Sanità. Del Turco: «Sulle cartolarizzazioni non ci saranno sorprese»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Finanziaria regionale cambierà e sarà soppressa Fira servizi. Lo ha annunciato il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, che ha anche riferito della nascita di una task foce d'emergenza che eviti il disimpegno dei fondi comunitari Docup, sui quali sono in corso le indagini.
«La Fira cambierà nome, funzione sociale, dirigenti e saranno introdotti meccanismi che evitino la riproposizione di questi guai», ha spiegato il Presidente ai giornalisti, incontrati a margine della riunione straordinaria di Giunta, convocata a Pescara per affrontare tutti gli aspetti connessi alla vicenda che coinvolge la Finanziaria regionale.
«La Fira è uno strumento finanziario che serve alla regione esclusivamente per i servizi finanziari - ha chiarito Del Turco - stiamo lavorando già da sei mesi alla sua radicale trasformazione».
La costituzione della task force d'emergenza, altra decisione di Giunta, dovrà servire a «non perdere i soldi per disimpegno perché le commissioni che valutano i progetti non vanno avanti». Entrando nel merito dei responsabili e delle responsabilità, il Presidente ha dichiarato che «se ci sono stati colpevoli che si sono macchiati di delitti e questi delitti hanno causato un danno economico alla Regione, annuncio fin da ora che l'Ente si costituirà parte civile, in tale senso abbiamo già dato mandato all'Ufficio legale».
Una riflessione dell'Esecutivo ha anche riguardato gli eventuali riflessi dell'inchiesta sulla credibilità dell'Abruzzo nei mercati internazionali.
«Da una verifica - ha aggiunto Del Turco - si è constatato che nulla è cambiato e questo è un segno che la rimodulazione del debito è stata fatta in collaborazione con le banche, in un clima di fiducia reciproca».
Del Turco ha escluso ricadute anche sulle cartolarizzazioni: «Le cartolarizzazioni corrispondono ad un bisogno finanziario della Regione, con il ministro Padoa Schioppa ho parlato io e non altri al mio posto»,da detto.
«I conti sono stati ritenuti corretti dal Governo a tal punto da sottoscrivere con noi un contratto che porterà all'Abruzzo qualcosa come 700 milioni di euro. Vorrei che si facesse qualche differenza tra un'operazione che è servita a sottrarre fondi e un'operazione trasparente che porta 700 milioni alla regione».
Il Presidente ha quindi invocato «serietà politica è civile» ed ha auspicato non si alimenti un clima di «generale qualunquismo. Non sarà la linea della Regione quella che dice tutti colpevoli nessun colpevole. Noi chiediamo ai giudici, che stanno conducendo una indagine fatta bene, di andare fino in fondo, tanto che abbiamo messo a disposizione degli inquirenti i nostri migliori funzionari. C'è un'inchiesta che riguarda nomi e cognomi e non c'entrano i parenti, perché la responsabilità penale è personale».

03/11/2006 14.10