Sanità e risparmio, è ancora scontro sui farmaci

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Fa discutere ancora la delibera sugli interventi urgenti relativi all'assistenza farmaceutica. Di Paolo (Dc): «diciamo no con assoluta fermezza alla riduzione indiscriminata dei costi della Sanità se a doverci rimettere sono sempre e solo gli incolpevoli cittadini».

ABRUZZO. Fa discutere ancora la delibera sugli interventi urgenti relativi all'assistenza farmaceutica. Di Paolo (Dc): «diciamo no con assoluta fermezza alla riduzione indiscriminata dei costi della Sanità se a doverci rimettere sono sempre e solo gli incolpevoli cittadini».



Il consigliere regionale Di Paolo, ha presentato un'interpellanza al Consiglio Regionale, e in particolare all'assessore Mazzocca, perché venga chiarito «in modo definitivo il criterio di applicazione del decreto di Giunta Regionale riguardante alcune norme urgenti in materia di assistenza farmaceutica».
A suscitare grande perplessità, secondo Di Paolo, sono alcune disposizioni che costringerebbero i medici convenzionati con il servizio sanitario nazionale a cambiare le terapie in atto (anche se efficaci) sostituendole con farmaci indicati dalla Giunta o a sospendere terapie croniche che non sono più considerate prescrivibili.
«Con una disposizione simile», dichiara il consigliere, «un cittadino abruzzese dimesso da una qualsiasi struttura ospedaliera italiana con una appropriata terapia farmacologica, sarebbe costretto a cambiarla solo perché non rientra tra quelle previste dalla delibera della Giunta Regionale».
Inoltre, ogni medico di base potrà prescrivere alcune categorie di farmaci fino ad una quota totale del 20%; «quindi», continua Di Paolo, «un paziente di ritorno da un centro specialistico nazionale con una terapia specifica rischia di doverla sospendere perché il suo medico, avendo già raggiunto tale limite, non potrà prescrivergliela».
«Mi lascia perplesso», continua il consigliere regionale, «che alla base della delibera vi sia l'intenzione di restringere il campo delle prescrizioni ai farmaci considerati meno costosi. Ciò che chiedo all'assessore è di capire cosa intende con meno costoso, e se come priorità assoluta non debba invece essere considerata l'efficacia di un farmaco rispetto ad un altro».
Tutto questo va ad aggiungersi alla decisione dei giorni scorsi di far distribuire alcune categorie di farmaci "vitali" dalle sole Farmacie Ospedaliere costringendo i residenti nell'entroterra abruzzese a dei veri e propri viaggi per recarsi presso il complesso ospedaliero più vicino.
«Sono il primo», conclude Di Paolo, «a chiedere la programmazione di una politica al risparmio nel settore della sanità, ma per attuarla non si può pensare di mancare di rispetto nei confronti del cittadino, limitandone addirittura il suo diritto ad essere curato con la miglior terapia possibile».

19/10/2006 15.25