Confcommercio: «Incomprensibile l’aumento della spesa sanitaria anche nel 2007»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ormai da giorni non si fa che parlare dell’imponente debito della Regione, anche in conseguenza degli sviluppi e delle rivelazioni della inchiesta “Bomba” sulla Fira. Dal quadro finanziario 2007 illustrato nella riunione concertativa con le organizzazioni sindacali emerge chiaramente il preoccupante debito accumulato negli anni dalla nostra Regione, pari ormai a circa 2.800 milioni di Euro. Il settore che ha assorbito e continua ad assorbire le maggiori risorse è quello della Sanità.
Da diversi anni Abruzzo Confcommercio sta gettando un grido di allarme sull'incidenza esorbitante e progressiva della spesa “Sanitaria” nel bilancio regionale ottenendo, a parole, consensi in ogni sede di confronto con gli Organi Regionali ma, in pratica, senza riuscire ad incidere sulla situazione.
L'ennesima lettera dunque è partita alla volta dei vertici della Regione, dell'assessore al bilancio D'Amico, il presidente Del Turco per rappresentare ancora una volta problemi e priorità del sodalizio.
«Nell'ambito dell'aumento della spesa sociale è, infatti, la spesa “Sanitaria” a crescere negli anni in modo incontrollabile fino ad assorbire l'85% delle risorse proprie dell'Ente Regione, mentre sono state ridotte progressivamente all'osso (intorno al 2%) le risorse destinate ai produttivi (Commercio, Turismo, Industria, Artigianato ed Agricoltura)», scrive Abruzzo Confcommercio, «una tale situazione sta ostacolando ed ostacolerà sempre più in futuro lo sviluppo nella nostra Regione, con effetti negativi non solo sull'occupazione, ma sulle stesse spese correnti e sociali che nel tempo sono state privilegiate. E' lo stesso equilibrio del bilancio regionale ad essere, ormai, messo in discussione e lo sarà di più in futuro, dal momento che la Regione, con l'attuazione del “Federalismo Fiscale” dovrà sempre più contare su risorse attinte al PIL prodotto nel proprio territorio».

«In una tale situazione», mette in evidenza Abruzzo Confcommercio, «la Regione, invece di invertire la tendenza, razionalizzando i servizi della “Sanità”, dell'Amministrazione interna, degli Organismi collegati e finanziati dalla Regione (sopprimendo quelli inutili), in modo da ottenere risparmi da impiegare nella “Ricerca ed Innovazione” e nei “Settori produttivi”, prospetta ancora una volta un incremento della spesa “Sanitaria” nel 2007 del 3% pari a 57 milioni di Euro circa (che certamente aumenterà a consuntivo) e un disavanzo di bilancio di circa 125 milioni di Euro. A questo punto sorge il problema di come pareggiare i conti del bilancio preventivo 2007».
«Il pareggio», specifica con forza Abruzzo Confcommercio, «non deve e non può avvenire aumentando ulteriormente le imposte regionali, in aggiunta all'aumento già in vigore sull'IRAP ed addizionale IRPEF per il ripiano del deficit sanitario, ed all'incremento in arrivo del carico tributario nazionale, se non si vuole da una parte far chiudere i battenti a molte piccole e medie imprese, che non riescono più a sopportare una pressione fiscale così alta e dall'altra non si vuole ulteriormente deprimere i consumi delle famiglie, che ormai non sanno più come arrivare a fine mese. La scelta di puntare sul versante delle maggiori entrate, come ha detto il Presidente della Corte dei Conti, Dott. Francesco Stadarini, determina due implicazioni di segno molto negativo: “si deprime la crescita e si favorisce l'aumento della spesa pubblica”».

07/11/2006 11.39