Acqua. Consiglio regionale: ridurre bollette, poltrone, sprechi e perdite

Alessandro Biancardi

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 ABRUZZO. Atmosfera tesa e colpi di scena che non sono mancati nel consiglio regionale tanto attesa sul servizio idrico in regione. Il consiglio si è detto favorevole ad una profonda riforma del settore che comprende una riduzione delle spese e degli sprechi di ogni tipo. Bisognerà ora concretizzare i buoni intendimenti.



 ABRUZZO. Atmosfera tesa e colpi di scena che non sono mancati nel consiglio regionale tanto attesa sul servizio idrico in regione.
Il consiglio si è detto favorevole ad una profonda riforma del settore che comprende una riduzione delle spese e degli sprechi di ogni tipo.
Bisognerà ora concretizzare i buoni intendimenti.



La relazione introduttiva dell'assessore Mimmo Srour è stata tutta basata sui costi della politica e sulla riduzione delle tariffe.
L'assessore ha illustrato nel dettaglio la situazione della risorsa acqua in Abruzzo sottolineando che «la nostra è una regione particolare».

2% DELLA BOLLETTA E' COSTO DELLA POLITICA

La riforma del sistema idrico, secondo Srour, «deve passare attraverso un Consiglio regionale che trovi elementi condivisi e comuni, in modo da permettere ad ognuno di assumersi le proprie responsabilità. L'obiettivo principale di questa riforma - ha detto Srour - deve essere la riduzione della bolletta dell'acqua che arriva ai cittadini. Per fare questo bisogna ridurre in primis i costi della politica che sulla bolletta incidono per il 2%. In Abruzzo ci sono 15 società legate alla gestione delle acque; queste società pagano 15 presidenti, 11 vicepresidenti e 44 consiglieri per un totale di circa 2 milioni di euro l'anno. Costi - ha sottolineato Srour - che ricadono sulla testa del consumatore finale tramite la bolletta. Da qui il messaggio che vogliamo inviare agli abruzzesi: e cioè che la bolletta deve esser ridotta con un decremento della tariffa».

… ED IL 57% DELL'ACQUA SI PERDE PER STRADA…

L'assessore al Ciclo integrato delle acque ha poi spiegato che il costo della tariffa è determinato dai costi di gestione, dall'ammortamento, dal canone e dai costi della politica.
«In questo senso, dobbiamo intervenie non solo sui costi della politica ma anche su altre voci, a cominciare dal canone. Il nuovo schema di convenzione che abbiamo studiato - annuncia Srour - prevede la cancellazione del canone che incide del 17% sulla bolletta. Non solo, esclusa l'ipotesi tecnica di incidere sull'ammortamento, non ci restano che i costi di gestione che devono essere ridotti con l'eliminazione degli sprechi. In Abruzzo circolano 25 milioni di metri cubi di acqua l'anno, il 57% si perde lungo una rete di distribuzione vecchia e obsoleta di 10 mila chilometri».
Anche sulla gestione, l'assessore Srour ha detto che «sono d'accordo per una gestione partecipata e democratica che non espropri i diritti dei territori e che tenga conto dei sindaci senza alcuna forma di emarginazione».

DEL TURCO FAVOREVOLE AD UN SOLO ATO.

«Sono favorevole ad un unico Ato perché è solo in questo modo che riusciremo a far capire agli abruzzesi il messaggio di ridurre gli sprechi».
È la posizione che il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha illustrato in apertura dei lavori.
«Siamo di fronte ad un passaggio storico - ha detto - che ci metterà in condizioni di lanciare un messaggio straordinario ed eccezionale agli abruzzesi. Solo in questo modo la gente capirà la portata della decisione, che peraltro sarà in armonia con la linea politica di questa Giunta»

LO SCANDALO DELL'ACQUA SUI GIORNALI NAZIONALI

Si è fatto un gran parlare in Abruzzo della gestione delle risorse idriche, un clamore che ha raggiunto anche la redazione del quotidiano “la Repubblica” che, dalle sue colonne, ha dato un giudizio non troppo lusinghiero sulla conduzione dell'Aca, l'azienda che fornisce il servizio per l'area Chieti-Pescara.
«Su quello stesso ente», ha detto Fabrizio Di Stefano (An), «avevo chiesto l'istituzione di una commissione d'inchiesta ma la maggioranza, con un gesto a dir poco autoritario, ha bocciato in Ufficio di Presidenza. Proprio per riportare nelle sedi opportune questo dibattito, sino ad oggi combattuto a colpi di comunicati stampa, abbiamo chiesto ed ottenuto la convocazione dell'odierno Consiglio, per sgomberare il campo dalle demagogie della maggioranza. Una maggioranza che in “cabina di regia” ha proclamato solennemente la raggiunta intesa e che, subito dopo, ha dovuto mestamente registrare le voci dissonanti della Margherita e di Di Matteo».

LA POSIZIONE DI AN

«La nostra proposta, nella sua semplicità», ha continuato Di Stefano, «è chiara ed è riassumibile in alcuni punti. Primo: siamo per l'istituzione di un unico ambito regionale, benché sappiamo che questa non è la soluzione automatica dei casi di cattiva gestione del servizio idrico, per cui siamo disposti anche a discutere una diversa rimodulazione degli ATO. Secondo: riteniamo indispensabile la riduzione dei costi della politica, in particolare di quella fatta di consulenze ed incarichi a vagonate che ci ha fatto balzare agli onori della cronaca nazionale.
Terzo: vanno salvaguardate le prerogative dei Comuni, in particolare di quelli di minore dimensione.
Quarto: riteniamo che la fusione tra i vari gestori sia un obiettivo a medio-lungo termine, che deve essere preceduta dalla conclusione della fase di acquisizione delle reti, dall'installazione dei contatori e, soprattutto, dal risanamento dei conti, perché è singolare registrare lo squilibrio dei bilanci proprio laddove il rapporto utenti/estensione geografica dovrebbe essere maggiormente vantaggioso per le società che erogano il servizio.
Quinto, ed ultimo: consideriamo la creazione di una holding tra gestori l'ennesima proposta di istituzione di un ente complesso, costoso ed inutile.

COMMISSIONE DI INCHIESTA

L'ufficio di Presidenza ha bocciato l'inserimento all'ordine del giorno dei lavori dell'Aula l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla gestione del ciclo idrico nell'ambito pescarese,
Il primo firmatario, Di Stefano, ha espresso parole sprezzanti «il centro-sinistra continua a rubare spazi di democrazia ai rappresentanti del popolo abruzzese».
«Siamo giunti al punto – prosegue l'esponente di AN – che viene preclusa finanche la possibilità di dibattito su temi cruciali per la vita politica e civile dell'Abruzzo».


ITALIA DEI VALORI: RIFORMA OTTIMA COSA

«Il favorevole accoglimento riservato oggi dall'aula, nella sua interezza, ad una riforma efficace efficiente ed economica, per migliorare le tariffe degli utenti abruzzesi e risanare il grave indebitamento degli enti, rappresenta, a mio parere, un buon inizio per portare a compimento un nuovo progetto della gestione del sistema idrico integrato e con esso un nuovo modello che riduca al massimo i costi della politica e soprattutto determini una sana gestione delle acque senza più commistioni tra Enti d'ambito e gestori».
Così il capogruppo IdV al Consiglio regionale d' Abruzzo, Bruno Evangelista.
«È necessario – continua Evangelista – demarcare una linea molto netta tra gli Enti d'indirizzo ed i gestori, per evitare il rischio concreto di un a procedura di infrazione che potrebbe essere attivata dall'Unione Europea e che andrebbe di fatto a paralizzare qualsiasi innovazione non coerente con la legislazione comunitaria».


17/10/2006 19.47