Bilancio: deficit a 125 milioni. Uil:«Necessario cambiamento radicale»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

864

AGGIORNAMENTO (13.00)ABRUZZO. Porta un deficit di 125 milioni di euro il quadro finanziario previsionale per il 2007. E' il dato emerso nel corso della riunione che oggi l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, ha avuto con i responsabili delle parti sociali regionali in vista della elaborazione della Finanziaria e della legge di bilancio 2007. Il direttivo della Uil, invece, boccia integralmente l'impianto e traccia le linee guida per migliorare il documento finanziario regionale.
Da questo dato parte la difficile concertazione tra la Giunta regionale e le parti sociali per arrivare ad un percorso condiviso sugli strumenti di bilancio. «Nei prossimi giorni - ha detto D'Amico - è previsto un incontro unitario con tutta la Giunta regionale. Si tratta di un percorso difficile e per questo abbiamo presentato un quadro finanziario chiarissimo per il 2007 e su questo quadro intendiamo lavorare con le parti sociali».
Per arrivare al pareggio di bilancio bisogna far fronte alla grave criticità legata al non ripetitività di alcune entrate straordinarie, per un ammontare complessivo di 78 milioni di euro, che hanno contribuito in maniera determinate al pareggio del bilancio 2006.
Il tutto nonostante la crescita delle entrate tributarie che sono necessarie solo a far fronte all'incremento del fabbisogno sanitario che cresce dal miliardo e 838 milioni di euro del 2006 al miliardo e 895 milioni di euro per il 2007.
Queste cifre, hanno detto i tecnici del bilancio, rendono chiare le difficoltà a cui bisogna far fronte per arrivare al pareggio di bilancio.
Dal canto loro, sindacati e confindustria hanno parlato di «quadro chiaro per la prima volta» della situazione finanziaria della Regione, sottolineando «l'alto valore tecnico del lavoro fatto dall'assessorato al Bilancio».
All'assessore D'Amico i sindacati hanno ribadito la necessità di avviare con la concertazione riforme strutturali in grado di capire come allocare le risorse nel bilancio, dichiarando la propria non disponibilità all'incremento delle imposte che vadano per ripianare il debito pregresso e non nella direzione dello sviluppo.

31/10/2006 9.06


BILANCIO REGIONALE. UIL: «NECESSARIO UN CAMBIAMENTO RADICALE»



ABRUZZO. La segreteria della Uil Abruzzo, riunitasi questa mattina a Pescara, ha discusso la situazione regionale, alla luce del confronto avviato sul DPEFR, il documento programmatico della regione, e della situazione di difficoltà strutturale che emerge dal quadro finanziario regionale. Ai problemi serissimi da affrontare si aggiunge la confusione, alimentata anche dal rovesciamento dei momenti di confronto a monte e a valle. «Nel caso del bilancio, ad esempio», protesta la Uil, «è partito prima il tavolo sulle scelte operative (Finanziaria regionale e Bilancio) che quello sulla programmazione che doveva indirizzarle».

L'Assessore D'Amico e il dirigente Paolo Costanzi hanno presentato il resoconto più chiaro da sempre sullo stato dei conti regionali, che tuttavia evidenzia tuttora «il non controllo non solo dei conti, ma anche dei dati».
In pochi giorni, infatti, la stima del disavanzo atteso per il 2007 è passata da circa 74 milioni di euro a oltre 124. Ciò a causa del sopraggiungere di ulteriori informazioni dalle diverse componenti della macchina regionale e dagli enti locali sub-regionali.
«La disarticolazione che abbiamo riscontrato tra programmazione e bilancio e tra direzioni e bilancio (con particolare riferimento alla Sanità) è il primo elemento da correggere», è la ricetta di Roberto Campo, segretario regionale della Uil.

Malgrado l'aumento delle tasse che si protrarrà almeno fino a tutto il 2009 (IRAP, IRE, bollo auto), previsto nel Piano di Risanamento della Sanità che la Regione sta negoziando con il Governo (atto non concertato con il Sindacato), i conti non quadrano e mancano ancora almeno 124 milioni.
«Alla luce di questa prospettiva di una maggiore tassazione estesa sostanzialmente all'intera legislatura», sostiene ancora Campo, «non è condivisibile da parte nostra l'auspicio contenuto nel DPEFR di poter nel prossimo futuro ricorrere a tasse di scopo, che si sommerebbero alle altre, per finanziare le spese per lo sviluppo: bisogna prima affrontare con riforme incisive i nodi strutturali e far rientrare gli attuali incrementi del prelievo fiscale. Il quadro finanziario dimostra che la Regione non ha forza economica sufficiente per fronteggiare una situazione che vede il debito complessivo (2,7 miliardi) superare le entrate di un intero anno (2,4 miliardi) e il deficit continuare inesorabilmente anno su anno ad alimentare il debito».

«Dalla Giunta Regionale», dichiara Campo, «ci aspettiamo una manifestazione chiara di volontà politica di recuperare capacità di governo dei problemi e affrontare i nodi strutturali, la predisposizione di riforme adeguate, a partire dalla Sanità, e l'adozione di comportamenti coerenti, come sin qui non è stato. Il miglioramento della congiuntura che si registra può aiutare, ma da solo non ci risolverà il problema. Crediamo che su una linea che affronti alla radice le ragioni del dissesto del bilancio vi debba essere non solo (finalmente) la concertazione con le parti sociali, ma il massimo coinvolgimento del Consiglio Regionale: episodi come la dissipazione di risorse avvenuta in sede di variazione di bilancio non devono verificarsi mai più».

31/10/2006 12.56