Erosione. La Regione "butta a mare" 11 milioni di euro

Alessandro Biancardi

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Erosione. La Regione "butta a mare" 11 milioni di euro
ABRUZZO. Sono undici i comuni costieri ad elevato rischio di erosione; su sette(Martinsicuro, Silvi, Montesilvano,Pescara,Francavilla,Fossacesia, Casalbordino e Vasto) la Regione è intervenuta con azioni di difesa, investendo 44 milioni di euro, a fronte dei 120 complessivamente stimati. EROSIONE EFFETTO DELLA COSTRUZIONE DEI PORTI
I dati sono stati resi noti, stamattina, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, dove è stata presentata, con un numero speciale di "Abruzzo cronache", l'analisi del rischio morfologico e socieconomico della fascia costiera.
Lo studio ha certificato non soltanto le situazioni geograficamente più critiche, ma anche le conseguenza su un piano più strettamente economico. Infatti, si è calcolato che nei 19 comuni costieri insiste il 30 per cento della popolazione totale, e le attività produttive sono costituite per l'80 per cento da redditività turistica.
La Regione Abruzzo si è dotata della carta di vulnerabilità geomorfologica ed è per ora l'unica ad avere prodotto uno studio organico sull'intera fascia costiera.
Altri progetti sono stati avviati: il progetto "Etica", destinato al rilascio della certificazione di qualità ambientale per quei comuni che preservino l'ambiente migliorando, tra l'altro, anche il sistema della depurazione e degli scarichi fognari; e il progetto "Requisite", coordinato con altre regioni e finalizzato a comprendere i fenomeni di eutrofizzazione e mucillagine.
«La difesa della costa è, al pari del tema delle infrastrutture, una priorità di questo Governo», ha dichiarato Lamberto Quarta, responsabile dell'Ufficio di diretta collaborazione del presidente, Ottaviano Del Turco.
«Consideriamo gli studi finora prodotti sulla costa un vanto nazionale, perciò non solo continuiamo su questa strada ma destineremo ulteriori 11 milioni di euro alle attività di difesa già programmate».
Quarta ha poi sottolineato l'importanza della collaborazione con l'Università dell'Aquila («Una collaborazione che ci piace e che vogliamo sostenere nel segno dello sviluppo della ricerca», ha detto), in particolare con la facoltà di Ingegneria e con il Laboratorio di idraulica ambientale e marittima, diretto da Paolo De Girolamo.
De Girolamo, che è anche coordinatore scientifico del progetto di gestione integrata della costa "Sicora", ha dichiarato che «l'obiettivo dell'indagine è classificare la costa abruzzese in funzione del rischio, per poter poi programmare le priorità degli interventi. C'è anche da dire - ha aggiunto - che con una proposta tecnicamente e scientificamente basata, contiamo di essere competitivi sul fronte del riparto delle ulteriore risorse pubbliche che ancora necessitano».
Alla conferenza stampa ha pertecipato anche il responsabile del Servizio regionale delle Opere marittime e qualità marine, Carlo Visca, che ha ricordato come l'Abruzzo, nel 1996, si sia imposto all'attenzione europea per aver «mostrato sensibilità al problema della difesa costiera ed una consapevolezza delle conseguenze anche economiche, facendosi finanziare il progetto Ricama. Dopo dieci anni - ha concluso - stiamo dando attuazione a quella strategia».

20/10/2006 14.06