Qualità della vita e sostenibilità: la regione verde ha la maglia nera

Alessandro Biancardi

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Qualità della vita e sostenibilità: la regione verde ha la maglia nera
AGGIORNAMENTO (18.30) ABRUZZO. «Sindaci coraggiosi cercansi. Primi cittadini non rassegnati a considerare ineluttabili le emergenze urbane, prime fra tutte rifiuti, smog e rumore, ingorghi e trasporto pubblico scadente». Scorrendo i dati di Ecosistema Urbano 2007 viene la voglia di pubblicarla davvero un’inserzione pubblicitaria così. Le città abruzzesi, tranne L’Aquila, crescono: Chieti fa addirittura un salto di 26 posti in classifica rispetto allo scorso anno e si piazza al 51° posto. Pescara è al 54°, Teramo all’84°.  LE SCHEDE PER APPROFONDIRE
Nell'Italia delle città infatti la qualità ambientale non cresce e molti settore chiave della vivibilità urbana sono come abbandonati a se stessi.
Lo dicono i numeri: l'inquinamento atmosferico da un anno all'altro non è praticamente cambiato, rimanendo perciò a livelli d'allarme, la congestione è sempre la stessa mentre il trasporto pubblico locale perde passeggeri, la produzione di rifiuti è aumentata e non è affatto compensata da quel timido segno”+” davanti al trend della raccolta differenziata (+1,7% tra 2006 e 2005).
Lo dice, anche, l'esperienza quotidiana dei cittadini, fatta di code nel traffico, di città talvolta più sporche, di servizi non sempre efficienti. In questo contesto grigio per trovare la città più sostenibile bisogna andare molto a nord, arrivare a Bolzano, il capoluogo più settentrionale d'Italia.
Di limiti, di lacune, di pecche abbonda invece il sud, soprattutto la Sicilia. In mezzo a questi due estremi, non solo geografici, c'è l'Italia dei centri urbani disegnata da Ecosistema Urbano 2007, l'annuale ricerca di Legambiente sulla qualità ambientale delle 103 città capoluogo di provincia realizzata con la collaborazione scientifica dell'Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

PIENA EMERGENZA

Ecosistema Urbano 2007 è stato presentato oggi a Roma. Se è vero dunque che qualche dato di questo XIII Ecosistema Urbano segnala lievi progressi (diminuiscono di poco le auto circolanti, cresce leggermente la raccolta differenziata) è altrettanto vero che siamo ancora in piena emergenza smog e rifiuti, che la mobilità resta pesantemente congestionata, che il trasporto pubblico è colmo di difetti, che la depurazione è inadeguata. L'esempio più lampante lo fornisce proprio la prima arrivata, Bolzano: solo in un paio dei 25 parametri analizzati da Legambiente sopravanza le altre 102 città esaminate dalla ricerca.
Per il resto strappa piazzamenti certo buoni, ma non ottimi, o addirittura occupa posizioni di rincalzo perdendo terreno in alcuni indicatori importanti. Quella di Bolzano è insomma una vittoria relativa: più che la migliore, è la meno insostenibile. Mentre davvero pessime appaiono le performance di Catania, Taranto e L'Aquila, in coda alla classifica. Infine anche i numeri di Ecosistema Urbano 2007 confermano la desolante situazione di stallo di Napoli: sotto il 10% di raccolta differenziata, zero piste ciclabili, due metri quadri di verde per abitante, un abusivismo edilizio doppio rispetto alla media nazionale.

L'AQUILA IN CODA

Una delle novità se non altro più visibili di questa edizione del rapporto di Legambiente si trova proprio in fondo alla graduatoria, dove dopo anni non troviamo un capoluogo meridionale.
L'Aquila torna dopo molto tempo (era stata ultima già nell'edizione del 1997) ad occupare l'ultimo posto. Il capoluogo abruzzese conquista la maglia nera, perdendo sedici posizioni rispetto alla passata edizione (nel 2006 era infatti 87a), principalmente per la pessima capacità di risposta alle ecodomande contenute nel questionario di Legambiente.
L'aria è l'unico tra gli indicatori principali sul quale l'amministrazione comunale di L'Aquila ha mandato alcune risposte, peraltro parziali, e nonostante un leggero miglioramento nel monitoraggio della qualità dell'aria (risulta 84a in compagnia di altre 8 città) rispetto allo scorso anno, troviamo poi sia su No2 che sul Pm10 dati non disponibili.
Sempre dati non disponibili per quel che riguarda la depurazione delle acque reflue, il trasporto pubblico (in tutti e tre gli indicatori dedicati), le zone a traffico limitato e le isole pedonali, mentre ancora per mancata risposta resta ferma a zero (83a) sui metri di piste ciclabili. Anche nella raccolta differenziata L'Aquila è tra le peggiori (11,1% e 73a posizione), mantiene abbastanza alti i consumi, soprattutto quelli di carburante, e la densità di motorizzazione (67 auto ogni 100 abitanti). Nota meno negativa è quella delle certificazioni ISO 14001 e dell'Eco Management dove il capoluogo abruzzese migliora leggermente, almeno in valore assoluto, ma resta quasi fermo nelle due classifiche di settore (rispettivamente 54a e 86a).
Sostanzialmente meritato e, forse è il caso di dirlo, molto anche voluto il triste primato negativo di L'Aquila, che lascia in questa edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente una pessima impressione complessiva, dovuta proprio alla scelta di non fornire risposte alle legittime domande del questionario, che va quindi molto al di là dei soli numeri.

BOLZANO, REGINA DI ECOSISTEMA URBANO 2007

Ecosistema Urbano raccoglie ogni anno, sia con questionari e interviste dirette ai 103 comuni capoluogo di provincia, sia sulla base di altre fonti statistiche, informazioni su 125 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 125mila dati.
Questa raccolta viene sintetizzata in 25 diversi indicatori di qualità ambientale riferibili a tre macro-classi: indicatori di pressione che misurano il carico generato sull'ambiente dalle attività umane (consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione), indicatori di stato che misurano la qualità dell'ambiente fisico (smog, inquinamento idrico), indicatori di risposta che rendono una misura della qualità delle politiche messe in campo dall'amministrazione pubblica o dalla città più in generale (abusivismo edilizio, perdite della rete idrica, depurazione, raccolta differenziata, trasporto pubblico, isole pedonali e zone a traffico limitato, piste ciclabili, aree verdi, gestione ambientale nelle imprese e nella pubblica amministrazione, sviluppo di politiche energetiche tese alla crescita delle rinnovabili, monitoraggi e rilevamenti della qualità ambientale).
L'analisi incrociata dei dati assegna a Bolzano la palma di vincitrice. Supera di pochissimo la prima dello scorso anno, Mantova, e dopo dieci edizioni torna in testa alla graduatoria di Ecosistema Urbano coronando così una faticosa rimonta che dura da almeno cinque anni, già evidenziata dal secondo posto dell'anno passato e dall'ottavo dell'edizione 2005.

REBECCA VIRTU' DI LEGAMBIENTE

«La sostenibilità non è ritagliare in città qualche oasi di verde o di marciapiede e rassegnarsi al resto: è una sfida per rinnovare le città, modernizzarle, nel segno della qualità ambientale. Ecosistema Urbano ci restituisce un'immagine fatta di luci e ombre. Ripetiamo da diversi anni che la sostenibilità urbana per gli amministratori abruzzesi deve essere la priorità ma finora nessuna città ha scelto con decisione questa strada. Non ci sono grandi risultati, in particolare, nella raccolta differenziata» – ricorda Rebecca Virtù, della segreteria regionale di Legambiente.
«I primi cittadini potrebbero fare molte cose utili a costo zero, dalla sperimentazione di forme di road pricing sul modello di Londra o Stoccolma, alla moltiplicazione delle corsie preferenziali. Ecco se dovessimo indicare oggi l'identikit del buon amministratore potremmo sintetizzarlo così: un sindaco che agisce per risolvere i problemi e così facendo riscuote consenso, non come adesso un politico che non decide nulla se non sono tutti d'accordo. Troppi sindaci sembrano pensare che l'obiettivo di rendere le città più moderne ed efficienti passi più da qualche grande infrastruttura isolata che non da una forte scommessa sulla qualità ambientale come fattore di benessere civico e anche di sviluppo economico. Le città europee più sostenibili sono anche quelle economicamente più vitali. Come Helsinki e Copenaghen, dove il 98% delle abitazioni è teleriscaldato, o come Barcellona, diventata in pochi anni città leader per il solare».

23/10/2006 14.12

LO SDEGNO DEL SINDACO DELL'AQUILA BIAGIO TEMPESTA

«Non posso che considerare strumentali i dati forniti da Legambiente in merito alla classifica delle città italiane più vivibili. L'ultimo posto dell'Aquila è davvero incomprensibile. Come facciamo ad essere la città più inquinata se non abbiamo neanche le fabbriche?
Invito un rappresentante di Legambiente a trascorrere qualche giorno nel capoluogo abruzzese, a mie spese, per verificare con i propri occhi che in realtà L'Aquila è la più vivibile e bella al mondo.
La pubblicazione di questi dati è la dimostrazione che ormai siamo in piena campagna elettorale e, guarda caso, l'inquinamento si registra sempre nelle città di centrodestra.
Tutti gli aquilani sanno, invece, che la loro, la nostra città è bella e profumata ed è assolutamente infondata la classifica penalizzante che mette soltanto in cattiva luce la città dell'Aquila che non merita assolutamente l'ultimo posto che le è stato attribuito.
Un giudizio che sostengo fermamente e che spero venga condiviso da tanti altri».

23/10/2006 15.17

LEGAMBIENTE RISPONDE A TEMPESTA

Legambiente ringrazia il sindaco dell'Aquila per l'invito a visitare la città.
L'Associazione ricorda che non ha mai messo in dubbio che il capoluogo abruzzese sia una città ricca di storia e di cultura tra le più belle e degne di ammirazione in Italia.
L'Aquila torna dopo molto tempo (era stata ultima già nell'edizione del 1997) ad occupare l'ultimo posto, perdendo sedici posizioni rispetto alla passata edizione (nel 2006 era infatti 87a), principalmente per la pessima capacità di risposta alle ecodomande contenute nel questionario di Legambiente.
«L'aria», precisano da Legambiente, «è l'unico tra gli indicatori principali sul quale l'amministrazione comunale di L'Aquila ha mandato alcune risposte, peraltro parziali, e nonostante un leggero miglioramento nel monitoraggio della qualità dell'aria (risulta 84a in compagnia di altre 8 città) rispetto allo scorso anno, troviamo poi sia su No2 che sul Pm10 dati non disponibili. Anche nella raccolta differenziata L'Aquila è tra le peggiori (11,1% e 73a posizione), mantiene abbastanza alti i consumi, soprattutto quelli di carburante, e la densità di motorizzazione (67 auto ogni 100 abitanti)».
Nota meno negativa è quella delle certificazioni ISO 14001 e dell'Eco Management dove il capoluogo abruzzese migliora leggermente, almeno in valore assoluto, ma resta quasi fermo nelle due classifiche di settore (rispettivamente 54a e 86a).
«Sostanzialmente molto voluto il triste primato negativo di L'Aquila», aggiungono da Legambiente, «che lascia in questa edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente una pessima impressione complessiva, dovuta proprio alla scelta di non fornire risposte alle legittime domande del questionario, che va quindi molto al di là dei soli numeri».

23/10/2006 18.41




IL RAPPORTO NEL DETTAGLIO CON I SINGOLI INDICATORI

LA TABELLA DELL'ABRUZZO

CLASSIFICA FINALE CON CONFRONTO DEL 2006