Commissione di inchiesta bocciata e assunzione di parenti e amici alla Regione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Amici e parenti nei palazzi del potere. Il centrosinistra avanza indisturbato, la minoranza chiede di istituire commissioni di vigilanza che puntualmente vengono bocciate con escamotage burocratici. Secondo notizie non documentate del centro destra sarebbe di nuovo così per nuovi collaboratori che hanno preso servizio alla Regione e che vantano alberi genealogici in cui compaiono funzionari e dirigenti dell'ente.

ABRUZZO. Amici e parenti nei palazzi del potere. Il centrosinistra avanza indisturbato, la minoranza chiede di istituire commissioni di vigilanza che puntualmente vengono bocciate con escamotage burocratici. Secondo notizie non documentate del centro destra sarebbe di nuovo così per nuovi collaboratori che hanno preso servizio alla Regione e che vantano alberi genealogici in cui compaiono funzionari e dirigenti dell'ente.




LA COMMISSIONE DI INCHIESTA PER L'ACQUA.

Il consigliere regionale di Alleanza Nazionale Fabrizio Di Stefano aveva presentato nei giorni scorsi la richiesta di istituire una commissione consiliare sull'attività dell'Ato numero 4 di Pescara e sui rapporti con le aziende di gestione collegate.
Ma la richiesta è stata bocciata: «Mai era accaduto», ha dichiarato Di Stefano, «che la maggioranza negasse alla minoranza il diritto di esercitare la prerogativa che le norme assegnano ad essa: il ruolo di vigilanza e controllo».
La commissione, infatti, «avrebbe probabilmente indagato», spiega Di Stefano, «sui motivi che hanno spinto l'Aca a concedere borse di studio a persone direttamente riconducibili – anche per legami parentali – a personaggi del centro-sinistra o per verificare se la diatriba tra Aca e Comune di Popoli ha seguito criteri di trasparenza».
Ma le risposte a tutto questo non le avremo mai, o meglio, non le avremo grazie alle indagini di una commissione consiliare della Regione Abruzzo.
«È possibile», si domanda ancora l'esponente di An, «finire in bocca a giornalisti di Repubblica che attaccano direttamente un esponente di spessore del Consiglio Regionale e un parlamentare abruzzese, senza sentire il bisogno di fare chiarezza?».
Ma perchè è stata bocciata la proposta?
«Chi detiene la maggioranza in Ufficio di Presidenza», spiega ancora Di Stefano, «ha dato motivazioni risibili e contraddittorie per bocciare la richiesta di cui sono primo firmatario. Per Pisegna "non è materia di Consiglio", per il presidente del consiglio Marino Roselli "il numero delle firme non è sufficiente", benché amministrativamente, un terzo di 39 è 13 e non 14 e quindi le firme erano sufficienti».
Cosa è successo allora?
«E' stata imboccata in extremis questa via d'uscita secondaria per non essere accusati del reato di "lesa maestà" nei confronti di Giorgio D'Ambrosio e Donato Di Matteo».

NUOVI COLLABORATORI, VECCHIE PARENTELE

Dopo le denunce del consigliere di Forza Italia Giuseppe Tagliente anche il sindacato ha preso duramente posizione contro il tentativo perseguito dalla presidenza e da una parte della dirigenza del consiglio regionale «di mettere pesantemente le mani sul personale».
«Per ben due volte», spiega Tagliente, «il consiglio ha proposto un progetto di legge, due volte bocciato, che aumenta la spesa per il personale delle segreterie politiche e abolisce i titoli di studio per le figure apicali.Ma se Sparta piange, Atene non ride - prosegue Tagliente - infatti vogliamo vedere chiaro anche in quello che succede in Giunta, perché oltre agli ormai celeberrimi fotografo e vignettista assunti direttamente dal Presidente Del Turco, pare che anche molti dei dipendenti a tempo determinato (co.co.co./co.co.pro.) abbiano rapporti di stretta parentela con dirigenti e funzionari».
Tagliente chiederà in una interrogazione di sapere come sono state fatte queste assunzioni, se sono state utilizzate procedure di evidenza pubblica, a garanzia dei diritti di tutti i giovani che aspirano ad una sistemazione seppur temporanea.
«In ogni caso», conclude il consigliere, «anche in questa materia le varie anime del centrosinistra riescono a non andare d´accordo: mentre in Consiglio cercano di sopraffare il personale, in Giunta preferiscono tenerselo buono, in ogni caso ingerendo indebitamente nella gestione».
20/10/2006 9.04