Emergenza lavoro, Ugl a Del Turco: «abbiamo bisogno di atti concreti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

916

LA LETTERA APERTA. Geremia Mancini (Ugl) scrive una lettera aperta al presidente Del Turco in cui chiede di tornare al dialogo con le realtà sindacali. Mancini chiede inoltre che venga istituita una commissione di indagine " sulla gestione economica della nostra Regione che ha favorito un incredibile e pesantissimo indebitamento".


LA LETTERA APERTA. Geremia Mancini (Ugl) scrive una lettera aperta al presidente Del Turco in cui chiede di tornare al dialogo con le realtà sindacali. Mancini chiede inoltre che venga istituita una commissione di indagine " sulla gestione economica della nostra Regione che ha favorito un incredibile e pesantissimo indebitamento".


Emergenza lavoro ed emergenza morale. Per il segretario Regionale della Ugl Geremia Mancini «L'emergenza occupazionale e sociale impone un rilancio nei rapporti tra Governo Regionale e sindacati ad oggi svilito nei contenuti». La situazione morale «deve trovare atti concreti che diano agli abruzzesi la certezza di una volontà di pulizia». In questo utile ed opportuno costituire una "Commissione d'indagine".

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA.

Caro Presidente,
non sfugge a nessuno che l'attuale momento vissuto dalla nostra Regione, in termini morali, economici ed occupazionali, è certamente uno dei più difficili mai affrontati.
Di certo non se ne esce con il piglio decisionale di pochi, né con estemporanee iniziative, né tantomeno con il distinguo tra un periodo politico e l'altro, occorre invece il responsabile contributo di tutte quelle forze ancora in grado di poter offrire autorevolezza morale e professionale tali da restituire agli abruzzesi fiducia nel proprio domani.
In questi giorni, mentre si discute del Bilancio e più in generale sul DPEFR e si è aperta una fase di "confusa" concertazione che ha portato a critiche, diverse nella esternazione, ma simili nella concretezza dei temi, in una parola si è manifestata una forte critica non solo nel comportamento della trattativa ma anche e soprattutto nella concretezza dei dati che annunciano una carenza Economica e Finanziaria che impedirebbe nei fatti quelle riforme incisive atte ad un reale rilancio del nostro Abruzzo.
Personalmente, e con me tutta la Organizzazione che mi onoro di rappresentare, ritengo di aver avuto nei suoi confronti sempre un comportamento improntato alla massima "onestà intellettuale" oltre che ad una profonda stima per il suo passato di Sindacalista.
Proprio questo suo passato mi dava fiducia e certezza che si sarebbe esaltato, pur nel rispetto dei ruoli, il rapporto con il Sindacato ed invece, caro Presidente, debbo constatare che tale rapporto non solo non si è rafforzato ma sta conoscendo, me lo consenta, una fase di inaridimento e di svilimento.
Non è importante capire di chi sono le responsabilità, è certamente colpevole far durare tale situazione in una Regione che attraversa il peggior momento occupazionale degli ultimi anni e dove la carenza di una unica e forte regia sta portando la gestione delle tante difficoltà ad una specie di "autonomismo delle vertenze" con la conseguenza che tutte ne escono comunque indebolite.
Per questo Le chiedo come atto di umiltà, che poi sarebbe atto di grandezza, di riappropriarsi in prima persona delle sue responsabilità convocando finalmente quella tanto richiesta e mai ottenuta "Cabina di Regia" che abbia prerogative di forza, responsabilità e proposizione, realizzata con le forze Sociali che attendono solo di poter dare il loro contributo, ogni ulteriore ritardo, ogni ulteriore perdita di tempo, ogni ulteriore atteggiamento che in qualche caso rasenta la supponenza, sarebbe atteggiamento non già pro gli abruzzesi ma contro.
Per quanto attiene le recenti vicende che fanno riaffiorare "sinistri presagi" del passato e che parlano di un Abruzzo dedito a loschi affari come sempre a scapito della comunità, sarà bene mirare alla chiarezza ed alla pulizia, ben sapendo che le responsabilità possono essere ovunque ed in qualsiasi comunità umana e politica ma proprio per questo le persone oneste e responsabili hanno legittimità e dovere di andare fino in fondo.
Senza attendere ulteriori interventi esterni alla politica sarebbe opportuno che la stessa con coraggio desse un forte ed inequivocabile segnale costituendo, e da subito, una "Commissione d'indagine" sulla gestione economica della nostra Regione che ha favorito un incredibile e pesantissimo indebitamento.
Il Segretario Regionale
UGL-ABRUZZO
06/11/2006 10.11