Federfarma: «Costi aggiuntivi per la vendita diretta dei farmaci»

Alessandro Biancardi

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Federfarma: «Costi aggiuntivi per la vendita diretta dei farmaci»
PESCARA. Parte da Federfarma Abruzzo (l'Unione regionale titolari di farmacia dell'Abruzzo) la controproposta alla nuova delibera della Regione sul contenimento dei costi sanitari: seguire l'esempio di altre regioni che hanno già revocato il metodo di distribuzione di determinati farmaci (insulina per i diabetici, prodotti contro il morbo di Alzhaimer...).
Per il contenimento della spesa sanitaria la Regione ha stabilito che i farmaci particolarmente costosi e usati in prevalenza per patologie gravi vengano distibuiti esclusivamente dalle farmacie degli ospedali. Ma Federfarma è da giorni che sottolinea i problemi conseguenti alla delibera, da quelli che graveranno direttamente sui cittadini a quelli per le piccole farmacie rurali che, dopo il provvedimento, saranno costrette a chiudere.
In più è proprio l'associazione dei farmacisti che assicura che non ci sarà alcun beneficio nemmeno per il bilancio della Regione.

«IL RISPARMIO E' FITTIZIO»

«La distribuzione diretta ed esclusiva di particolari categorie di farmaci da parte degli ospedali e di alcune cliniche private determina una riduzione puramente contabile della spesa regionale», ha spiegato ieri il presidente di Federfarma Abruzzo, Franco D'Addario, nel corso di una conferenza stampa.
«Il risparmio di spesa nell'acquisto, grazie agli sconti di cui godono le Asl, è compensato da tutti i costi aggiuntivi a carico della Regione (stoccaggio, assunzione personale per la dispensazione, conservazione dei medicinali e smaltimento di quelli scaduti). Questi costi secondo la Federfarma eroderanno completamente i benefici della distibuzione diretta e addirittura "appesantiranno ulteriormente il bilancio della sanità».

I PICCOLI COMUNI RESTANO ISOLATI

«Tra i disagi più evidenti», ha continuato D'Addario, «ci sono quelli che colpiscono i piccoli comuni e le realtà farmaceutiche dell'entroterra: non sempre gli abitanti hanno tempi e mezzi per arrivare tempestivamente fino all'ospedale attrezzato più vicino».
«Con questo provvedimento», ha dichiarato Katia Di Iulio, sindaco di Vicoli (che conta appena 450 abitanti), «rischiamo che i paesi più piccoli vadano incontro ad un vero e proprio spopolamento. Che futuro è riservato a realtà che non possono garantire nemmeno un servizio primario come una farmacia o un medico pronto a dare consigli ai pazienti?».
E quale futuro c'è anche per gli anziani che vivono da soli?
«Nel mio Comune abbiamo casi specifici di persona malate che vivono da sole, anziane, che non hanno la macchina e che certamente non avranno la possibilità di andarsi a rifornirsi per i farmaci salvavita alla farmacia dell'ospedale».

PROBLEMI DI ORARI

Alle carenze logistiche e distributive degli ospedali pubblici c'è da aggiungere anche il fatto che ogni presidio ha orari prestabiliti per l'erogazione dei farmaci: «questo determinerà», ha spiegato D'Addario, «per il paziente il rischio di trovare chiuso o, addirittura di non trovare il farmaco. Ne deriverà una forte disomogeneità nella distribuzione dei medicinali, la necessità di assumere nuovo personale, e quinti, ripeto, ulteriori costi».
«LA REGIONE NON CI HA INTERPELLATI»
«Perchè la Giunta», domanda D'Addario, «non ci ha reso partecipi della delibera? Avremmo potuto trovare un compromesso».
Nel novembre 2004 le rappresentanze sindacali e la precedente giunta regionale avevano firmato una delibera di intesa, approvata ma di fatto congelata e mai entrata in vigore.
La soluzione prevista era quella di integrare il risparmio derivante dall'acquisto dei farmaci a prezzi scontati da parte delle Asl alla distribuzione degli stessi attraverso le farmacie pubbliche e private già preparate al servizio di vendita al vasto pubblico.
«La nostra proposta avrebbe portato indubbi vantaggi sia economici che sociali», sottolinea D'Addario. «Avremmo garantito la qualità del servizio offerto, dato la possibilità ai farmacisti di preservare la propria professionalità e salvare le piccole farmacie rurali dell'entroterra»

Alessandra Lotti 21/10/2006 9.16