzialmente più favorevole di quello attraversato nei quattro anni precedenti.

 


ABRUZZO. L'incremento del Pil nel primo trimestre (+0,6% sui precedenti tre mesi, +1,5% su un anno) e ancor più l'aumento della domanda finale, unitamente alle indicazioni complessivamente favorevoli per il resto dell'anno, segnalano una prospettiva sicuramente favorevole per le principali componenti del nostro sistema economico.
L'evoluzione positiva dell'economia trova il suo elemento di traino soprattutto nell'industria, tornata, pur nell'alternarsi di frenate e accelerazioni, su un sentiero sostanzialmente più favorevole di quello attraversato nei quattro anni precedenti.
Le prospettive a breve dell'attività manifatturiera rimangono favorevoli, ma caratterizzate sempre da una accentuata variabilità.
Sono questi in sintesi i dati emersi questa mattina dalla relazione semestrale sull'industria abruzzese.


L'ANDAMENTO GENERALE DELL'ECONOMIA E DELL'INDUSTRIA ABRUZZESE

L'economia abruzzese, in linea con quanto avviene in Italia, si riavvia lentamente verso una relativa ripresa riacquistando una certa vivacità.
Sul piano congiunturale si evidenzia una inversione di tendenza rispetto allo sfavorevole andamento registrato nel corso dell'ultimo semestre dello scorso anno.
Pur a fronte di tali positivi segnali, però, non si attenua il perpetuarsi di difficili situazioni di crisi nelle aree più problematiche della regione, come la provincia dell'Aquila ed in parte la provincia di Teramo, dove le produzioni dei comparti maturi e quello dei servizi banali, riferiti ai consumi privati, mantengono segnali di rallentamento.
Per l'Industria, comunque, i risultati di consuntivo di questo primo semestre del 2006 segnano una fase di ripresa che, seppure in parte prevista, desta una qualche sorpresa per i buoni risultati conseguiti sia a livello di produzione che a livello di fatturato.
Non sorprende invece l'andamento produttivo dei segmenti legati all'esportazione che manifesta una relativa tenuta sia sul fronte dei livelli produttivi che sul fronte degli ordinativi.

Il miglioramento del clima nell'economia abruzzese, sempre secondo il rapporto di Confindustria, si avverte anche nell'attenuazione di diverse situazioni di incertezza già presenti:
- nel mercato del lavoro, dove è evidente il miglioramento con una disoccupazione in progressiva riduzione, il mantenimento di una relativa stabilità dei livelli di occupazione e soprattutto una diffusa riduzione della cassa integrazione. Pesano tuttavia fenomeni di crisi dovuti alla latente erosione della forza lavoro che si va generando per l'invecchiamento della popolazione ed al permanere di quote significative di lavoro sommerso che assume in Abruzzo uno degli indici più alti tra le regioni italiane;

- nella favorevole dinamica delle imprese, in cui si conferma un vivace processo di rafforzamento e di rinnovamento del tessuto produttivo con la ripresa del tasso di sviluppo (differenza tra natalità e mortalità delle aziende);
- nelle esportazioni, che, seppure non raggiungono ancora i buoni risultati già consolidati nell'ambito delle attività più competitive, hanno segnato una sicura ripresa in taluni settori, ad eccezione dell'abbigliamento che sconta ancora l'indebolimento strutturale che è venuto accumulando nel corso degli ultimi anni. L'export, pur condizionato dal permanere di situazioni di crisi di alcuni comparti, mostra segnali di ripresa soprattutto nel comparto della farmaceutica, e della meccanica, come è evidenziato dal mantenimento di quote di mercato delle due province di Chieti e di L'Aquila.


MANTENIMENTO DELLE POSIZIONI NEI SETTORI CHIAVE

I risultati conseguiti dall'Industria abruzzese nel corso del primo semestre 2006, rappresentano il mantenimento delle posizioni di competitività dei settori chiave dell'industria.
L'analisi complessiva degli indicatori evidenzia, in sintesi, sicuri segnali di ripresa che tuttavia non vengono confermati dall'atteggiamento di fondo degli imprenditori che pur sempre sono orientati alla prudenza.
Rispetto ai vari settori, si evidenzia come al positivo andamento produttivo abbiano concorso, in particolare, il settore della metalmeccanica-elettronica, della chimico-farmaceutica e del legno.
A rilento, invece, l'andamento del settore dell'alimentari.
Gli indicatori del settore dei materiali di costruzione permangono in fase riflessiva.

L'INDUSTRIA A CHIETI

L'industria chietina, inverte decisamente rotta con una ripresa della produzione, del portafoglio ordini e del fatturato, conseguendo, tra le quattro province, il migliore risultato peraltro in linea con quanto gli imprenditori avevano preannunciato sul piano previsionale. La ripresa dei buoni ritmi, tuttavia, va rapportata al rallentamento del semestre precedente ed appare come un riallineamento ai livelli produttivi che sono propri di un sistema solido e ben strutturato.

L'INDUSTRIA ALL'AQUILA

La situazione dell'industria aquilana, in linea con quanto avviene a livello regionale, registra una inversione di tendenza conseguendo un risultato positivo che, seppure non brillante, annulla i segnali di crisi che si erano manifestati nel corso del semestre precedente. E' tuttavia ancora contrassegnata da un clima di incertezza che investe le parti deboli dell'apparato produttivo interessate da fenomeni di crisi.

L'INDUSTRIA A PESCARA

Per l'industria pescarese, il buon andamento congiunturale di questo primo semestre consolida i lievi segnali di ripresa mostrati nell'ultimo scorcio del 2005, delineando un miglioramento generale, che alla luce delle prospettive tracciate dagli imprenditori dovrebbe prolungarsi anche per il semestre successivo.

L'INDUSTRAIA A TERAMO

L'industria teramana rafforza l'andamento favorevole già conseguito nel corso dell'ultimo semestre del 2005, confermandosi come la componente più reattiva del sistema economico regionale. L'attuale trend denota un momento particolarmente favorevole anche se tra i vari settori non mancano zone d'ombra e situazioni più dimesse, come nel tessile-abbigliamento-calzaturiero.

IL TERZIARIO AVANZATO

L'andamento del Terziario avanzato, segna una ripresa dei livelli di produzione dopo il lungo periodo di stagnazione. Gli ordinativi tuttavia non seguono la via positiva dell'andamento produttivo. La generalità degli altri indicatori congiunturali mostra tendenze orientate solo a un lieve miglioramento dello scenario, tra cui, in particolare, il mantenimento di risultati relativamente buoni per gli investimenti in R&S, anche se è minimo il livello degli investimenti in generale. Per questo settore si conferma, comunque, il carattere di debolezza proprio del sistema del terziario abruzzese, dipendente dalla scarsa integrazione con i processi di trasformazione, dalla ridotta potenzialità di crescita in nuovi ambiti di operatività e dalla quasi assenza di export.

L'INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI

Per l'Italia, il quadro tracciato dall'ANCE per il primo scorcio dell'anno 2006 conferma, in parte, il favorevole andamento gia conseguito dal settore delle costruzioni nel corso del 2005. Per il primo trimestre dell'anno si stima infatti una crescita degli investimenti ma in rallentamento rispetto a quanto avvenuto nel corso degli ultimi anni. La crescita degli investimenti in costruzioni va attribuita esclusivamente all'edilizia residenziale privata, dato che i livelli produttivi dell'edilizia non residenziale e delle opere pubbliche risultano invece in diminuzione. Nell'edilizia privata il comparto che tiene maggiormente è la riqualificazione delle abitazioni.

In Abruzzo, nel corso del primo semestre del 2006, si nota un rallentamento produttivo. Si conferma infatti la flessione dell'attività nelle opere pubbliche e dell'edilizia pubblica in genere; l'edilizia privata tiene principalmente per il buon andamento dell'attività di riqualificazione.

LE PREVISIONI

Nelle previsioni per il 2006, la situazione per il comparto pubblico è destinata a peggiorare sia a livello nazionale che a livello abruzzese. L'Osservatorio nazionale dell'Ance, a livello più generale, per il 2006 traccia uno scenario decisamente negativo con una previsione di riduzione del complesso degli investimento di circa l'1% attribuibile unicamente al comparto pubblico in cui si stima una perdita di investimenti per oltre il 3%.

In Abruzzo la situazione, per il breve periodo, è forse migliore: pure se è prevista una diminuzione degli investimenti pubblici, la attività produttiva si dovrebbe mantenere positiva sostenuta non solo dall'effetto di trascinamento dell'attività in atto, ma principalmente dal previsto buon andamento dell'attività dell'edilizia privata.


09/11/2006 16.18